Multato mentre paga il ticket
Il racconto ha dell’incredibile: Fernando Marini, libero professionista di Malcesine, parcheggia l’auto in via Dante a Riva, s’avvia verso il parchimetro (che si trova a venti, venticinque metri di distanza), versa 50 centesimi e torna indietro verso l’auto per appoggiare il ticket sul cruscotto. È a quel punto che nota un ausiliario del traffico piazzare in fretta e furia la multa sotto il tergicristallo, darsela a gambe e nascondersi dietro un furgone. Il racconto non perde il suo carattere paradossale e la sua comicità nemmeno leggendolo sul verbale dell’atto di ricorso all’ufficio del giudice di pace: perché Fernando Marini quella multa non ha nessuna intenzione di pagarla. E oltre al giudice di pace, ha chiamato in causa il Gabibbo e «Striscia la notizia». «Appena ho raggiunto il ragazzino (cioé l’ausiliare del traffico, ndr) gli ho fatto rilevare la scorrettezza del suo comportamento - racconta Marini - ma lui s’è limitato a rispondere, balbettando, che una volta verbalizzata la contestazione, non aveva la possibilità di cancellarla. Allora sono andato dai vigili urbani dove c’erano due ragazzi che erano lì per lo stesso mio problema. L’agente, una ragazza bionda, non ha preso molto in considerazione il mio caso. Così, dopo aver sbrigato una faccenda urgente, sono andato diritto alla cancelleria del giudice di pace ad esporre i fatti e a depositare tutta la documentazione». Documentazione che costituisce un capitolo centrale della vicenda: l’ausiliario del traffico, infatti, in un primo momento ha dichiarato (e stampato sulla multa) di aver individuato l’auto di Marini parcheggiata senza ticket già alle 11.45 (la multa porta l’ora delle 12.04). «Peccato che alle 11.50 precise io fossi nella farmacia del Rione: a provarlo è lo scontrino fiscale che ho regolarmente depositato, assieme al ticket (con stampata l’ora delle 12.01, dunque tre minuti prima della multa). Certo non potevo essere in via Dante». In seguito l’ausiliario ha ritrattato le proprie dichiarazioni sostenendo di avere qualche dubbio sulle presenza dell’auto di Marini già alle 11.45: forse l’auto che ha visto non era quella, da lontano non ha potuto verificare la targa. Ma il ricorso è andato male. «Non solo la multa non è stata annullata - dice Fernando Marini - ma da 36 euro è passata a 55. Chiunque capisce che per 36 euro uno non solleva un simile polverone: faccio il libero professionista, non ho certo tempo da perdere negli uffici, e di norma quando prendo una multa la pago, perché è giusto così. Ma in questo caso è una questione di principio: non solo chiedevo che la multa fosse annullata perché ingiusta, ma mi aspettavo che l’ausiliario fosse quantomeno richiamato a maggior attenzione nel suo lavoro. E chiedevo un rimborso simbolico di un centesimo per la seccatura e la perdita di tempo». E adesso? In attesa che la faccenda finisca su «Striscia la notizia» e che se ne occupi il Gabibbo, Marini sta pensando che fare: «Il mio avvocato s’è già offerto di assistermi gratis, ma non so se andrò avanti: si sa che le amministrazioni pubbliche, anche se perdono in primo grado, poi fanno ricorso. Il che vorrebbe dire andare in Cassazione. Confidavo in una soluzione rapida basata sul buon senso e sull’evidente inconsistenza di quella multa. Per questo la sentenza del giudice di pace mi ha deluso».
da l’Adige del 26/10/07
M@x, 26 Ottobre 2007 in Vigili urbani




