Giudice annulla le multe fatte con il palmare.
Questa volta la tecnologia ha giocato un brutto scherzo ai vigili urbani, gli stessi che ormai da mesi fanno uso di sofisticati palmari per multare gli automobilisti più indisciplinati. «Una svolta tecnologica per rendere ancora più efficiente il servizio» - era stato detto alla presentazione del nuovo mini computer. Peccato che nelle scorse settimane il giudice di pace di Trento abbia stabilito che le sanzioni inflitte e stampate dal palmare sono illegittime perché - è la motivazione - non indicherebbero con esattezza la norma violata, impedendo così il diritto di difesa.
Il ricorso è stato presentato da un automobilista di Trento sorpreso (e multato) nell’inverno scorso mentre guidava la sua auto tenendo in mano il telefono cellulare.
L’uomo era in transito in via Dogana quando, all’improvviso, è incappato nel controllo della polizia municipale. L’automobilista ha accostato tentando invano di giustificarsi ma tutto è stato inutile. Per lui è scattata la sanzione amministrativa (poco più di 70 euro) oltre al taglio di cinque punti dalla patente di guida. Così recita l’articolo 173 comma 2 del codice della strada e la violazione è stata contestata nell’immediatezza, con una ricevuta stampata al momento dal palmare in dotazione ai vigili urbani.
Quella sanzione, però, è stata impugnata davanti al giudice di pace con un ricorso firmato dall’avvocato Francesco Moser al quale l’automobilista si è affidato. L’impostazione del ricorso è la seguente: quella multa è illegittima perché non consente all’automobilista di comprendere in base a quale legge è stato sanzionato. Il motivo è semplice: la multa stampata dai palmari riporta vari dati. Tra essi anche la norma violata ma - secondo la difesa - non nella sua completezza: c’è l’articolo ma non la norma. Sulla multa ricevuta dall’automobilista, infatti, era citato l’articolo 173, ma di quale legge? La stampata del palmare non lo dice e al posto dei dati della norma viene citato il numero «2», un codice interno alla polizia municipale che sta a indicare, appunto, il codice della strada. Questo lo sanno i vigili ma - ha sostenuto l’avvocato Moser - non può saperlo l’automobilista che volesse contestate la violazione. Insomma: la multa ci sta, ma deve essere espressa in modo chiaro al fine di garantire al sanzionato la possibilità di difendersi.
Il giudice di pace di Trento ha accolto questa impostazione dichiarando illegittima quella violazione e restituendo i punti all’automobilista. Una sentenza importante perché - se confermata - rischia di dare il via ad altri ricorsi contro le sanzioni «staccate» dai palmari. La nuova attrezzatura è stata realizzata dalla ditta Electrocom di Gardolo e dal 2003. La fornitura alla polizia municipale di Trento è avvenuta in seguito ad un concorso per un importo finale di 125.000 euro.
Fonte: Trentino, 9 marzo 2007
M@x, 28 Marzo 2007 in Vigili urbani





laura ha risposto il 30 Marzo 2007 alle 13:21 #
Allora potrei chiedere la revoca della mia???? O_o
M@x ha risposto il 30 Marzo 2007 alle 14:08 #
Credo che se la multa è già stata pagata è inutile fare ricorso, pagando la multa si ammette l’infrazione.
Prima di pagare una multa sarebbe meglio farla controllare a chi se ne intende, perchè ci sono casi in cui la multa può essere annullata (spesso per errori da parte dei vigili urbani).
laura ha risposto il 30 Marzo 2007 alle 15:23 #
… buono a sapersi, in ogni caso… =)