Folklore vanitoso e intemperante

tirolesi.jpgSecondo il Presidente della Federazione delle bande del Trentino stanziare 12 milioni di euro per finanziare l’acquisto di costumi tradizionali per bande, cori, Schutzen e gruppi folcloristici è un’idea eccellente.

Da L’Adige del 20 agosto 2007 C. Luchini, Presidente della Federazione delle bande del Trentino, ci informa che “con questa spesa di 12 milioni di euro, non si può parlare di spreco di denaro pubblico. (…) Questi costumi costano molto, dai 2 ai 3 mila euro ciascuno perché sono di produzione artigianale tirolese.”

Non è infrequente che differenze di gusti ed abitudini, mentalità, posizione politica o religiosa, portino a stupirsi di fronte a mondi diversi. Il reiterato ancoraggio trentino alla tradizione nelle sue varie declinazioni: montanara e pastorale, bandistica, coristica e filodrammatica, eno-gastronomica, folcloristica, artigianale e alberghiera - più o meno credibile e verace - più o meno entusiasmante per turisti e per locali, non finisce di stupirmi: questo episodio mi sospinge ancora una volta a interrogarmi sui motivi di tanta ingombrante tradizione e folklore nell’identità locale. E sulla liceità di spese così sostenute per vestire migliaia di cantori. 12 milioni di euro sono tanti. 12 milioni di euro potrebbero finanziarie progetti scolastici, umanitari, sanitari e molto altro. 12 milioni di euro per comprare uniformi per cori e bande NON sono una idea eccellente, ma un affronto alla miseria e a tanta gente!Assunto che siamo uno dei Paesi del G8, al centro dell’Europa e del “moderno” Occidente, viene spontaneo chiedersi come reagirebbe un norvegese, un napoletano, un menino de rua, di fronte a queste dichiarazioni.

Assunto che siamo una provincia privilegiata e ricca, ma pur sempre parte integrante della penisola italiana, viene spontaneo volgere lo sguardo intorno e chiedersi “Tu quoque?”: chi dei miei vicini di casa, di banca, di scrivania e di autobus, beneficia di tali finanziamenti e di queste nuove uniformi? Chi, dietro un aspetto mediamente moderno o globalizzato, cela una passione smodata e incontenibile per la Spressa DOP, i presepi viventi, le sculture lignee di nani e folletti, non si perde un coro di montagna e gozzoviglia in tutte le sagre di paese senza sollevare mai il naso dal suo piatto di polenta e luganeghe?

A Luchini, che indispettito afferma “che i vestiti si consumano, e quindi ogni dieci anni circa, bisogna pur cambiarli, o dovremmo selezionare coristi e musicisti per taglia anziché capacità musicali?” suggeriamo di tirare un po’ la cinghia: un tribunale indiano ha recentemente assolto la compagnia di bandiera Indian Airlines dalle accuse di un gruppo di hostess, dopo che a una di loro era stato vietato di imbarcarsi perché superava i limiti di peso imposti dal regolamento della linea aerea. (E la tabella del peso non è l’unica restrizione imposta al personale di volo di Indian Airlines: è vietato anche sposarsi per un periodo di tempo della durata specificata nel contratto di lavoro ed è pure negata la possibilità di portare gli occhiali).

E ancora, negli Stati Uniti alcune aziende propongono di ridurre lo stipendio ai propri dipendenti obesi perché costano troppo. L’aumento delle spese sanitarie - assicurazioni e visite mediche - sta diventando insostenibile per le imprese, alcune delle quali hanno licenziato chi è in sovrappeso.

Senza entrare nel merito delle misure (!), è interessante osservare che stiamo parlando di tagli imposti a personale dipendente e produttivo.

Egregio Signor Luchini, getti il cuore e lo sguardo oltre il fiume Adige e la smetta di fare i capricci.

Donna cannone, 22 Agosto 2007 in _Vario_

7 Risposte su “Folklore vanitoso e intemperante”

  1. Alessandro ha risposto il 22 Agosto 2007 alle 20:02 #

    Questo finanziamento é semplicemente ASSURDO

  2. Luk4S ha risposto il 23 Agosto 2007 alle 16:18 #

    Finalmente, era una tristezza vedere le bande con quelle giacchette assurde che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione.

  3. Luk4S ha risposto il 24 Agosto 2007 alle 17:09 #

    Ah beh se per te valorizzare la cultura locale è assurdo…

  4. La Donna Cannone ha risposto il 24 Agosto 2007 alle 17:17 #

    Non vorrei essere puntigliosa, ma qui si apre l’antica questione della definizione di cultura…..
    Perchè non ci sono commenti un po’ più polposi e articolati?
    Cordialità

  5. Alessandro ha risposto il 25 Agosto 2007 alle 18:10 #

    @luk 45: Certo che é assurdo, lo ripeto ampiamente, 12 milioni di euro, non briciole di pane, per omaggiare le bande con nuovi abiti per me é non é un metodo di valorizzazione del patrimonio culturale, é uno spreco e basta. 12 milioni di euro andrebbero investiti nei piani di formazione per i giovani, oppure nella sanitá, oppure nella scuola, nella costituzione di piani urbanistici sensati…io dubito fortmente che la cultura locale venga valorizzata dalla brillantezza dell’ottone dei bottoni del doppiopetto del baritono del coro. Non sono contrario a prescindere, sia chiaro, sto solo dicendo che 12 milioni di euro sono un’esagerazione.
    Certo questi cori valorizzano un ambito culturale, ma davvero le loro vestimenta devono pesare sulle tasche dei cittadini? Io non credo. Il coro come istituzione deve essere in grado di recepire fondi attraverso il suo operato, legandosi ai comuni di provenienza, ad eventi sponsorizzati, al network fra istituti con finalitá simili. La condizione di “istituto legato alla cultura” non implica una relazione di mera attesa del contributo pubblico, tutt’altro, esso dovrebbe utlizzare la propria specificitá come fonte di congregazione di interessi che implicano anche una sopravvivenza economica per lo meno un parte autonoma.

  6. Luca ha risposto il 27 Agosto 2007 alle 12:27 #

    Ho fatto parte anch’io di un coro: l’ANZOLIN DE LA TOR di Riva del Garda. Ai tempi (parlo di circa 7 anni fa) la sezione maschile, a differenza di quella femminile, non aveva la divisa; eppure ci siamo sempre arrangiati abbigliandoci con camicia bianca e pantaloni scuri (che più o meno tutti hanno in casa). Certo anche l’occhio vuole la sua parte e un coro che si rispetti dovrebbe essere all’unisono oltre che vocalmente anche esteticamente, tuttavia sono il primo a sostenere che quei soldi dovrebbero essere indirizzati meglio.

  7. Max ha risposto il 25 Settembre 2007 alle 15:09 #

    da l’Adige del 21/09/2007:

    Le bande e i gruppi folkloristici trentini dovranno tenersi le divise che hanno. Ieri il consiglio provinciale ha respinto l’ordine del giorno degli autonomisti, solo sei i «sì», che proponeva l’acquisto dei costumi tradizionali a spese della Provincia. Il primo «no» è arrivato dall’assessore Cogo: «Troppo elevata una spesa di 15 milioni di euro, mancano le risorse».

RSS Commenti

Invia un commento!

No inceneritore