Ridurre i rifiuti è una “missione possibile”!

rifiuti.jpgHo letto in data 13/01 l’articolo su l’Adige riguardante l’impossibilità di ridurre gli imballi dei prodotti venduti nei supermercati, ma non sono d’accordo sul fatto che ciò sia irraggiungibile. Io stesso utilizzo da 3 anni borse in stoffa per fare la spesa (raggiungendo così 3 obiettivi: 1. non produco rifiuti, 2. impiego borse piu’ comode e resistenti, 3. risparmio denaro) ma se queste borse non vengono pubblicizzate, spostate dai ripiani più nascosti a quelli più in vista e accessibili sarà difficile indurre le persone ad usarle. Altra cosa: evito di acquistare acqua in bottiglie di plastica dato che quella del rubinetto è migliore e costantemente controllata, inoltre evito quei prodotti confezionati in vaschette di polistirolo che, oltre al danno ambientale, creano un danno a noi stessi poiché liberano sostanze nocive negli alimenti.
Sono convinto che precise disposizioni in materia di imballaggi dovrebbero essere elaborate e imposte a livello politico (prima che l’emergenza rifiuti diventi un problema irrisolvibile) e, in secondo luogo, che sia importante stimolare la coscienza del singolo cittadino verso un comportamento virtuoso e attento fin dai piccoli gesti di ogni giorno. Se tutti mettessimo un po’ più di impegno si giungerebbe ad una maggiore riduzione dei rifiuti e si eviterebbe questa assurda brama del nostro principe e del nostro sindaco di voler bruciare i rifiuti a tutti i costi! Partendo dal principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge dove pensate che finiscano i rifiuti bruciati? Nell’atmosfera! contribuendo a peggiorare l’effetto serra, a inquinare l’aria che respiriamo e la frutta e la verdura che mangiamo. Ricordiamoci che l’inceneritore non sarà la panacea, ma il modo più veloce e meno efficace per cercare di risolvere il problema dei rifiuti!

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M@x, 13 gennaio 2008 in Ambiente

Carissimo Favaretti, rinunci al premio!

soldi.jpgCarissimo (in senso economico) dott. Favaretti, dopo aver letto l’articolo di pagina 19 dell’Adige di sabato 29 dicembre, mi domando come possa restare incollato a quella poltrona di super manager della sanità trentina. Ma non si vergogna? Costringere i suoi utenti a emigrare in Veneto per avere una risonanza immediata (3 giorni) per non dovere aspettare i 3 o 4 mesi del Trentino? Ma dove siamo arrivati? Dia retta alla sua coscienza e se è un uomo, rinunci subito al premio dei 34.400 euro per cominciare, dimostrando di essere più intelligente e obiettivo di chi come l’accoppiata Andreolli-Dellai l’hanno giudicata dall’alto della loro indiscutibile sapienza, arroganza e notoria superiorità. Avendo appena pagato 80 euro per una visita oculistica di mia figlia, Le faccio presente che con il suo premio potrebbe far rendere gratuite le prime 430 visite similari dell’anno nuovo. Non crede che sarebbe un bell’esempio per qualcuno e un inizio d’anno davvero salutare per lei e per tutti Noi? Su, Si dimostri superiore e…auguri dottore!

Mauro Sonn – Meano

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M@x, 3 gennaio 2008 in Sanità

Chiesa e Italia: ristagno di un moralismo sterile

chiesa.jpgLa Chiesa di Ratzinger sta, negli ultimi anni, esacerbando le sue posizioni per cercare di sopravvivere al terzo millennio ponendosi come custode di precisi valori morali.
Tuttavia io ravviso in questo orientamento integralista due vizi principali:
il primo: la Chiesa trascura che negli ultimi 50 anni il mondo e la società hanno subito un cambiamento radicale: le nuove frontiere della scienza come le biotecnologie e le relative questioni etiche, la globalizzazione della società, l’aumento vertiginoso della popolazione, le nuove culture multirazziali, i problemi ambientali e la fame nel mondo sono questioni che impongono una riflessione e che sicuramente incidono sulla mentalità e il pensiero di ogni uomo. Come è possibile, quindi, continuare ad assumere posizioni di rigido conservatorismo davanti a questi sconvolgimenti? Articolo completo »

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Luca, 20 dicembre 2007 in Società

Un’alleanza tra le chiese del Nord Est contro il maligno

Scribendi recte sapere est principium et fons*

esorcista.jpg“Centinaia di trentini ricorrono all’esorcista” titola il Trentino Corriere delle Alpi lunedì 17 dicembre. Di primo acchito, penso ad una trovata natalizia, spero in una mossa di marketing emozionale del PR di Ratzinger, un colpo di reni autoironico per portare più gente in chiesa col sorriso….
Spulcio l’articolo, con tanto di intervista all’esorcista: macché! la cosa è “seria” (?).
Per tentare di entrare in questo tema mondiale, è necessario intendersi almeno sul significato comune di alcune parole (senza pretesa di considerazioni teologiche): “esorcismo”: da “esorcizzare” dal greco exorkizein ’scongiurare’, composto di ex- rafforzativo e horkizein ‘giurare’. Relig.: liberare, purificare dal demonio mediante esorcismo; cacciare, espellere dall’indemoniato o dall’ossesso mediante e. ” Esorcismo”: in molte religioni, rito generalmente magico, per mezzo del quale si allontanano demoni o spiriti malefici o li si espellono dalle persone di cui si ritiene che si siano impossessati. Nel cattolicesimo e nella chiesta ortodossa, rito per mezzo del quale si espelle il demonio dal corpo dei battezzandi, ovvero dal corpo degli ossessi o da oggetti, cibi, animali, luoghi. Demonio: nelle religioni ebraica e cristiana, spirito maligno che incita l’uomo al male. (…)  Articolo completo »

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Donna cannone, 18 dicembre 2007 in _Vario_

All’ospedale non si può bere l’acqua del rubinetto!

rubinetto2.jpgIn occasione del ricovero di un parente all’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto ho constatato che i vari reparti mettono a disposizione dei pazienti acqua minerale naturale in bottiglie da mezzo litro. Io, volendo offrire a mia madre dell’acqua fresca, l’ho prelevata direttamente dal lavandino, ogni camera ne è fornita, ma lei allarmata mi ha spiegato che quell’acqua non è buona. Trovando la cosa molto strana ho chiesto al personale e mi è stato confermato che è meglio non berla. L’ho trovato alquanto strano: l’acqua degli acquedotti è più controllata di quella in bottiglia, più fresca se si considera che l’acqua minerale prima di arrivare alle nostre tavole subisce vari tipi di trattamento, dall’imbottigliamento, allo stoccaggio, al trasporto, alla ridistribuzione per non parlare dei costi ecologici: spreco di materie prime, di energia, l’inquinamento che ne deriva, non si capisce perché essendo forniti di un ottimo acquedotto le strutture pubbliche non diano il buon esempio promuovendone l’uso. In alcuni comuni italiani viene distribuita ai cittadini, da prese pubbliche, acqua gasata (addizionata di anidride carbonica), per soddisfare anche i maniaci delle bollicine. Mi sembra una proposta intelligente da imitare.

Luciana Crosara

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M@x, 12 dicembre 2007 in Ambiente

Camilla’s Eyes

leggere.jpgNon stenteremmo a immaginare un romantico brano degli Eagles intitolato ” Camilla’s Eyes”. “Gli occhi di Camilla”, invece, sono l’ultimo libro di Alessandra Sartori scritto per bambini (grandi e piccoli) e presentato ieri sera alla biblioteca di Pergine.
Stretti fra “Giudicarie Ieri” e raccolte di immagini votive della Val dei Mocheni, credo che sia i bimbi in sala che gli adulti avrebbero preferito che questa splendida e dolce fanciulla amante dei gatti cedesse all’immodestia e si concedesse una posizione di maggior spicco, sottraendo spazio alla conduzione della signora Frizzera. Non v’è motto più arguto delle parole di Spartaco, che l’ ha liquidata (ehm…. definita ?) “più bella che brava”.
Di Alessandra, invece, non sappiamo dire se sia più bella o brava, perché il libro ancora non lo abbiamo letto. Del resto, non sarebbe opportuno togliervi il gusto di scoprirlo da soli: seguiranno altre presentazioni, a Cavalese e a Trento.
Alessandra, se ti serve una mano, ti imbavaglio la Frizzera!

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Donna cannone, 27 novembre 2007 in _Vario_

Giacomoni, gli autovelox e la normativa all’italiana!

autovelox.jpgMi piacerebbe chiedere al comandante Giacomoni se si è mai informato sull’operato dei vigili urbani negli altri paesi europei. Probabilmente no, dal momento che ritiene la nuova normativa sugli autovelox un’ “italianata”.
In Inghilterra, per fare un esempio, è stato attivato un sistema automatico di telecamere per il controllo della velocità e del transito in corrispondenza dei semafori: il sistema è segnalato e ben visibile agli automobilisti e la riduzione degli incidenti è arrivata al 47%! Risultato: risparmio economico per i contribuenti (poiché è stato ridotto il numero dei vigili urbani) e, soprattutto, maggior sicurezza sulle strade dal momento che gli automobilisti sono diventati piu’ prudenti e accorti.

Per il comandante Giacomoni, invece, è più sensato appostarsi furtivamente sulla SS12 Trento-Lavis, strada a 4 corsie con un il limite assurdo di 50km/h, e tendere “agguati” agli automobilisti incauti.

Fonte dei dati: Report http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90119,00.html

Bruno Conci

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M@x, 22 novembre 2007 in Vigili urbani

Quanti soldi prende il buon Favaretti?

ambulanze.jpgPrendo spunto da alcuni articoli, apparsi sui giornali locali di questi ultimi tempi, relativi alla mancanza di dottori sulle ambulanze ovvero all’indagine avviata dalla magistratura sullo stipendio percepito dal dottor Favaretti, direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, per fare alcune considerazioni. Mi risulta che lo stipendio percepito dal dottor Favaretti sia, a dir poco, un buon stipendio e proprio per questo non necessita di aggiunte. Se non ricordo male, oltre allo stipendio, il dottor Favaretti ha percepito un «premio» di euro 70.000 per il 2005 e «soltanto» 55.000 per il 2006. Quello che io contesto sono soprattutto le regole che disciplinano la quantificazione del premio in quanto mi risulta che si basino esclusivamente sul risparmio nella gestione dell’Azienda per i Servizi Sanitari. Per risparmiare sulla sanità è un attimo, abbiamo visto per esempio che è sufficiente togliere i dottori dalle ambulanze oppure non sostituire il personale, sia medico che paramedico, che va in pensione. A parità di spesa si deve premiare il miglior servizio e non, come è previsto ora, premiare il risparmio a prescindere dalla qualità ed efficienza del servizio reso al cittadino.

Fulvio Marcolla

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M@x, 20 novembre 2007 in Sanità

Giangilberto Monti – Un pò dopo il piombo

teatro.jpgIeri sera al teatro S. Marco di Trento Giangilberto Monti ha messo in scena lo spettacolo Un po’ dopo il piombo, che racconta la genesi delle Brigate Rosse attraverso la storia d’amore tra Renato Curcio e Mara Cagol. Il copione ha convinto la Radio Svizzera Italiana a farne il secondo radiodramma musicale dell’artista che verrà prodotto nel corso del 2007 con il titolo Ce n’est qu’un début. G.G.Monti è il cinquantenne cantautore che nella finzione scenica presenta il suo nuovo album, mentre lo spettacolo, che si sviluppa sul doppio binario del teatro e della canzone, gli dà la possibilità di eseguire in anteprima i suoi brani di nuova produzione, che verranno raccolti in un disco in uscita nei primi mesi del 2008. Domino, majong, puzzle, sesso, caldarroste, bucato, lavaggio auto, portare a spasso il cane, la nonna, il vecchio nemico vicino di casa.
Fate qualsiasi cosa, ma non andate a vederlo (sentirlo).

Spettacolo privo di sostanza, di senso, di significato. Di bellezza, di emozione. Inutile. Legnosa l’attrice spalla.

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Donna cannone, 16 novembre 2007 in Società

Le strane priorità dei vigili urbani

Nel pomeriggio del 7 novembre, mentre percorrevo in scooter via Bolzano, direzione sud, poco dopo la concessionaria Ford sono stato investito da un «oggetto volante» rivelatosi poi un pannello di polistirolo di notevoli dimensioni. Ho dovuto fare l’equilibrista per non finire a terra; lungo il margine destro altri erano sparsi ma già parzialmente maciullati. Fatte alcune centinaia di metri in prossimità dell’interruzione del guard-rail, un intero pacco di quest’imballo delle dimensioni stimate di 100×80x80 era «appoggiato» – in piena corsia di sorpasso – accanto alla divisoria centrale. Lascio ai lettori immaginare le manovre repentine fatte da tutti i veicoli per evitare l’ostacolo che improvvisamente ostruiva la corsia. Mi sono fermato e ho cercato di avvisare telefonicamente la polizia municipale del grave pericolo presente in quel momento. Impossibile parlare ….« tutti gli operatori sono occupati….rimanga in linea…» la solita solfa. Ho trovato il primo vigile, pardon una rubiconda vigilessa, quasi in Piazza Venezia. Le ho esposto il problema ma, «la saveva za tut» la mia non era la prima segnalazione, infatti. Mi aggiunse che erano tutti impegnati per il servizio scorta al Presidente del Mozambico, dato che il corteo è composto da ben 17 auto, e che questo servizio come potevo ben capire, era ovviamente prioritario. Mi dovetti reggere al manubrio per non cadere folgorato da una simile affermazione. Forse non avrò ben chiaro quali siano le priorità dei servizi dei nostri Vigili ma questa è la riprova – qualora fosse ancora necessaria – che a loro interessa solo la repressione, mentre la prevenzione è un concetto che al Corpo di Polizia Municipale e ai suoi vertici è del tutto sconosciuto.

Mauro Sebastiani

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M@x, 14 novembre 2007 in Vigili urbani