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	<description>la pulce nell'orecchio!</description>
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		<title>Revoca dell&#8217;iscrizione all&#8217;Associazione Artigiani e Piccole Imprese</title>
		<link>http://www.trentoinforma.com/ambiente/2010/1221_revoca-delliscrizione-allassociazione-artigiani-e-piccole-imprese/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 14:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[In riferimento al precedente articolo pubblichiamo una lettera di revoca &#8220;all&#8217;Associazione Artigiani e Piccole Imprese&#8221; da parte di un socio, conseguente alla verificata impossibilità di poter esprimere liberamente e pubblicamente la propria opinione attraverso la rivista dell&#8217;Associazione.
Clicca qui per scaricare l&#8217;allegato!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_7.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-498" title="lettera" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/12/lettera.jpg" alt="" width="170" height="226" align="left" /></a>In riferimento al <a href="http://www.trentoinforma.com/ambiente/2010/0422_lassociazione-artigiani-di-trento-e-linceneritore/" target="_self">precedente articolo</a> pubblichiamo una lettera di revoca &#8220;all&#8217;Associazione Artigiani e Piccole Imprese&#8221; da parte di un socio, conseguente alla verificata impossibilità di poter esprimere liberamente e pubblicamente la propria opinione attraverso la rivista dell&#8217;Associazione.</p>
<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_7.pdf">Clicca qui per scaricare l&#8217;allegato!</a></p>
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		<title>Padre mio, vattene da questo Paese!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 08:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[_Vario_]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’intervento pubblico del Direttore dell’università LUISS,  signor Celli, che invita suo figlio (e, per estensione, tutti i figli)  ad andarsene da questo Paese, seguito a poca distanza da quello del  Direttore del quotidiano l’Adige, signor Giovanetti, che – viceversa –  prega suo figlio (tutti i figli) di rimanere, mi permetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/10/crazy_old_man.jpg" alt="" width="170" height="203" align="left" />Dopo l’intervento pubblico del Direttore dell’università LUISS,  signor Celli, che invita suo figlio (e, per estensione, tutti i figli)  ad andarsene da questo Paese, seguito a poca distanza da quello del  Direttore del quotidiano l’Adige, signor Giovanetti, che – viceversa –  prega suo figlio (tutti i figli) di rimanere, mi permetto anch’io di  rivolgere al padre (tutti i padri) un invito:<br />
“Padre mio, vattene da questo Paese! Non per trovare altre opportunità  che qui non hai già sfruttato, ma per lasciare posto a noi figli. Hai  occupato troppo tempo, troppo spazio, troppo potere, hai ipotecato il  mio futuro, hai già fatto troppi danni. E’ ora che tu ti metta in  disparte.<span id="more-483"></span><br />
Caro padre, il nonno – più umile e disposto al  sacrificio di te – ti ha dato la libertà di provare, sperimentare, ma ti  sei preso anche la mia parte. Hai creduto che quello che chiami  “sviluppo” fosse sempre in crescita; non hai mai guardato il rovescio  della medaglia, ti manca il senso della rapina che stai perpetrando. Hai  identificato l’incessante consumo di beni materiali con la  realizzazione di te stesso; non hai badato a spese per l’affermazione  dei tuoi diritti: sei stato così esuberante da ridurre me ad “un  esubero”.<br />
Caro padre politico trentino (nonostante la tua auto-certificata  distanza ideologica, è evidente il tuo agire comune con il politico  nazionale, dagli stessi, devastanti effetti), mettiti da parte: sei  soffocante. Non portare a giustificazione della tua sempiterna presenza  in politica l’esperienza maturata, lascia il posto a noi: potremo  sbagliare, ma lo faremo senza malizia e con meno interessi personali.<br />
E’  ora che tu la finisca di progettare e costruire grandi opere con le  risorse che toccano a noi: saremo costretti a demolirle, senza  gratitudine.<br />
Evita di consolidare la tua immortalità sulla scena  politica per mezzo dei giochi stantii e sporchi con cui distribuisci  incarichi al tuo entourage (parenti, amici, simpatizzanti) per i ruoli  della pubblica amministrazione o nelle numerose società ad essa  collegate.<br />
Non farci partecipare ad un concorso per un posto di  lavoro dandoci l’illusione che la selezione avvenga secondo parametri  meritocratici, quando conosci in partenza il vincitore, avendo tu  predisposto un’eliminatoria “su misura”.<br />
Caro papà insegnante, se  hai rinunciato alla tua autorevolezza, alla buona volontà di prepararti,  ad imparare continuamente per meglio insegnare, a darci con costanza  esempio di imparzialità, se sei troppo preso a piangerti addosso per lo  stipendio basso, vattene. Non rammaricarti troppo se nemmeno quest’anno  sei riuscito a completare il programma di storia fin dopo la seconda  guerra mondiale: sappiamo benissimo cos’è la resistenza, perché la  proviamo ogni giorno sulla nostra pelle. Per apparire magnanimo e  tollerante hai evitato di spiegarci cosa sono i debiti e, soprattutto,  che vanno pagati (sia quelli scolastici che quelli finanziari): tu,  insieme con gli altri papà, ne accumuli tanti e pretendi da noi una  firma sulle cambiali che scadranno in futuro.<br />
Caro papà prete, se  non puoi saziarmi di sacro, se non hai più nessuna parola di speranza,  vattene. Se il Cristo che rappresenti è un premio riservato solo a chi  completa la raccolta-punti dei Sacramenti (ridotti a rituali stanchi e  trasformati in feste pagane), è meglio che tu te ne vada.<br />
Caro  papà giornalista, se sai solo stare al soldo del tuo editore o del  potente di turno, se non ti impegni in inchieste obiettive e veritiere,  se dai spazio solo a chi la pensa come te, vattene.<br />
Caro padre  sindacalista, è ora che tu te ne vada: troppo comodo difendere solo chi  ha diritti e privilegi acquisiti, troppo comodo vivere sulle tessere e  rinunciare a contestare i tuoi politici di riferimento (forse perché fai  di tutto per diventare uno di loro), che ti garantiscono incarichi a  tempo indeterminato: io sono precaria, tu no.<br />
Caro papà  ambientalista, legambientino nostrano, ti ho visto, eri tra il pubblico  che ascoltava Lester Brown (ndr: autore di “Piano B 4.0. Mobilitarsi per  salvare la civiltà”, presentato il 13 maggio 2010 al Museo di Scienze  Naturali di Trento): hai osato contestare solo le centrali nucleari  (che, qui in Trentino, sai benissimo non si faranno mai), ma ti sei  dimenticato che a Trento i governanti del tuo stesso colore vogliono  costruire un inceneritore. Ti stai preoccupando dell’est-etica dei  sacchetti azzurri, ma non ti chiedi se c’è un’etica dietro un  inceneritore. Dov’eri quando le acciaierie avvelenavano la Valsugana?  Vattene.<br />
E infine, caro papà, ti prego di portare con te, ovunque  tu vada, gli orpelli che non hanno alcun significato per me: il tuo SUV,  il costoso costume da Schützen, le veline, la tripla A di Moody’s, lo  stagionale di sci, i mercatini di Natale e, soprattutto, la tua  convinzione di essere un cittadino migliore degli altri italiani.  Portati anche dei buoni libri per leggere nei fine settimana: può darsi  che, dove vai, non trovi commessi giovani come me, disposti a  sacrificare le domeniche per soddisfare le tue voglie di shopping.</p>
<p>Tua Lalla Bambocciona.</p>
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		<title>CANAZEI: vietato ai camper, turisti benvenuti solo se in albergo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 13:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vigili urbani]]></category>

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Sono un camperista (oltre che titolare di una importante azienda che opera nel settore) che ha deciso di trascorrere qualche giorno nel campeggio di Canazei.
Venerdì 6 agosto mi metto in viaggio; alle 21:30 circa mi trovo a Canazei  e, dato che la strada statale è chiusa a causa di una festa paesana, tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><span style="color: white;"> </span></td>
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<tr>
<td width="160px"><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/08/stanga1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-474" title="stradaprivata" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/08/stanga1_.jpg" alt="" align="left" /><br />
</a></td>
<td><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/08/stanga2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-474" title="stradaprivata" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/08/stanga2_.jpg" alt="" align="left" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Sono un camperista (oltre che titolare di una importante azienda che opera nel settore) che ha deciso di trascorrere qualche giorno nel campeggio di Canazei.<br />
Venerdì 6 agosto mi metto in viaggio; alle 21:30 circa mi trovo a Canazei  e, dato che la strada statale è chiusa a causa di una festa paesana, tutti gli automezzi vengono forzatamente indirizzati lungo via del Piz che porta ai parcheggi.<br />
All’ accesso di questa strada sono posti un cartello stradale che indica “strada privata, vietata la circolazione ai mezzi con altezza superiore ai 2 m” ed un’inutile barra (sempre sollevata): proprio qui il vigile, anziché farmi notare che sto per entrare nella zona proibita ai camper, mi fa segno di proseguire, forse conscio della mancanza di alternative.Mi porto così nel piazzale della scuola di sci confinante con il camping, dove sono atteso per la mattina successiva.<span id="more-470"></span>Verso le 7:30 di sabato, prima dell&#8217;entrata al camping un vigile provvede a multare me ed un altro sventurato camperista arrivato durante la notte. La sua espressione  (arroganza forse?) mi ha fatto decidere di soprassedere ad alcuna rimostranza immediata.<br />
Successivamente sono riuscito ad ottenere una piazzola dentro il camping, mentre molti altri camperisti &#8211; arrivati dopo di me &#8211; hanno dovuto proseguire verso altri lidi dato che tutti i posti erano esauriti.<br />
Faccio notare che a Canazei esistono circa 500 posti auto, mentre per i camper ce ne sono solo 2, posti davanti al servizio del campeggio, in zona disco orario massimo 2 ore (dalle ore 8 alle ore 21 per poter sbrigare le pratiche di entrata al campeggio). Ovviamente se uno arriva prima delle 8 e parcheggia viene multato, se i 2 posti sono già occupati idem. Nei successivi giorni di domenica e lunedì il parcheggio del mercato, compreso il piazzale dove avevo parcheggiato, erano pressochè vuoti, nonostante fossimo in pieno agosto. Questo per dire che a Canazei il problema non sembra proprio lo spazio fisico in cui realizzare i parcheggi.<br />
Mi reco a protestare al comando dei vigili dove, mi viene comunicato che a Canazei tutta la zona di via del Piz (parcheggi e servizi) si trova in area privata (ma allora, domando io: come fa un vigile, pubblico ufficiale, a multare in zona privata?) e loro non sono obbligati a rispettare i regolamenti nazionali e che molti hanno già provato a protestare, (ma nessuno è riuscito ad avere “giustizia”, aggiungo io). Inoltre mi dicono che si è dovuti arrivare a questo perchè in passato i camper parcheggiavano nel piazzale in questione inquinando con il riscaldamento a gas.  Il camping è stato ampliato sottraendo spazio proprio a quel piazzale dove prima i camper parcheggiavano: evidentemente la recinzione del camping funge anche da filtro depuratore per il riscaldamento a gas dei camper !<br />
Nei tre giorni passati a Canazei con mia moglie abbiamo speso una cospicua somma in vari negozi e diversi ristoranti: dovunque abbiamo trovato professionalità e cortesia.<br />
Se l&#8217;amministrazione di Canazei (Sindaco, Giunta, vigili), pensano di poter selezionare i  turisti riducendoli ad una sola specie (ospiti in albergo o in seconde case), dico loro che si sbagliano di grosso, perchè sono convinto che il giorno  in cui cesserà il flusso dei contributi di “Mamma Provincia” saranno “costretti ad  accettare” anche i camper e non vorrei che gli alberghi fossero frequentati   solo da comitive provenienti dai paesi dell’Est a tariffe promozionali (o “molto promozionali”, come – si legge &#8211; succede già ora in una buona parte della Val di Fassa).<br />
Faccio notare che nella zona cosiddetta “privata” (in realtà proibita solo ai camper) esistono degli esercizi commerciali, dei servizi sportivi ed è in costruzione una piscina pubblica con centro fitness, quasi sicuramente finanziata con contributi provinciali.<br />
Ho poi proseguito le mie ferie in Svizzera ed in Francia, dove non ho incontrato nessun divieto ai camper, anzi, un&#8217;accoglienza inimmaginabile da noi! Devo constatare che in quei Paesi il turismo (tutto) viene gestito in modo professionale, forse per una cultura vasta e diffusa, alimentata da una preparazione ed un livello di istruzione scolastica superiori a quelli del Trentino, oltre che da un grande senso di ospitalità.</p>
<p>Trento 25/08/2010<br />
Bruno Conci<br />
b.conci@cbe.it</p>
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		<title>In che mondo viviamo&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci alziamo la mattina, leggiamo i giornali, sentiamo i notiziari, i tg e ancora una volta siamo travolti dalle cattive notizie, la piu’ attuale, l’eplosione del pozzo in Messico con conseguente   marea nera     ci ha coinvolto facendoci restare col fiato sospeso ogni volta che veniva fatto un tentativo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-465" title="petrolio" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/08/petrolio.jpg" alt="" width="170" height="121" align="left" />Ci alziamo la mattina, leggiamo i giornali, sentiamo i notiziari, i tg e ancora una volta siamo travolti dalle cattive notizie, la piu’ attuale, l’eplosione del pozzo in Messico con conseguente   marea nera     ci ha coinvolto facendoci restare col fiato sospeso ogni volta che veniva fatto un tentativo per tappare quella  “maledetta falla”, tentativo che finora non ha dato esito positivo.<br />
Non si capisce perché sia tanto difficile mettere un tappo su un tubo, sono state fatte cose ben piu’ difficili, al limite dell’impossibile; esempio andare sulla luna, camminare nello spazio, tutto sembra possibile e fattibile,ma il tappo è troppo difficile……finora irrealizzabile…..<br />
Abbiamo visto foto raccapriccianti di uccelli, impantanati in una melma viscida e nera,dibattersi cercando di volare, tartarughe e pesci morti sulle bianche spiagge piene di catrame.<br />
Questi sono alcuni danni visibili in superfice, ma nel mare cosa sta succedendo ???<span id="more-464"></span>Nelle profondità dell’acqua il petrolio continua a mietere vittime e ad alterare gli ecosistemi.<br />
Questa “tragica catastrofe “ si aggiunge a tanti altri problemi che affliggono il nostro pianeta, troppo lungo e laborioso sarebbe elencare i “danni” provocati dall’uomo, sommariamente e molto superficialmente si puo’ ricordare il dissesto idrogeologico, il buco nell’ozono, l’effetto serra, i cambiamenti climatici, il surriscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico tutti elementi che pian piano fanno cambiare il mondo,  delle piccole e stupide cose sono sparite senza che quasi ce ne accorgessimo.  Si vedono piu’ le lucciole ????????? ho fatto una piccola inchiesta , il risultato è stato che alcuni non le hanno mai viste, altri molto molto raramente, oramai è un ricordo quello in cui nelle calde sere d’estate, sui prati, c’erano le lucciole che a intermittenza brillavano nell’oscurità.  Noi bambini andavamo aprenderle mettendole nei bicchieri che chidevamo con la mano e stavamo a guardarle ammirati e incuriositi da quel miracolo della natura.<br />
Seduti sull’erba, con i nostri bicchieri in mano, restavamo a contemplare quegli esserini che si accendevano e spegnevano come le lucine dell’albero di natale. Poi le lasciavamo libere; libere nella notte buia e calda d’estate, ci sdraiavamo per terra e le loro lucine si confondevano con le stelle del cielo……… perché non ci sono piu’ le lucciole ???  l’inquinamento è la causa principale della sensibile diminuizione di alcune specie di piccole creature come farfalle, api ,vespe e tante altre specie di insetti che   con la  loro    vita contribuiscono all’equilibrio della natura.<br />
Il mondo in cui viviamo, il mondo in cui devono vivere i nostri figli, i  nipoti e poi i loro figli e tanti e tanti altri…..come lo troveranno?????  Che eredità lasciamo loro ?????.. meditate, gente, meditate…..</p>
<p>di Marialuisa Cerchio  della redazione di “ourplanetlife”</p>
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		<title>La ciclabile c&#8217;è ma non si può usare.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 06:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità]]></category>

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Facciamo riferimento al precedente articolo &#8220;il mistero della ciclabile fantasma&#8221; nel quale si segnalava l&#8217;interruzione dei lavori del collegamento alla ciclabile in località Spini di fianco al nuovo carcere, collegamento che il Comune dichiarava inesistente!
Dopo ripetute segnalazioni,  tramite il sito del Comune ci è stato risposto &#8211; con tono alquanto “piccato”, forse perché avevamo [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td><span style="color: white;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td width="160px"><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-423 alignleft" title="ciclabilespini3" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini4.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-424 alignleft" title="ciclabilespini4" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Facciamo riferimento al precedente articolo &#8220;il mistero della ciclabile fantasma&#8221; nel quale si segnalava l&#8217;interruzione dei lavori del collegamento alla ciclabile in località Spini di fianco al nuovo carcere, collegamento che il Comune dichiarava inesistente!<br />
Dopo ripetute segnalazioni,  tramite il sito del Comune ci è stato risposto &#8211; con tono alquanto “piccato”, forse perché avevamo segnalato il fatto ai giornali &#8211; che in effetti quel tratto di collegamento è previsto.<br />
Il 30 giugno i lavori sono finalmente terminati, ci sono l&#8217;asfalto, lo steccato in legno, la segnaletica orizzontale e verticale&#8230; peccato, però, che a tutt&#8217;oggi la ciclabile sia chiusa con le transenne e quindi inutilizzabile.<br />
Ci chiediamo se, per aprire il collegamento, occorra aspettare il taglio del nastro da parte di qualche politico libero da impegni e da ferie, oppure se si tratti di un servizio concepito per la stagione invernale, quando – notoriamente – molta gente usa la bicicletta per recarsi al lavoro.</p>
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		<title>Il mistero della ciclabile fantasma</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 07:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità]]></category>

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Siamo due cittadini di Trento che, come tanti, preferiscono usare la bici anziché l&#8217;automobile, anche per raggiungere il posto di lavoro.
Ma pare che raggiungere il posto di lavoro a Spini sia quasi impossibile.
Il percorso ciclabile provinciale costeggia la località, ma non esiste nessun collegamento con la stessa.
Per poterci recare al lavoro ci vediamo costretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><span style="color: white;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td width="160px"><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-423 alignleft" title="ciclabilespini1" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-424 alignleft" title="ciclabilespini2" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Siamo due cittadini di Trento che, come tanti, preferiscono usare la bici anziché l&#8217;automobile, anche per raggiungere il posto di lavoro.<br />
Ma pare che raggiungere il posto di lavoro a Spini sia quasi impossibile.<br />
Il percorso ciclabile provinciale costeggia la località, ma non esiste nessun collegamento con la stessa.<br />
Per poterci recare al lavoro ci vediamo costretti a passare in mezzo alla cava &#8220;Calcestruzzi Atesini&#8221; o in mezzo ai campi coltivati di cittadini privati.<span id="more-422"></span>Nel primo caso rischiamo la vita dovendo fare slalom tra ruspe e camion di grosse dimensioni; il percorso tra i campi, invece, è del tutto inagibile dopo una piovuta o durante i trattamenti antiparassitari. Ed è così che siamo costretti ad usare l&#8217;automobile controvoglia.<br />
Due mesi fa, percorrendo la ciclabile, abbiamo notato che, a fianco del nuovo carcere, sono iniziati dei lavori per un collegamento ciclabile… o almeno così sembrava! Dopo 10 giorni i lavori quasi ultimati (mancava solamente l&#8217;asfaltatura) si sono interrotti, deludendo così le aspettative nostre e di chiunque si trova nella nostra stessa condizione.<br />
Abbiamo dunque deciso di segnalarlo al Comune di Trento, chiedendo per quando fosse prevista la fine dei lavori.<br />
Con nostra grande sorpresa ci è stato risposto quanto segue:<br />
&#8212;&#8211; Il Servizio urbanistica e pianificazione della mobilità ha comunicato che al momento nei pressi del nuovo carcere in loc. Spini non è previsto alcun collegamento alla pista ciclabile provinciale. Comunque si terrà conto della segnalazione pervenuta per poter pianificare quanto da lei proposto nei futuri interventi dell&#8217;amministrazione comunale. &#8212;&#8211;<br />
Abbiamo allora inviato al Comune per due volte le foto allegate chiedendo di sapere cosa fosse quella striscia di circa 200m e larga nemmeno 2m che collega la strada principale con la ciclabile provinciale.<br />
Siamo ancora in attesa di risposta.<br />
Siamo ancora costretti a passare in mezzo alla cava e alle proprietà private.<br />
Vi ringraziamo per la collaborazione e vi terremo aggiornati di un&#8217;eventuale risposta dal Comune.<br />
Sara e Massimo<br />
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.</p>
<p><strong>RISPOSTA 1 DEL COMUNE del 28/05/2010</strong><br />
Nell&#8217;ambito dei lavori di realizzazione della Nuova Casa Circondariale e le opere di viabilità la Provincia ha ritenuto opportuno progettare e realizzare un percorso ciclo/pedonale sul lato ovest per permettere un collegamento diretto fra la pista ciclabile e la nuova viabilità. Per maggiori informazioni il riferimento è il Servizio Edilizia Pubblica e Logistica della Provincia autonoma di Trento, tel. 0461496761.<br />
Per quanto riguarda gli interventi dell&#8217;Amministrazione comunale ribadiamo che è stato avviato l&#8217;iter del  Piano Urbano della Mobilità che comprende una serie di interventi sulle ciclabili anche nella zona di Gardolo, per favorire i collegamenti tra Gardolo e le esistenti ciclabili di Trento.  Le suggeriamo di prendere visione del Piano sul sito internet del Comune www.comune.trento.it per individuare i nuovi percorsi: in particolare segnaliamo che è in previsione  una pista ciclabile di collegamento tra loc. Spini e via S.Anna a Gardolo. Attualmente è in fase di realizzazione di una pista ciclabile in via Innsbruck con prossimo collegamento a Roncafort.</p>
<p><strong>RISPOSTA 2 DEL COMUNE del 28/05/2010</strong><br />
&gt;&gt;&gt;Abbiamo oggi letto la sua lettera sul quotidiano &#8220;l&#8217;Adige&#8221; e  vorremmo precisare &#8211; in merito ai tempi di risposta &#8211; che il Comune si è dato il termine di 18 giorni per le risposte nell&#8217;ambito della gestione dell&#8217;ascolto del cittadino. Tale tempo è funzionale al reperimento degli elementi di risposta presso i nostri servizi di riferimento e di merito e, a maggior ragione nel caso di cui trattasi, in quanto è stato necessario reperire le nformazioni presso gli uffici provinciali competenti per la realizzazione del carcere.&lt;&lt;&lt;</p>
<p><strong>LA MIA RISPOSTA DEL 01/06/2010</strong><br />
&gt;&gt;&gt;Vorrei farvi notare che sul sito del Comune non si fa alcun riferimento ai tempi di risposta alle richieste dei cittadini; normalmente, nel mondo lavorativo privato, si risponde al cliente con sollecitudine, comunicando eventuali tempi di attesa e relative motivazioni.<br />
Alla mia prima segnalazione del 4 maggio invece avete risposto in tempi brevissimi,  ma con una dichiarazione completamente errata, e cioè che non è previsto alcun lavoro sulla ciclabile in quella zona.<br />
Non mi è chiaro poi come mai il servizio urbanistica e mobilità non sia al corrente dei lavori, di propria competenza, riguardanti la pista ciclabile provinciale e vi siate dovuti rivolgere agli uffici interessati alla<br />
realizzazione del carcere.&lt;&lt;&lt;</p>
<p><strong>RISPOSTA DEL COMUNE del 01/06/2010</strong><br />
<strong>sembra piu&#8217; un&#8217;arrampicata sui vetri!</strong><br />
&gt;&gt;&gt;Il Comune non ha previsto nuove ciclabili al di fuori di quelle illustrate nel PUM e nei progetti che le abbiamo comunicato. Questa è la risposta al suo quesito, per quanto di competenza del Comune, per conto del quale il nostro ufficio dà informazioni e per conto del quale raccoglie informazioni presso i servizi comunali.<br />
Abbiamo cercato e le abbiamo fornito il riferimento della Provincia, laquale  sta realizzando  il tracciato che lei ci ha illustrato in una fase successiva con le foto, ma per i dettagli il riferimento è ancora la Provincia, referente per il complesso ed articolato progetto del carcere e referente anche per la pista arginale.<br />
Ci rendiamo conto che le competenze dei vari enti non sono spesso facilmente individuabili per il cittadino ed è per questo che abbiamo cercato di approfondire la situazione anche oltre le competenze del Comune.&lt;&lt;&lt;</p>
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		<title>L&#8217;Associazione Artigiani di Trento e l&#8217;inceneritore</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei pubblicare la mia risposta alla stizzita replica di Gianni Benedetti alla lettera di tre imprenditori (tra cui il sottoscritto) che ha fatto seguito ad un articolo sull&#8217;inceneritore apparso sul numero di novembre 2009 della rivista dell&#8217;associazione artigiani della provincia di Trento &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;.
Mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera in quanto si parla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-228" title="inceneritore2.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/11/inceneritore2.jpg" alt="" width="210" height="142" align="left" />Vorrei pubblicare la mia risposta alla stizzita replica di Gianni Benedetti alla lettera di tre imprenditori (tra cui il sottoscritto) che ha fatto seguito ad un articolo sull&#8217;inceneritore apparso sul numero di novembre 2009 della rivista dell&#8217;associazione artigiani della provincia di Trento &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;.</p>
<p>Mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera in quanto si parla di un tema attuale ed estremamente importante per la salute dei cittadini, oltre a trattarsi di un punto di vista abbastanza diffuso tra i soci; il CDR (comitato di redazione) ha ritenuto che non era giusto &#8220;monopolizzare&#8221; l&#8217;edizione e pertanto, piuttosto di dare voce ai dissenzienti, ha confermato la posizione dell&#8217;associazione in favore dell&#8217;inceneritore.</p>
<p><strong>Riporto di seguito tutta la documentazione a riguardo.</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_1.pdf">l&#8217;articolo della rivista &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_2.pdf">la lettera dei 3 imprenditori</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_3.pdf">la replica di G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_4.pdf">la mia risposta a G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_6.pdf">come l&#8217;associazione ha preferito &#8220;chiudere&#8221; la questione</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_7.pdf">la revoca dell&#8217;iscrizione di un associato</a></li>
</ul>
<p><strong>Altri documenti relativi alla questione</strong></p>
<ul>
<li><a href="../documenti/artigiani_5.pdf">la risposta di Nimby a G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.questotrentino.it/qt/?aid=11581">Artigiani: un direttore che “esterna” troppo</a> -  da QuestoTrentino</li>
</ul>
<p>Bruno Conci</p>
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		<title>Trento, la vigilessa colpisce ancora!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 14:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vigili urbani]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;intolleranza e la rigidità dei vigili urbani a Trento è un problema serio e coinvolge tutti i cittadini. Vi racconto la mia storia.
Ieri mi trovavo in via Muredei a Trento e lasciavo l&#8217;auto in sosta nei parcheggi a disco orario lungo la suddetta via, parcheggiavo intorno alle 11 e apponevo regolare disco orario. Dopo circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/09/vigili2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-177" title="vigili2.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/09/vigili2.jpg" alt="" width="170" height="120" align="left" /></a>L&#8217;intolleranza e la rigidità dei vigili urbani a Trento è un problema serio e coinvolge tutti i cittadini. Vi racconto la mia storia.<br />
Ieri mi trovavo in via Muredei a Trento e lasciavo l&#8217;auto in sosta nei parcheggi a disco orario lungo la suddetta via, parcheggiavo intorno alle 11 e apponevo regolare disco orario. Dopo circa 15minuti tornavo all&#8217;auto e scorgevo una vigilessa intenta nel farmi un verbale, chiedevo quindi spiegazioni rispetto alla sua contestazione, la risposta che ricevo è la seguente: &#8220;Le sto facendo un verbale in quanto il suo disco orario non è posizionato sulle ore 11 ma secondo me intorno alle 12&#8243;.<br />
Faccio notare che si sbaglia e che comunque sto andando via, le chiedo se può farne a meno del verbale. Lei, senza distogliere lo sguardo dal suo taccuino e dalla sua penna, continua a scrivere e mi zittisce dicendo che ormai parte della targa la sta già scrivendo e non ne può fare a meno di farmi tale sanzione.<br />
Preso atto che era inutile discutere salgo in auto per andare via, ma la vigilessa vista la mia reazione e senza alcuna ragione (secondo me), mi chiede: &#8220;Patente e libretto!&#8221;, io le rispondo che la multa può spedirmela a casa e che la patente e il libretto non le servivano. Precipitosamente si affretta a mettersi davanti all&#8217;auto e appone sul mio parabrezza il verbale e si allontana.<br />
Io un po&#8217; indispettito lo prendo e successivamente lo apro per leggerlo e con mio grande stupore oltre all&#8217;assurda sanzione di 39 euro, scorgo nelle note la seguente dicitura: il verbale non è stato consegnato per assenza del trasgressore. Assenza? Ma se abbiamo discusso fino a che lei non se ne è andata! Sarebbe stato piu&#8217; onesto dire che il verbale è stato consegnato in assenza del vigile che si eclissava subito dopo.<br />
A quanto successo hanno assistito delle persone che passavano in quel momento. Ora mi chiedo come i vigili di Trento possano tenere un tale atteggiamento senza tenere mai aperto uno spiraglio al dialogo. E&#8217; questa la preparazione che fornisce la polizia municipale di Trento?<br />
Mi domando anche: prendono una percentuale sotto forma di premio rispetto ai verbali che compilano? Si giustifica il verbale di 39 euro (se pago entro 10 giorni) che ho ricevuto? Io e i cittadini trentini non lo tolleriamo. Ci troviamo già in una città in cui il centro cottadino e non solo è off-limits per quanto riguarda i parcheggi, tempestati da strisce blu e parcheggi fittiziamente non a pagamento, se a questo affianchiamo i vigili urbani appostati in prossimità delle strisce bianche pronti a punirti ad ogni tuo minimo errore allora ci sentiamo succubi dell&#8217;amministrazione comunale, la quale vuole ricavare denaro in tutti i modi più furbescamente consentitegli dalla legge.</p>
<p>Alberto Sicari</p>
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		<title>Inceneritore, ricorso al TAR del Centro Riciclo Vedelago</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-397" title="riciclo" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/riciclo.jpg" alt="" width="160" height="155" align="left" />Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.<br />
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un certo fatturato, specifica che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori; Non prende in considerazione dunque alternative alla combustione dei rifiuti residui.<br />
Il sindaco di Trento, che fa orecchie da mercante, ha sempre manifestato perplessità sul sistema di Vedelago convinto che il residuo del centro riciclo vada a finire in un inceneritore, forse perchè si è sempre rifiutato di capire il reale ciclo dei rifiuti al centro Vedelago<br />
Il 5% di residuo non riciclabile che rimane, essendo inerte, viene invece trasferito all&#8217;impianto di produzione del granulato &#8220;sabbia sintetica&#8221;, ma potrebbe benissimo essere messo in discarica, al posto del 30% di ceneri tossiche che produrrebbe un inceneritore.</p>
<p>Ne vedremo delle belle!</p>
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		<title>Decalogo per la SLOI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 10:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-391" title="sloi" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/sloi.jpg" alt="" width="170" height="102" align="left" />In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita a 5.000 euro a mq, biblioteche mega-galattiche, giardini pensili tipo Babilonia, boulevard da sogno, forno crematorio – ops, questo no) e tante “magnifiche sorti e progressive” (Giacomo Leopardi,  La ginestra) dell’umanità trentina che ivi dimorerà, con la miseria ed il degrado che caratterizzano l’ex SLOI.</p>
<p>Da mesi, parecchie decine di persone “invisibili”, donne e uomini, abitano quegli spazi spettrali e carichi di lutti. Hanno occupato l’ex casa degli impiegati (ex anche loro, purtroppo, perché deceduti prematuramente, come tanti iscritti al medesimo libro paga) e vi stendono i panni (lavati con l’acqua che si procurano a taniche presso qualche esercizio vicino o le fontane della città), e vi accendono candele nel buio e fuochi nel freddo dell’inverno. Il piazzale interno – che s’ intravede perché ormai il portone metallico rimane sempre aperto – è una discarica di rifiuti, in cui è probabile che scorazzino topi e ratti.</p>
<p><span id="more-389"></span>La scorsa settimana, qualcosa deve essere andato storto ed il fuoco ha invaso i locali, perché le tapparelle – solitamente abbassate per non dare troppo nell’occhio – sono state alzate ad angolo retto per far uscire la densa coltre nera che, però, ha tappezzato i muri. Passando di là si sente l’odore acre di ciò che viene bruciato: non solo legno di imballaggi recuperati qua e là, ma anche rami di acacie cresciute all’interno dell’area industriale e con probabili concentrazioni di veleni assorbiti dal terreno, oltre a materiali plastici.<br />
Queste persone si sono “procurate” carrelli di supermercato (per rendere meno faticosi i trasporti pesanti), alcune bici (per velocizzare gli spostamenti) ed ispezionano regolarmente i bidoni della spazzatura posti lungo via Maccani e via Lavisotto, per cercare di trarvi qualcosa da vestire e da mangiare.<br />
Al mattino del giovedì (giorno di mercato) salgono a gruppi sull’autobus che porta in città, per andare a mendicare, suscitando lo sdegno di molti passeggeri, perché “puzzano” (e non può essere diversamente, dato che non dispongono di bagni e docce), non pagano il biglietto e qualche volta molestano le ragazze.<br />
Si può immaginare che là, dentro l’ex SLOI, ci siano risse per accaparrarsi i posti migliori, che le donne subiscano violenza, che qualcuno si ammali e forse anche muoia: chi se n’ accorge?<br />
Dire che “vivono da cani” è usare un eufemismo, che fa torto alla lingua italiana; in realtà, gli animali del vicino canile sono meglio seguiti, custoditi, accuditi.<br />
Chi preferisce lasciare le cose come stanno (in primis il Comune, le istituzioni, i cittadini) giustifica la propria inerzia con una parola tanto di moda: tolleranza; in realtà si tratta di connubio tra ipocrisia ed indifferenza.<br />
Come possono coesistere, all’interno della stessa comunità cosiddetta civile, forme di schizofrenia così eclatanti? Da una parte abbiamo un Comune che spende oltre 100.000 euro l’anno per togliere gli avanzi di cicche dal prezioso pavimento del centro storico; appena poco distante troviamo cumuli d’immondizia.<br />
Da una parte abbiamo un’Azienda sanitaria che fa incetta di vaccini contro il fantasma dell’influenza suina (vaccini acquistati con soldi pubblici e che rimarranno inutilizzati); dall’altra, persone che non hanno accesso ai minimi standard d’igiene.<br />
Da una parte abbiamo potenti apparati provinciali e comunali, che insistono a promuovere un Trentino ed una città dal diffuso benessere e con un’alta qualità della vita, sempre suffragati da sondaggi che loro stessi commissionano; dall’altra, persone di cui s’ignora persino l’esistenza.</p>
<p>Forse, qualche provocazione è utile per svegliarsi dal torpore ed indignarsi quel che basta.</p>
<ul>
<li>L’Agenzia delle entrate potrebbe fare irruzione alla ex SLOI, assegnare a tutti coloro che vi risiedono un bel codice fiscale (come si fa per ogni cittadino, anche neonato), renderli edotti del debito pubblico che grava sulla loro testa ed iscriverli immediatamente nelle liste degli evasori totali;</li>
<li>La facoltà di Sociologia potrebbe tenervi un seminario di statistica e far partecipare tutte quelle persone ai prossimi sondaggi;</li>
<li>Il professor Tubino della facoltà di Ingegneria (ndr: incaricato dal Comune di Trento di compiere “ben” 6 rilevazioni tra Terlago e Lavis prima dell’entrata in funzione dell’inceneritore), invece, potrebbe misurare il grado di tossicità dei fumi di cui sopra ed usare i risultati per dimostrare inequivocabilmente che dal camino di Ischia Podetti uscirà aria pulita;</li>
<li>La Trentino Trasporti potrebbe emettere abbonamenti annuali per gli abitanti SLOI, chiedendo un contributo al Comune che, allo scopo, già anticipa (attingendo alla solita cassa di Pantalone) 70 euro annuali per ogni suo dipendente;</li>
<li>I Sindacati, ancora sconvolti – dopo 30 anni – dalla chiusura dello stabilimento (ed ora la storia si ripete con le Acciaierie Valsugana), potrebbero fare le tessere ai nuovi frequentatori dello stesso, con disponibilità a compilare per loro (gratis) le dichiarazioni ICEF;</li>
<li>Il Castello del Buonconsiglio, dopo la fortunatissima mostra sugli Egizi, potrebbe organizzarne una dal titolo “Ghetto mai visto”, con percorso tra rottami, pantegane, mura cadenti e con personaggi in carne ed ossa;</li>
<li>La Commissione per le Pari Opportunità potrebbe discutere in loco un (dis)ordine del giorno con il tema: “Donne dagli occhi blu: botte,  o fascinoso cosmetico orientale?”;</li>
<li>L’architetto Gregotti, per superare in popolarità il suo collega-rivale Piano (che, diciamola tutta, si è preso la parte migliore), potrebbe proporre al sindaco di Trento di utilizzare le “torri” commissionategli sull’area SLOI, come alloggi popolari ITEA, sulla falsariga di quanto ha già combinato a Palermo (quartiere Zen) ed andando così ad incrementare il già cospicuo patrimonio edilizio che l’Istituto vanta in via Maccani;</li>
<li>Il Comune potrebbe utilizzare la sua sala Bingo per ospitarvi gli abitanti SLOI nelle notti più gelide, illustrando loro i vantaggi di un gioco costruttivo e pieno di opportunità come la tombola;</li>
<li>Il vice presidente PAT ed assessore all’ambiente Pacher, invece di andare a Roma a ritirare l’imbarazzante ed immeritato premio “Un bosco per Kyoto, per la riduzione delle emissioni nocive”, potrebbe mandare tutti i dipendenti dell’APPA in ferie e, aiutato dagli studenti dell’ITI (prima che la famigerata riforma scolastica D &amp; D sopprima le ore di laboratorio), fare delle analisi accurate sui terreni inquinati della SLOI: imparerebbe a distinguere i pico- dai nano-grammi, le grandezze matematiche (1000 volte di più non è equivalente a 20 volte di meno: vedere le sue dichiarazioni rispetto alle emissioni delle Acciaierie Valsugana) ed il significato delle concentrazioni di elementi tossici, magari in sinergia tra loro.</li>
</ul>
<p>Insomma, le innumerevoli, benemerite istituzioni di cui la nostra civiltà dispone, potrebbero veramente fare molto per la SLOI, creando contemporaneamente un circolo virtuoso tra: emersione dall’illegalità – ritorno di immagine per il Trentino – business.<br />
Ma resta il fatto che l’intera vicenda del recupero di quell’area, e degli interessi che vi sottostanno, puzza terribilmente: puzza persino di più dell’aria ammorbata che vi si respira, del terreno e dei poveri diavoli che vi abitano.</p>
<p>Maria Giovanna Conci<br />
fonte: A Nord Di Trento</p>
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