Elezioni primarie e cittadini secondari

elezioniIn questi giorni si sono moltiplicati gli appelli di consiglieri comunali e provinciali per promuovere i loro candidati alle primarie del PD. In verità gli appelli sono quasi tutti a favore di Andreatta e – in misura minore – di Bortolotti. Con l’aiuto del giornale, poi, il tifo è chiaramente a favore del primo, i cui errori compiuti in qualità di assessore all’urbanistica vengono eufemisticamente definiti “ingenuità”.
Ma che primarie sono? Che bisogno c’è, da parte di questi promotori, di indirizzare il voto del popolo PD? Si tratta forse di cittadini bisognosi di idee, incapaci di giudicare da soli la levatura dei quattro candidati?
Sono rimasta stupita a leggere i commenti di Nardelli, Civico e De Torre, che sembrano fatti con la tecnica del “copia-incolla”: chi glieli ha dettati, il “Veltroni de noantri”? Tutti e tre proclamano che Trento è ai primi posti nelle classifiche per qualità della vita: non sanno in base a quali criteri vengono stilate queste graduatorie? Ma dove vivono? Evidentemente nel salotto buono della città, oppure in qualche sobborgo dove il padrino politico di turno ha ottenuto che fossero realizzati tutti i servizi degni di una comunità. Articolo completo »

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M@x, 23 febbraio 2009 in Società

Trentino Trasporti, il biglietto lo paga la provincia…
ma con i soldi di tutti!

ticket1Sono frequenti le lamentele, tramite anche l’Adige, perché parecchie persone, non solo stranieri, utilizzano l’autobus senza possedere il biglietto. Questo succede nella nostra Trento, non mi risulta avvenga in altre città; almeno del nord Italia, nella misura denunciata. Ci si domanda, gli amministratori della Trentino Trasporti, gestori del servizio urbano non sono mai andati all’estero, a esempio nella vicina Innsbruck, a Berlino, a Barcellona a vedere come funziona il servizio urbano in quelle città? In queste città, frequentate dal sottoscritto, a una qualsiasi fermata dell’autobus oltre a trovare la tabellina con l’indicazione del numero, accanto al quale sono ben in evidenza l’ora e minuti delle rispettive stazioni che l’autobus percorre fino al capolinea, l’installazione di un tabellone luminoso sul quale si alternano i numeri dell’autobus che passa per quella fermata, indicando accanto al numero -5, -4, -3, -2, -1, -0 e il bus è alla fermata. Il passeggero sale sul bus dalla porta anteriore, comunica all’autista la stazione dove intende recarsi, consegna il denaro, se deve dare il resto lo trova automaticamente assieme al biglietto in un orifizio dove provvede a ritirarlo. L’abbonato poggia il suo biglietto su un ripiano vicino all’autista il quale può vedere il segnale luminoso che ne indica il via libera all’accesso all’autobus. Il tutto si svolge nel massimo ordine con un tempo di attesa per queste operazioni ridotto al minimo, lo sta a dimostrare la puntualità perfetta dell’autobus alle singole fermate. In questo modo nessuno sale sull’autobus senza pagare e chi ha l’abbonamento non deve arrampicarsi, come nei nostri autobus, per raggiungere l’obliteratrice a un’altezza di un metro e mezzo nel corridoio. Con un servizio sopradescritto non c’è da meravigliarsi se la Trentino Trasporti registra a fine anno un deficit di 4-5 milioni come negli anni trascorsi che mamma Provincia provvede a risanare con i soldi dei cittadini che pagano regolarmente il biglietto.
Renzo Merlo

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M@x, 18 febbraio 2009 in Trasporti

Elezioni provinciali 2008

schede.jpgIn questa costosa, estenuante, prolungata campagna elettorale, si è capito che le compagini in campo, più che puntare sulle proprie idee per amministrare il futuro Trentino, si accontentano di approfittare delle debolezze degli avversari per metterli in ridicolo e guadagnare qualche voto in più, quel che basta per andare al potere. Confidano nella tipica amnesia che coglie i cittadini in periodo pre-elettorale, disorientati come sono da sondaggi e proclami sul sesso degli angeli.
Assistiamo a battibecchi tra i vari candidati presidenti fondati più su questioni formali che di merito (come l’”ineleganza” o l’”inopportunità” di certe affermazioni, i toni “beceri” e “minacciosi”, e via dicendo).
Democrazia partecipata? Macchè! Nessuno di loro rinuncia a quei poteri esagerati che la squadra uscente ha deciso di assegnare al governatore, in nome di una presunta maggiore governabilità.
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(M)aria Fresca, 6 novembre 2008 in Società

A proposito di ICEF…

Alcuni giorni fa, in un’importante Cassa Rurale della città, ho assistito sbigottita alle istruzioni impartite da un impiegato ad un cliente, su come “addomesticare” la dichiarazione di disponibilità finanziarie a fine anno richiesta ai fini ICEF. Consiglio numero 1: chiedere espressamente alla banca di certificare le disponibilità finanziarie al 31 dicembre su un solo conto tra quelli posseduti (ad es. quello utilizzato per l’accredito di stipendio/pensione e addebito di utenze) tralasciando altri, magari cointestati con familiari e/o i libretti di risparmio. Consiglio numero 2: negli ultimi giorni dell’anno prelevare tutta o quasi la disponibilità dal (dai) c/c e farsi rilasciare per il controvalore un assegno circolare, da riversare nei primi giorni dell’anno nuovo: in questo modo il saldo al 31 dicembre appare nullo o quasi.
Al di là della scarsa deontologia professionale dimostrata dall’impiegato di banca (che ha pure ribadito più volte che la cosa è “normale” e che la fanno tutti), mi chiedo se chi ha ideato il metodo ICEF (se non ricordo male il professor Cerea dell’Università di Trento), i sindacati e CAF che fanno da mediatori, e gli enti pubblici che lo richiedono per l’erogazione di servizi (es. Trentino Trasporti per l’abbonamento al trasporto pubblico; ITEA per l’assegnazione di alloggi e calcolo degli affitti; Ateneo di Trento per le tasse universitarie; PAT per sovvenzioni varie, dalle mense scolastiche all’erogazione dei contributi per il riscaldamento, alle borse di studio per giovani atleti, ecc.) sono proprio soddisfatti di questa “creatura” o se ritengono che vada sostituita con mezzi più idonei a certificare il reddito delle famiglie. Tutti sanno, infatti, che i controlli per quanto riguarda le dichiarazioni degli istituti di credito sono pressoché impossibili, poiché essi sono tenuti al segreto bancario, a meno di richieste provenienti dagli uffici giudiziari o finanziari dello Stato.
Nel metodo di elaborazione dell’ICEF c’è poi da chiedersi se sia giusto che lo stesso reddito, già tassato alla fonte, venga considerato due volte (la prima dal mod. 730, la seconda dalla dichiarazione di disponibilità finanziarie) solo perché risparmiato anziché speso.
Mi piacerebbe che i candidati alle prossime elezioni provinciali si esprimessero su questa procedura, da cui dipendono molti investimenti di denaro pubblico. Ma mi piacerebbe ancor di più che i miei conterranei (che si vantano di essere onesti e laboriosi) non ricorressero a dichiarazioni “taroccate” per aver accesso alle agevolazioni pubbliche: chissà, forse in mezzo a tanti politici ed imprenditori corrotti e corruttori, fatte le debite proporzioni, pure loro si sentono “sereni” e “tranquilli” e con la coscienza a posto. Che tristezza!

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Sara Pederiva, 13 ottobre 2008 in Società

L’incenerimento non ha futuro, le buone-migliori pratiche, SI

ricicla.jpg2° serata informativa
Sabato 18 ottobre 2008 – ore 20.00
Sala civica – Municipio di Mezzolombardo

Organizzazione:
Coldiretti Trento – Comune di Lavis, Assessorato sanità e ambiente
Italia Nostra Onlus, Sezione di Trento – Nimby trentino Onlus

APERTURA
- Dr. Lorenzoni Lorenzo
Assessore Sanità e Ambiente Comune di Lavis
- Simonetta Gabrielli

Presidente Nimby trentino Onlus

RELATORI

- Ezio Orzes
Assessore all’ambiente, Comune di Ponte delle Alpi
Il “porta a porta”
Verso riduzione e valorizzazione del rifiuto, senza incenerimento

- Federico Giuntini Antinori Masseti
Titolare Fattoria Selvapiana
Agricoltura e incenerimento: matrimonio possibile?

- Gianluigi Ceruti
Avvocato e ambientalista
Le ragioni del ricorso – in materia di VIA – della Fattoria Selvapiana
avverso l’inceneritore di Rufina (FI)

Moderatore:
Andrea Iannuzzi – Direttore quotidiano Trentino

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M@x, 7 ottobre 2008 in Ambiente

Vigili urbani, quanta arroganza! o ignoranza?

ciclabile.jpgVi scrivo per raccontare l’esperienza tragicomica che mi è successa qualche giorno fa.
Ero in bicicletta a Trento nella zona di San Bartolomeo, quando un vigile su una vecchia Fiat Panda mi fa cenno di accostare. Mi accosto e lui senza scendere dalla macchina mi aggredisce verbalmente: «Dato che lei non è un bambino ma un uomo scenda dal marciapiede!», con altrettanta arroganza ribadisce il concetto più volte mentre io in silenzio lo ascolto; al termine di questa sua vibrante esternazione gli faccio notare che sono su una pista ciclabile e quindi è assolutamente mio diritto stare su quel marciapiede. Detto ciò non mi resta che osservare per l’ennesima volta l’arroganza e la maleducazione che, più di una volta, ho potuto ravvisare negli atteggiamenti della polizia municipale di Trento. A questi dipendenti comunali, che quando indossano la divisa ritengono di essere dei supereroi, faccio un caldo invito ad appagare al meglio la loro sete di ordine e disciplina. Arruolatevi in un vero corpo militare e poi partite alla volta dell’Afghanistan o dell’Iraq, lì avrete modo di dare sfogo al vostro furore per il rispetto delle leggi e, l’amore per il «pugno duro» sarà abbondantemente appagato.

Giovanni – Trento

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M@x, 12 settembre 2008 in Vigili urbani

TRENTA s.p.a, sportello veloce?

coda.jpgMi accodo alle numerose lamentele dei trentini rivolte alla società Trenta s.p.a. per esprimere la mia insoddisfazione e disappunto per il trattamento che un utente è costretto a subire.
Il mio reclamo nasce dal fatto che mi sono rivolto alla Trenta per la prima volta per effettuare un nuovo allacciamento e ho potuto riscontrare numerose cose che non funzionano.
Mi sono recato agli uffici martedì della settimana scorsa e sono rimasto molto deluso dalla Vs. organizzazione ossia:
- All’entrata, l’ufficio informazioni dirotta tutti i clienti verso l’ufficio veloce.
- All’ufficio veloce sono stato in coda a 12 persone e ho avuto bisogno di 30 minuti per ricevere il Ticket, per poi scoprire che, a giudicare dal n°ricevuto, sarei dovuto stare in attesa per un’ora al minimo: tutto ciò dovuto al fatto che l’incarico del Ticket è stato affidato alla povera impiegata che deve svolgere anche le pratiche non inerenti agli allacciamenti.
- A tal punto decido di abbandonare la coda e fare l’allacciamento tramite il Call Center il giorno successivo.
- Chiamo, seguo tutte le istruzioni, per circa 5 minuti mi sento dire che per non perdere la priorità acquisita e bla bla bla, poi solo musica per ben 45 minuti. Scrivo quindi una mail per esprimere il mio disappunto, ma capisco più tardi che il centralino è andato in tilt o forse è stato programmato male; quindi segnalo il guasto al Vs. ufficio guasti per evitare che altri disgraziati come me soffrano dei medesimi disagi. Non è successo nulla di tragico in quanto io sono riuscito a svolgere comunque il mio lavoro, però avrei preferito sentire un’altra musica.
- Ho richiamato il Call Center e dopo qualche minuto ho eseguito gli allacciamenti Elettricità e Acqua; ritengo che dietro il telefono ci sia personale altamente qualificato.
In sintesi, la mia critica è rivolta ai responsabili dell’organizzazione del sistema.

Segnalo di seguito gli obiettivi della mia critica:
- Parcheggio esterno insufficiente (ho dovuto parcheggiare sula pista ciclabile); parcheggio interno enorme che probabilmente serve solo ai dirigenti della Trenta.
- Il primo ufficio informazioni non serve a nulla, possiamo mandare gli impiegati a casa.
- La macchinetta del Ticket può lavorare da sola con un avviso del tipo “solo per allacciamenti”: credo che noi trentini sappiamo come gestire il Ticket da soli, siamo abituati al supermercato.
- Hanno caricato di lavoro l’impiegata dell’ufficio veloce.
- Lo spazio dedicato ai citati uffici è limitatissimo (il mio garage è più grande) per tutti quegli impiegati che devono giustificarsi con gli utenti delle lunghe e snervanti attese che questi ultimi devono subire.
- Non capisco a che cosa serva il resto del palazzo che è grande come lo stabilimento della Whirlpool.

In conclusione, ritengo che in questo baraccone ci siano troppi dirigenti che non fanno o fanno male il loro lavoro a carico di noi utenti.

Bruno Conci

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M@x, 18 giugno 2008 in Servizi

Alternative all’incenerimento: possibili e praticabili

ricicla.jpgSerata informativa
Venerdì 27 giugno 2008 – ore 20.00
Sala consiliare del Comune di S. Michele all’Adige

Organizzazione:
Comune di Lavis – Assessorato sanità e ambiente

APERTURA
- Dr. Lorenzoni Lorenzo
Assessore Sanità e Ambiente Comune di Lavis

RELATORI
- Massimo Cerani
Associazione EnergEtica – Brescia
“Il porta a porta e la tariffa puntuale: come valorizzarli”

- Eugenio Baronti
Assessore Ricerca, Università e Tutela del consumatore – Regione Toscana
“Le buone pratiche per l’ecoefficienza ed il risparmio”

- Carla Poli
Direttrice del “Centro Riciclo Vedelago” – Treviso
“Il rifiuto come risorsa”

- Patrizia Gentilini
Spec. in oncologia medica – Associazione Medici per l’Ambiente
“Incenerire i rifiuti: una ‘cura’ peggiore del male”

Moderatore:
Domenico Sartori – caposervizio quotidiano l’Adige

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M@x, 12 giugno 2008 in Ambiente

Al mercato…Stamattina!

ambulanze2.jpgOggi, 12 Giugno Giovedì ore 12 ,10 circa
sono appena tornato a casa dal mercato dove ho comprato della verdura e poco altro, quando un assembramento di persone davanti al Duomo 20mt attirava la mia attenzione: una persona che al telefono imprecava pregando di far presto ad una ambulanza che la teneva all’apparecchio facendo perdere a lei e agli astanti che si preoccupavano di dare i primi soccorsi ad un uomo, anziano che stava visibilmente male.
L’uomo è stato fatto sedere su una sedia del bar di fronte, ma non si riprendeva.
Un filo di sangue compariva sul lato sinistro della bocca del signore che continuava a strabuzzare gli occhi e a rantolare.
Altre persone si univano e cercavano ognuna col proprio cellulare a chiamare il 113, vigili urbani, 114 e altro: invano eppure è giovedì e c’è mercato e dovrebbero esserci vigili, poliziotti di quartiere ecc., dall’atro capo del telefono la persona interpellata continuava a fare domande inutili e chiedere con precisione dove fosse il moribondo.
Arrivato a casa, in lacrime, ho raccontato ai miei l’accaduto e ho telefonato dal telefono di casa al 113: Mi sono qualificato con cognome e nome e numero di telefono urlando che io non avevo niente da nascondere e che per me la privacy e le intercettazione non erano importanti davanti a qualcuno che stava morendo! Ho chiesto dove erano i vigili, i poliziotti di quartiere, quelle belle persone in uniforme della festa dell’Arma, …poi sono scoppiato a piangere mentre, nel frattempo mia moglie mi dava da bere e mi diceva di calmarmi.

Chi sono i responsabili e dove sono?
Il Sindaco è responsabile in primis dell’ordine pubblico…
Può darmi una risposta?

E’ ora di cambiare! …e fare piazza pulita di tutti questi politici di professione!

Di questi dipendenti pubblici inetti che non sono mai dove dovrebbero essere!

La Lega ha preso una montagna di voti…ma se delude …durerà il tempo di una ….ega!

Ho perso altri 50 minuti per trovare un sito mail a cui inviare questo mio scritto:
e… ancora non lo trovo!

Nessun sito dove scrivere: polizia, comune, vigili!

Alla faccia dell’efficienza della città o provincia dove tutto funziona!!!!

Nessun sito!!!!

Neanche il sito di Beppe Grillo funziona…

A chi ….lo mando adesso?

Vincenzo Iorio

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M@x, 12 giugno 2008 in Società

OMOFOBIA IN TRENTINO: l’ennesimo caso di ignoranza o espressione di un razzismo dilagante?

omofobia.jpgIl 31 maggio 2008 si è tenuta la ormai classica festa universitaria di Mesiano, moltissimi sono stati i giovani partecipanti e, per il primo anno, ho deciso anch’io di prendere parte a quest’iniziativa.
Il pomeriggio ho assistito al concerto di un gruppo esibitosi sul palco centrale: lo speaker per incitare la folla a scatenarsi grida al microfono: ” chi non salta è frocioooo ” e subito sale dentro di me una rabbia che cade subito in dispiacere. Perché? perché non rido come lui?
Perchè sono un ragazzo gay che studia ingegneria ed ero lì alla festa con il mio ragazzo ed altri amici gay.
Nel sentire la frase ci siamo guardati negli occhi: era inevitabile non leggere l’amarezza per lo slogan utilizzato e pensare a quanto sia radicato il luogo comune di deridere e offendere chi appartiene ad un’altra sfera sessuale.
Subito per compensare lo sconforto e l’imbarazzo, quasi automaticamente dico con un’amara ironia “guardiamo chi non salta”, accennando un sorriso. Dentro però la delusione era grande.
E pensare che solo pochi giorni fa c’è stata la giornata mondiale contro l’omofobia che ovviamente i media non menzionano.
La gente non sa che il 10% della popolazione è omosessuale e se ne frega, probabilmente pensando agli omosessuali come delle persone perverse a causa degli stereotipi che ogni giorno ci vengono inculcati.
Perchè il cantante non ha detto: “chi non salta è un ebreo” oppure ” chi non salta è un negro” ?
No quello non si può più dire (per fortuna), allora meglio continuare con i froci.
Il nostro bel Trentino, sempre avanti ad altre regioni in termini di leggi, infrastrutture e altro, purtroppo è razzista.

Anonimo

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M@x, 3 giugno 2008 in Società