Elezioni primarie e cittadini secondari

elezioniIn questi giorni si sono moltiplicati gli appelli di consiglieri comunali e provinciali per promuovere i loro candidati alle primarie del PD. In verità gli appelli sono quasi tutti a favore di Andreatta e – in misura minore – di Bortolotti. Con l’aiuto del giornale, poi, il tifo è chiaramente a favore del primo, i cui errori compiuti in qualità di assessore all’urbanistica vengono eufemisticamente definiti “ingenuità”.
Ma che primarie sono? Che bisogno c’è, da parte di questi promotori, di indirizzare il voto del popolo PD? Si tratta forse di cittadini bisognosi di idee, incapaci di giudicare da soli la levatura dei quattro candidati?
Sono rimasta stupita a leggere i commenti di Nardelli, Civico e De Torre, che sembrano fatti con la tecnica del “copia-incolla”: chi glieli ha dettati, il “Veltroni de noantri”? Tutti e tre proclamano che Trento è ai primi posti nelle classifiche per qualità della vita: non sanno in base a quali criteri vengono stilate queste graduatorie? Ma dove vivono? Evidentemente nel salotto buono della città, oppure in qualche sobborgo dove il padrino politico di turno ha ottenuto che fossero realizzati tutti i servizi degni di una comunità. Senza dover risalire agli anni ‘70, una qualche responsabilità del degrado urbano per cui molta gente si trova a vivere in “non luoghi” – come li definisce Nardelli – ce l’ha proprio l’amministrazione uscente, il trio Dellai, Pacher, Andreatta. Mai, come in questi ultimi anni, c’è stato l’assalto al territorio ed il Comune ha preferito concedere licenze ai costruttori (in massima parte speculatori edilizi) in cambio di oneri di urbanizzazione, utilizzati – si badi bene – non per il miglioramento dei servizi nei quartieri sorti secondo lo stile “nuove banlieau”, ma sempre a favore dei soliti fortunati: per fare un esempio, nessuno può negare la differenza tra Povo e Roncafort.
Sono cittadina di Trento da più di 50 anni e devo dire che la qualità della vita, anziché essere migliorata, è peggiorata. Non parliamo di traffico, inquinamento, degrado ambientale e sociale, che già di per sé sarebbero sufficienti a pretendere un esame di coscienza collettivo: parliamo delle relazioni umane e di quanto l’amministrazione comunale ha fatto per mortificarle.
A Roncafort avevamo una piazza, il luogo d’incontro privilegiato: è stata sostituita da una “rotatoria”, nonostante il parere contrario della popolazione; il cavalcavia adiacente, dalle pendenze che scoraggiano anche i ciclisti volenterosi, fortemente voluto dal Comune al posto di un meno impattante sottopasso (che sarebbe costato di più, è vero, ma con oneri a carico delle Ferrovie dello Stato), ci ha completamente “tagliati fuori” da Gardolo, da cui dipendiamo sia come Circoscrizione, sia per altri sevizi essenziali come poste, farmacia, ecc.
A Roncafort abbiamo avuto uno sviluppo edilizio selvaggio, dove – tra l’altro – il rapporto case ITEA / edilizia privata è altissimo, con tutti i problemi di integrazione che ne conseguono e a cui non è corrisposto nessun aumento di servizi. Ricordo che il signor Andreatta, in una pubblica assemblea indetta per protestare contro lo scempio delle nuove case ITEA in via Polo, ci disse testualmente: “se volete i servizi, dovete prendervi anche le case ITEA”! Quando eravamo poche centinaia di abitanti, potevamo contare su due negozi di alimentari e generi misti, una macelleria, un panificio, un negozio di frutta e verdura, cartoleria, un bar-tabacchino ed un autobus per la città ogni 15 minuti; ora che siamo migliaia, abbiamo un bar, un tabacchino, una banca, un parco-giochi, un negozio del pane aperto part-time ed un autobus ogni 14 o 16 o 36 minuti (dipende dalle fasce orarie). Una qualche responsabilità dell’amministrazione c’è stata, nel favorire la grande distribuzione a discapito dei piccoli esercizi che tenevano viva la comunità…. Le istanze firmate da centinaia di cittadini per avere un servizio di trasporto pubblico più idoneo non sono state prese in considerazione, forse nemmeno lette. La scuola materna l’abbiamo avuta non per gentile concessione del Comune, ma per merito della benefattrice svedese Margit Levinson, che ce la donò in seguito all’alluvione del ‘66: pochi anni or sono è stata completamente ristrutturata ed ampliata, poiché non era più sufficiente ad accogliere tutti i bambini residenti sul territorio. E qui forse il Comune s’è speso più del dovuto, almeno per ciò che riguarda l’illuminazione esterna: decine e decine di inutili lampioni!
Avevamo il campo d’aviazione, luogo privilegiato per il gioco dei bambini: ora c’è la zona interportuale, tutta cemento e costruzioni avveniristiche, nessuna delle quali progettata secondo i dettami dell’edilizia sostenibile o a risparmio energetico (es. la sede di Trentino Trasporti).
Apprendiamo dal primo cittadino che è sua intenzione introdurre l’obbligo, per i costruttori, di riservare in ogni nuovo palazzo una superficie destinata a cortile: fuori tempo massimo! Le aree edificabili sono state tutte occupate e fino a oggi, con una semplice DIA, sono stati trasformati dei garages o dei depositi di materiale in abitazioni, bontà sua.
Si parla da anni di una farmacia, di un mercatino di ambulanti almeno un giorno alla settimana, ma la zona a ciò designata è transennata ed invasa dalle erbacce dell’adiacente area ITEA, dove sarà costruito un altro “bel” palazzo. L’ADSL? Roba per ricchi! Una pista ciclabile in via Maccani? Non è possibile, ci sono dei problemi insormontabili.
Non parliamo della vicina bomba ecologica SLOI, dove vivono – in condizioni peggiori di animali abbandonati – persone “invisibili”, esattamente come all’ex Italcementi: il Comune finge di non saperlo, salvo quando avviene una stupro o qualcosa che disturba questo “quieto vivere” trentino.
Forse, più che cercare una linea di continuità con l’amministrazione attuale, occorre cambiare e questo è impossibile se i protagonisti che si candidano per la trasformazione sono quelli che finora hanno governato. Forse non sono sufficienti né il pragmatismo, né l’Andreatta-pensiero. Speriamo, da qui a maggio, di conoscere altri candidati (Donata Borgonovo Re sarebbe stata uno di questi) per il governo della città: qualcuno che la ami tutta, dal ponte di San Lazzaro ad Acquaviva e che si impegni per ristabilire la rete di relazioni umane, base indispensabile per vincere la reale classifica di un alto tenore di vita.

Maria Giovanna Conci

1 Commento »

M@x, 23 febbraio 2009 in Società

1 risposta su “Elezioni primarie e cittadini secondari”

  1. ale ha risposto il 25 febbraio 2009 alle 09:10 #

    concordo con tutto. Dicono che trento è una bella città. Come no, il centro forse, ma le periferie fanno schifo. Ovunque c’è un degrado e una sciatteria che lasciano interdetti: sporcizia, cartelli stradali ovunque, lampioni orrendi, marciapiedi rotti, buche, guardrail rugginosi, muraglie di cemento, neppure un albero. Trento nord e trento sud sembrano le periferie della Bucarest di Ceaucescu. E il peggior palazzinaro è proprio la provincia che a ha costruito ovunque e comunque. Ora per fortuna non abito piu in città ma, ogni volta che ci torno, trento mi sembra sempre più brutta, invasa dal traffico, con la campagna che viene progressivamente “mangiata” sempre più da strade, sovrappassi, capannoni, rotatorie. Per non parlare dei viali alberati sterminati senza pietà.

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