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	<description>la pulce nell'orecchio!</description>
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		<title>Inceneritore, ricorso al TAR del Centro Riciclo Vedelago</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:40:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-397" title="riciclo" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/riciclo.jpg" alt="" width="160" height="155" align="left" />Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.<br />
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un certo fatturato, specifica che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori; Non prende in considerazione dunque alternative alla combustione dei rifiuti residui.<br />
Il sindaco di Trento, che fa orecchie da mercante, ha sempre manifestato perplessità sul sistema di Vedelago convinto che il residuo del centro riciclo vada a finire in un inceneritore, forse perchè si è sempre rifiutato di capire il reale ciclo dei rifiuti al centro Vedelago<br />
Il 5% di residuo non riciclabile che rimane, essendo inerte, viene invece trasferito all&#8217;impianto di produzione del granulato &#8220;sabbia sintetica&#8221;, ma potrebbe benissimo essere messo in discarica, al posto del 30% di ceneri tossiche che produrrebbe un inceneritore.</p>
<p>Ne vedremo delle belle!</p>
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		<title>Decalogo per la SLOI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 10:34:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-391" title="sloi" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/sloi.jpg" alt="" width="170" height="102" align="left" />In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita a 5.000 euro a mq, biblioteche mega-galattiche, giardini pensili tipo Babilonia, boulevard da sogno, forno crematorio – ops, questo no) e tante “magnifiche sorti e progressive” (Giacomo Leopardi,  La ginestra) dell’umanità trentina che ivi dimorerà, con la miseria ed il degrado che caratterizzano l’ex SLOI.</p>
<p>Da mesi, parecchie decine di persone “invisibili”, donne e uomini, abitano quegli spazi spettrali e carichi di lutti. Hanno occupato l’ex casa degli impiegati (ex anche loro, purtroppo, perché deceduti prematuramente, come tanti iscritti al medesimo libro paga) e vi stendono i panni (lavati con l’acqua che si procurano a taniche presso qualche esercizio vicino o le fontane della città), e vi accendono candele nel buio e fuochi nel freddo dell’inverno. Il piazzale interno – che s’ intravede perché ormai il portone metallico rimane sempre aperto – è una discarica di rifiuti, in cui è probabile che scorazzino topi e ratti.</p>
<p><span id="more-389"></span>La scorsa settimana, qualcosa deve essere andato storto ed il fuoco ha invaso i locali, perché le tapparelle – solitamente abbassate per non dare troppo nell’occhio – sono state alzate ad angolo retto per far uscire la densa coltre nera che, però, ha tappezzato i muri. Passando di là si sente l’odore acre di ciò che viene bruciato: non solo legno di imballaggi recuperati qua e là, ma anche rami di acacie cresciute all’interno dell’area industriale e con probabili concentrazioni di veleni assorbiti dal terreno, oltre a materiali plastici.<br />
Queste persone si sono “procurate” carrelli di supermercato (per rendere meno faticosi i trasporti pesanti), alcune bici (per velocizzare gli spostamenti) ed ispezionano regolarmente i bidoni della spazzatura posti lungo via Maccani e via Lavisotto, per cercare di trarvi qualcosa da vestire e da mangiare.<br />
Al mattino del giovedì (giorno di mercato) salgono a gruppi sull’autobus che porta in città, per andare a mendicare, suscitando lo sdegno di molti passeggeri, perché “puzzano” (e non può essere diversamente, dato che non dispongono di bagni e docce), non pagano il biglietto e qualche volta molestano le ragazze.<br />
Si può immaginare che là, dentro l’ex SLOI, ci siano risse per accaparrarsi i posti migliori, che le donne subiscano violenza, che qualcuno si ammali e forse anche muoia: chi se n’ accorge?<br />
Dire che “vivono da cani” è usare un eufemismo, che fa torto alla lingua italiana; in realtà, gli animali del vicino canile sono meglio seguiti, custoditi, accuditi.<br />
Chi preferisce lasciare le cose come stanno (in primis il Comune, le istituzioni, i cittadini) giustifica la propria inerzia con una parola tanto di moda: tolleranza; in realtà si tratta di connubio tra ipocrisia ed indifferenza.<br />
Come possono coesistere, all’interno della stessa comunità cosiddetta civile, forme di schizofrenia così eclatanti? Da una parte abbiamo un Comune che spende oltre 100.000 euro l’anno per togliere gli avanzi di cicche dal prezioso pavimento del centro storico; appena poco distante troviamo cumuli d’immondizia.<br />
Da una parte abbiamo un’Azienda sanitaria che fa incetta di vaccini contro il fantasma dell’influenza suina (vaccini acquistati con soldi pubblici e che rimarranno inutilizzati); dall’altra, persone che non hanno accesso ai minimi standard d’igiene.<br />
Da una parte abbiamo potenti apparati provinciali e comunali, che insistono a promuovere un Trentino ed una città dal diffuso benessere e con un’alta qualità della vita, sempre suffragati da sondaggi che loro stessi commissionano; dall’altra, persone di cui s’ignora persino l’esistenza.</p>
<p>Forse, qualche provocazione è utile per svegliarsi dal torpore ed indignarsi quel che basta.</p>
<ul>
<li>L’Agenzia delle entrate potrebbe fare irruzione alla ex SLOI, assegnare a tutti coloro che vi risiedono un bel codice fiscale (come si fa per ogni cittadino, anche neonato), renderli edotti del debito pubblico che grava sulla loro testa ed iscriverli immediatamente nelle liste degli evasori totali;</li>
<li>La facoltà di Sociologia potrebbe tenervi un seminario di statistica e far partecipare tutte quelle persone ai prossimi sondaggi;</li>
<li>Il professor Tubino della facoltà di Ingegneria (ndr: incaricato dal Comune di Trento di compiere “ben” 6 rilevazioni tra Terlago e Lavis prima dell’entrata in funzione dell’inceneritore), invece, potrebbe misurare il grado di tossicità dei fumi di cui sopra ed usare i risultati per dimostrare inequivocabilmente che dal camino di Ischia Podetti uscirà aria pulita;</li>
<li>La Trentino Trasporti potrebbe emettere abbonamenti annuali per gli abitanti SLOI, chiedendo un contributo al Comune che, allo scopo, già anticipa (attingendo alla solita cassa di Pantalone) 70 euro annuali per ogni suo dipendente;</li>
<li>I Sindacati, ancora sconvolti – dopo 30 anni – dalla chiusura dello stabilimento (ed ora la storia si ripete con le Acciaierie Valsugana), potrebbero fare le tessere ai nuovi frequentatori dello stesso, con disponibilità a compilare per loro (gratis) le dichiarazioni ICEF;</li>
<li>Il Castello del Buonconsiglio, dopo la fortunatissima mostra sugli Egizi, potrebbe organizzarne una dal titolo “Ghetto mai visto”, con percorso tra rottami, pantegane, mura cadenti e con personaggi in carne ed ossa;</li>
<li>La Commissione per le Pari Opportunità potrebbe discutere in loco un (dis)ordine del giorno con il tema: “Donne dagli occhi blu: botte,  o fascinoso cosmetico orientale?”;</li>
<li>L’architetto Gregotti, per superare in popolarità il suo collega-rivale Piano (che, diciamola tutta, si è preso la parte migliore), potrebbe proporre al sindaco di Trento di utilizzare le “torri” commissionategli sull’area SLOI, come alloggi popolari ITEA, sulla falsariga di quanto ha già combinato a Palermo (quartiere Zen) ed andando così ad incrementare il già cospicuo patrimonio edilizio che l’Istituto vanta in via Maccani;</li>
<li>Il Comune potrebbe utilizzare la sua sala Bingo per ospitarvi gli abitanti SLOI nelle notti più gelide, illustrando loro i vantaggi di un gioco costruttivo e pieno di opportunità come la tombola;</li>
<li>Il vice presidente PAT ed assessore all’ambiente Pacher, invece di andare a Roma a ritirare l’imbarazzante ed immeritato premio “Un bosco per Kyoto, per la riduzione delle emissioni nocive”, potrebbe mandare tutti i dipendenti dell’APPA in ferie e, aiutato dagli studenti dell’ITI (prima che la famigerata riforma scolastica D &amp; D sopprima le ore di laboratorio), fare delle analisi accurate sui terreni inquinati della SLOI: imparerebbe a distinguere i pico- dai nano-grammi, le grandezze matematiche (1000 volte di più non è equivalente a 20 volte di meno: vedere le sue dichiarazioni rispetto alle emissioni delle Acciaierie Valsugana) ed il significato delle concentrazioni di elementi tossici, magari in sinergia tra loro.</li>
</ul>
<p>Insomma, le innumerevoli, benemerite istituzioni di cui la nostra civiltà dispone, potrebbero veramente fare molto per la SLOI, creando contemporaneamente un circolo virtuoso tra: emersione dall’illegalità – ritorno di immagine per il Trentino – business.<br />
Ma resta il fatto che l’intera vicenda del recupero di quell’area, e degli interessi che vi sottostanno, puzza terribilmente: puzza persino di più dell’aria ammorbata che vi si respira, del terreno e dei poveri diavoli che vi abitano.</p>
<p>Maria Giovanna Conci<br />
fonte: A Nord Di Trento</p>
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		<title>Democrazia dal basso o in basso?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 08:08:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martedì 27 ottobre, presso la sede di piazzale Groff, si è riunito il Consiglio Circoscrizionale di Gardolo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, era prevista la discussione, con conseguente votazione, di alcune mozioni, presentate dalle minoranze, contrarie alla realizzazione dell’inceneritore ad Ischia Podetti; si tratta di mozioni che, in altre Circoscrizioni (Bondone, Santa Chiara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-386" title="burattini" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/burattini.jpg" alt="burattini" width="170" height="241" align="left" />Martedì 27 ottobre, presso la sede di piazzale Groff, si è riunito il Consiglio Circoscrizionale di Gardolo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, era prevista la discussione, con conseguente votazione, di alcune mozioni, presentate dalle minoranze, contrarie alla realizzazione dell’inceneritore ad Ischia Podetti; si tratta di mozioni che, in altre Circoscrizioni (Bondone, Santa Chiara San Giuseppe, Meano, ecc), sono state approvate a maggioranza o addirittura all’unanimità.</p>
<p>Nelle bacheche preposte, almeno a Roncafort, gli avvisi della convocazione del Consiglio Circoscrizionale non erano esposti, pertanto i cittadini non ne erano informati: forse questo è uno dei motivi per cui il pubblico era ridotto a poche persone, nonostante l’argomento stia a cuore a molti.<br />
<span id="more-385"></span>Dopo aver ascoltato la  discussione dei primi punti all’ordine del giorno, che – in sintesi – riguardavano l’utilizzo residuo dei fondi messi a disposizione dal Comune per l’esercizio 2009 (cifre modeste, investite in altrettanto modeste iniziative, come ad esempio il corso di spada medievale), si è passati al ben più scottante tema del programmato inceneritore ad Ischia Podetti. Come detto, la minoranza si è fatta portavoce di tre distinte mozioni, tutte molto critiche sull’impianto e sulle connesse politiche dei rifiuti e pienamente condivisibili da qualsiasi persona di buon senso. Bisogna pur dire che la mozione presentata dalla Lega (si tratta di tre ragazzi molto giovani, ma questa – beninteso – non è una colpa), sebbene ricca di rimandi storici e tecnici, era esageratamente lunga e chi l’ha letta non era in grado di farlo con la dovuta padronanza; ciò non toglie che, dall’altra parte, ci si sarebbe aspettati un atteggiamento di ascolto e di attenzione. Invece qualcuno dei consiglieri ciondolava la testa in segno di compatimento, qualcuna continuava a ridere (o, meglio, a deridere), qualcuno usciva dalla sala per molto tempo, in totale mancanza di rispetto.</p>
<p>In premessa, il più anziano rappresentante della coalizione di minoranza aveva invitato i presenti a votare secondo la propria testa e non secondo gli ordini impartiti dai rispettivi partiti. La risposta dell’alleanza PD UPT e PATT, invece, era già bell’e confezionata in  cinque pagine e consisteva in un compatto voto contrario alle proposte di moratoria o rinvio del progetto di realizzazione del termovalorizzatore (insistono a chiamarlo così!).</p>
<p>E’ doveroso segnalare che, fra il pubblico, erano presenti alcuni consiglieri circoscrizionali della passata legislatura, uno dei quali è ora assessore in Comune a Trento: dava la netta impressione di essere venuto a riscuotere (in termini di fedeltà di voto) quanto aveva speso per coloro che lo hanno rimpiazzato, accomunati a lui sui santini e sui depliant della recente campagna elettorale. Un signore del pubblico, disgustato anche lui dall’indecente spettacolo, si chiedeva amareggiato cosa fosse venuto a vedere ed ascoltare e se ne è andato via anzitempo. Una ragazza del pubblico era così avvilita che, qualche giorno più tardi, ha espresso il suo disappunto in  una lettera pubblicata  su un quotidiano locale.</p>
<p>E’ stato poi stupefacente sentire chi motivava il proprio voto contrario con le solite giustificazioni: a nessuno piace l’inceneritore, ma  se ne discute da troppi anni, qualcosa bisogna pur fare, è meno inquinante delle automobili ed altre corbellerie del genere. Per non dire delle singolari premesse e richieste indirizzate a Sindaco e Giunta, contenute nella dichiarazione di voto contrario e in particolare:</p>
<p>la certezza che (cito le testuali parole)“tutti i valori di emissione al camino richiesti al gestore privato sono ben al di sotto dei valori dettati dalla normativa vigente” (ma di quali sostanze si parla? Forse delle oltre 250 sostanze tossico nocive riscontrate nelle combustioni ad elevate temperature?);</p>
<p>la distribuzione di tutte le scorie residuanti dall’incenerimento &#8211; anche quelle del comune di Trento, che già sopporta l’impianto &#8211; alle altre municipalità  (ignorando che la Provincia ha già annunciato che  tutte le discariche esistenti dovranno essere chiuse);</p>
<p>la previsione di una politica tariffaria diversificata che tenga conto delle fasce più deboli della popolazione (ignorando che la legge comunitaria prevede che chi più inquina, più paga, indipendentemente dal reddito o – per la nostra amministrazione locale &#8211; dalla dichiarazione ICEF);</p>
<p>la non convenienza a costruire un nuovo ponte sull’Adige per farvi confluire il traffico da e verso l’ipotizzato impianto (dimenticando di  comprendere, nei flussi di traffico citati, quelli relativi a mezzi, materie e maestranze necessari per la costruzione della struttura);</p>
<p>la valutazione positiva sul camino in roccia con uscita in località Doss a Terlago (evidentemente ignorando che trattasi di zona protetta).</p>
<p>Si può essere d’accordo o meno  sulla costruzione dell’inceneritore, ma non si può rinunciare alla propria coscienza e sottomettersi alle direttive di partito, per di più arrampicandosi sugli specchi per cercare di giustificarsi. Non si può criticare la politica nazionale di un  certo colore e poi comportarsi nella stessa, identica maniera. Non si può usare la Circoscrizione come serbatoio di candidati per le prossime elezioni comunali o come casa di riposo per quelli trombati nelle ultime.</p>
<p>Se la Circoscrizione rappresenta l’anello di congiunzione tra i cittadini ed il Comune, è ora che qualcuno si chieda come mai quella catena non ha tenuto. Essa dovrebbe essere il luogo privilegiato per esercitare la  democrazia dal basso, ed invece si va a fare i soldatini obbedienti. Ci si preoccupa che gli interventi avvengano in osservanza formale al regolamento, si redige un verbale che non leggerà nessuno (forse nemmeno il giornalista – non presente in sala – che farà un resoconto sul quotidiano), ma manca un dibattito franco, libero da condizionamenti: ci si auto-censura.</p>
<p>Sembra di capire che alcuni consiglieri facciano pesare il loro ruolo nei confronti di cittadini ed associazioni, ergendosi a dispensatori di  contributi e manifestazioni che, senza il loro intervento, non avrebbero potuto realizzarsi; in realtà si tratta di iniziative limitate, spesso poco originali,  delle quali non c’è proprio tutto questo bisogno  (castagnate, balletti al parco, merende, feste del tasta, magna, bevi, ecc.: panem et circenses, come dicevano i latini) e adatte più che altro a tenersi buono l’elettorato.</p>
<p>A qualcuno l’esperienza in Circoscrizione può servire per riempire un curriculum, soprattutto se  intende intraprendere una carriera politica (“ha dedicato anni della sua vita al Consiglio Circoscrizionale”); qualcun altro &#8211; poiché i posti a sedere,  nelle poltrone che contano,  sono pochi &#8211; potrà utilizzarla solo per scrivere il proprio epitaffio.</p>
<p>Roncafort 19 novembre 2009</p>
<p>Maria Giovanna Conci</p>
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		<title>Campagna nazionale contro la privatizzazione dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la grande partecipazione alla nostra prima raccolta, il 29 novembre, in cui abbiamo raggiunto la cifra di 360 firme, il giorno 20 dicembre saremo di nuovo in piazza per raccogliere firme nell’ambito della “Campagna Salva l’Acqua”
Chiederemo al Consiglio Comunale di Trento e al Consiglio Provinciale, con una petizione popolare, di riconoscere l’acqua come un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/salvacqua.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="salvacqua" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/salvacqua.jpg" alt="salvacqua" width="170" height="227" align="left" /></a>Dopo la grande partecipazione alla nostra prima raccolta, il 29 novembre, in cui abbiamo raggiunto la cifra di 360 firme, il giorno 20 dicembre saremo di nuovo in piazza per raccogliere firme nell’ambito della “Campagna Salva l’Acqua”</p>
<p>Chiederemo al Consiglio Comunale di Trento e al Consiglio Provinciale, con una petizione popolare, di riconoscere l’acqua come un “Bene pubblico privo di rilevanza economica” e l’inserimento nei propri statuti del “Diritto umano all’acqua”.</p>
<p>L’appuntamento è Domenica 20 dicembre, dalle ore 10, in via Oss Mazzurana angolo via Oriola.</p>
<p>Associazione TrentoAttiva</p>
<p>http://www.trentoattiva.it/</p>
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		<title>Nanopolveri o nanocervelli?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 14:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(M)aria Fresca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Vita Trentina del 29 novembre 2009, pag.2, rubrica &#8220;al microfono di radio studio 7&#8243;.
Giancarlo Anderle, Agenzia per l&#8217;Ambiente, dopo l&#8217;avvio dei piani antismog con i blocchi al traffico: &#8220;(testuali parole) La qualità dell&#8217;aria negli ultimi anni è migliorata. Ora vanno ridotte le emissioni di stufe a legna:sono 40.000, ma troppo poche le domande per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-372" title="smog" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/smog.jpg" alt="smog" width="170" height="120" align="left" />Da Vita Trentina del 29 novembre 2009, pag.2, rubrica &#8220;al microfono di radio studio 7&#8243;.</p>
<p>Giancarlo Anderle, Agenzia per l&#8217;Ambiente, dopo l&#8217;avvio dei piani antismog con i blocchi al traffico: &#8220;(testuali parole) La qualità dell&#8217;aria negli ultimi anni è migliorata. Ora vanno ridotte le emissioni di stufe a legna:sono 40.000, ma troppo poche le domande per il contributo sui filtri&#8221;</p>
<p>Dalla stampa regionale della settimana successiva.<br />
Giancarlo Anderle è indagato dalla Procura per lo scandalo dell&#8217;inquinamento delle Acciaierie di Borgo.</p>
<p>L&#8217;APPA ci prende in giro, ed è meglio che i suoi dirigenti cambino mestiere, e possibilmente faccia altrettanto l&#8217;assessore all&#8217;ambiente.</p>
<p>E il problema sarebbero le stufe a legna: andate a dirlo agli abitanti della Valsugana!</p>
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		<title>Inceneritore costoso e pericoloso!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 16:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguo da alcuni anni il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;inceneritore di Trento. Come molti cittadini pratico la raccolta differenziata e vorrei proporre alcune considerazioni sulla scelta di incenerire i rifiuti.

L&#8217;inceneritore è un investimento sbagliato.
1a) Sono elevati i costi: di costruzione (110.000.000 di euro), per le infrastrutture previste quali il nuovo ponte sull&#8217;Adige (quanto?), la gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-257" title="inceneritore3.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/02/inceneritore3.jpg" alt="inceneritore3.jpg" width="170" height="116" align="left" />Seguo da alcuni anni il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;inceneritore di Trento. Come molti cittadini pratico la raccolta differenziata e vorrei proporre alcune considerazioni sulla scelta di incenerire i rifiuti.<br />
<strong><br />
L&#8217;inceneritore è un investimento sbagliato.<br />
1a) </strong>Sono elevati i costi: di costruzione (110.000.000 di euro), per le infrastrutture previste quali il nuovo ponte sull&#8217;Adige (quanto?), la gestione (11.330.000 euro/anno da tariffa), di smantellamento e bonifica (quanto?), per eventuali danni;<br />
<strong>1b)</strong> È un investimento senza prospettive: è previsto il suo smantellamento tra vent&#8217;anni per ritrovarci con gli stessi problemi di oggi maggiorati dal problema del recupero di una seconda Sloi;<br />
<strong>1c)</strong> Non risolve il problema dei rifiuti perché ne produce in quantità maggiore e più pericolosi con notevole e sicuro aumento dell&#8217;inquinamento.</p>
<p><span id="more-368"></span><strong>È una scelta priva di scientificità.<br />
2a)</strong> I dati riferiti ai rifiuti da trattare sono vecchi e non attendibili. Non si vuole aggiornare questi dati (per non essere smentiti?);<br />
<strong>2b)</strong> Non si tiene conto dell&#8217;andamento positivo della raccolta differenziata e dei valori raggiunti in questi ultimi anni, con percentuali ufficiali del 75-80% in comprensori come Alta Valsugana e Val di Fiemme;<br />
<strong>2c)</strong> Non si tiene conto che è già possibile una raccolta differenziata ancora più puntuale, con valori intorno al 90%, dimostrabili, pur nelle condizioni attuali. A questi livelli il calcolo di residuo domestico non riciclabile si attesterebbe su valori inferiori alle 10.000 tonnellate/anno su scala Trentino;<br />
<strong>2d)</strong> L&#8217;inceneritore viene presentato con leggerezza, come una qualsiasi opera ordinaria;<br />
<strong>2e)</strong> Non si tiene in debito conto la quantità dei rifiuti inquinanti prodotti dall&#8217;incenerimento. Le ceneri e le scorie residue (che anche Brescia esporta in Germania nelle miniere di salgemma) e l&#8217;anidride carbonica emessa in varie decine di milioni di mc/anno. Vengono ignorate le dichiarazioni allarmatissime degli scienziati in questo senso (riscaldamento globale) come se non valessero per Trento;<br />
<strong>2f)</strong> Non si tiene conto della possibilità, necessità, di recuperare materiali riutilizzabili per risparmiare materie prime ed energia. Non si tiene in nessuna considerazione la sperimentazione effettuata dall&#8217;imprenditrice Carla Poli, con risultati positivi, finalizzata al recupero anche del «secco non riciclabile». (l&#8217;Adige, 22 ottobre a pag. 22). <strong></strong></p>
<p><strong>È un investimento poco democratico.<br />
3a)</strong> Non sono tenuti in considerazione i molti cittadini e i molti comuni contrari, che temono per la salute e offrono controproposte positive, poiché credono e sono impegnati nella raccolta differenziata e che i materiali vadano recuperati anziché bruciati;<br />
<strong>3b)</strong> Per bocciare la richiesta di aggiornare il piano rifiuti si sono richiamati alla legge del partito i consiglieri che l&#8217;avrebbero invece appoggiata;<br />
<strong>3c)</strong> Vengono offerti «dibattiti» per coinvolgere i cittadini su una decisione già presa, immodificabile, promettendo un coinvolgimento sui controlli (costruzione, gestione, emissioni, smantellamento) con l&#8217;unico scopo di condividere le responsabilità e i danni;<br />
<strong>3d)</strong> È un investimento che vuole rallentare la raccolta differenziata e la presa di coscienza dei cittadini rispetto ai consumi, alla distribuzione e alla produzione;<br />
<strong>3e)</strong> È un investimento a vantaggio di pochi e dannoso per il Trentino.</p>
<p><strong>Non sono prese in considerazione tecnologie che prevedono il recupero dei materiali. </strong><br />
<strong>4a)</strong> Si perde l&#8217;occasione per avviare studi, con la possibilità di coinvolgere la facoltà di ingegneria ambientale, non solo per non avere discariche di rifiuti, ma addirittura per recuperare i materiali lavorando su quelle esistenti;<br />
<strong>4b)</strong> Si perde l&#8217;occasione per intervenire sulla produzione e sulla distribuzione, per migliorare gli imballaggi, produrne meno e soltanto di riciclabili;<br />
<strong>4c)</strong> Si perde l&#8217;occasione per educare i cittadini, attraverso la differenziata, a riconoscere ed apprezzare e valorizzare i materiali al posto del loro ignaro spreco;<br />
<strong>4d)</strong> Si perde l&#8217;occasione per dimostrare che il Trentino mette in pratica, e non solo sulla carta, i proclami a favore del territorio e dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Carlo Sevegnani</p>
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		<title>A San Martino vince la cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[All’affermazione “San Martino sta per morire” noi rispondiamo che a San Martino, invece, ci sono giovani che hanno tanta voglia di fare e di muoversi per far rinascere l’anima di questo splendido quartiere in seno alla cultura. Proprio la scorsa settima a Rileggo, Libri e Dischi sono accorse un centinaio di persone per ammirare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-362" title="rileggo" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/rileggo.jpg" alt="rileggo" width="170" height="117" align="left" />All’affermazione “San Martino sta per morire” noi rispondiamo che a San Martino, invece, ci sono giovani che hanno tanta voglia di fare e di muoversi per far rinascere l’anima di questo splendido quartiere in seno alla cultura. Proprio la scorsa settima a Rileggo, Libri e Dischi sono accorse un centinaio di persone per ammirare la mostra d’arte di Flavio Palermo ospitata sul vano scale di una delle case ottocentesche del quartiere. I giovani di San Martino quindi rispondono a porte e finestre murate aprendo i portoni alla cultura!<br />
<span id="more-360"></span></p>
<p>(Trento, 20 ottobre 2009) Con 090909 è nata a San Martino una nuova realtà culturale che si propone di unire diverse realtà sotto uno stesso tetto per promuovere a 360° eventi d’interesse comune tra giovani e meno giovani. Uno studio di architettura, un fotografo e un designer,una scuola di teatro e una libreria dell’usato si danno man forte per dare vita ad equilibri espressivi tra le varie attività. Dalla prossima settimana aprirà a San Martino un vecchio magazzino di giocattoli rimesso a nuovo con un tocco di originalità e competenza architettonica con installazioni adatte a ospitare vari tipi di performance. L’idea è di dare uno spazio ad artisti, scrittori, teatranti, pittori per mettere in mostra quello che sanno fare, dando spazio a tutti senza porre limiti.</p>
<p>Nel frattempo a Rileggo, Libri e Dischi usati, grazie al grande successo ottenuto la settimana scorsa, continua fino a sabato 24 ottobre, la mostra di Flavio Palermo, 40 anni, nato a Trento, architetto di professione con il capriccio e la necessità di esternare le proprie emozioni attraverso la pittura. Come dice delle sue tele lo steso artista, si tratta di campiture di colore, pennellate veloci e istintive, linee imperfette, spazi che si dilatano, pertugi e orizzonti.</p>
<p>Apparentemente quadri senza chiavi di lettura, senza immagini nascoste, senza un motivo concreto, senza un tema preciso, senza titolo, un omaggio a Mark Rodkho, artista americano degli anni &#8216;60, con un&#8217;anima profonda che suscitano nell&#8217;osservatore emozioni contrastanti, basta lasciarsi trasportare dalle onde di colore e dalle linee perturbanti.</p>
<p>Giovedì 22 ottobre alle ore 21.00, con lo sfondo della mostra di Palermo, Barbara Summa presenta a Rileggo il suo libro “Statale 17. Storie minime transumanti”.</p>
<p>Statale 17 è un libro divertente che racconta della popolazione montanara di quei paesi che si stendono lungo il tracciato del Tratturo Magno, la Statale 17 che dà il titolo al libro. È un libro che secondo stessa ammissione dell’autrice è servito a lei come sfogo all’impotenza provata nei giorni e nei mesi successivi al terremoto. È un modo complesso, allegro e personale di ricostruire un mondo e la gente che lo abita, sperando di rivederlo presto come era e, perché no, anche meglio.</p>
<p>Barbara Summa è abruzzese, ma anche olandese. È blogger ma anche traduttrice. È mamma ma anche attrice. Nella vita Barbara Summa è traduttrice e giornalista, membro della fondazione culturale “Quelli di Astaroth” con sede ad Amsterdam, conduce programmi radiofonici presso Radio Onda Italiana.</p>
<p>Orario apertura mostra: giovedì e venerdì dalle 18.00 alle 22.30 – sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00</p>
<p>Tutte le informazioni su Rileggo: http://www.rileggo.it/</p>
<p>Cristina Pucher</p>
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		<title>Inceneritore: progetto, sito e calcoli inadatti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Ischia Podetti (“ischia” dal latino”insula”, zona paludosa) era denominata precedentemente Ischia Wolkenstein, come risulta da un disegno del 1896. Infatti l&#8217;alveo naturale del fiume Adige aveva un andamento curvilineo e con l&#8217;insenatura della montagna formava appunto un&#8217;isola. All&#8217;epoca venne eseguito un raddrizzamento dell&#8217;alveo, detto”drizzagno”, probabilmente anche al fine di allontanare la corrente dalla linea ferroviaria.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/ischiapodetti.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-354" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="ischiapodetti" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/ischiapodetti-150x150.jpg" alt="ischiapodetti" width="150" height="150" align="left" /></a>Ischia Podetti (“ischia” dal latino”insula”, zona paludosa) era denominata precedentemente Ischia Wolkenstein, come risulta da un disegno del 1896. Infatti l&#8217;alveo naturale del fiume Adige aveva un andamento curvilineo e con l&#8217;insenatura della montagna formava appunto un&#8217;isola. All&#8217;epoca venne eseguito un raddrizzamento dell&#8217;alveo, detto”drizzagno”, probabilmente anche al fine di allontanare la corrente dalla linea ferroviaria.</p>
<p>La quale, poco a monte, corre sul lungo ponte di Vodi(dal latino vadum=guado) sul, pericoloso in caso di piena, torrente Avisio, affluente, in prossimità dello sbocco nell&#8217;Adige, recipiente.</p>
<p>Il corpo dell&#8217;argine sinistro del drizzagno è stato rafforzato, negli anni Sessanta, mediante la costruzione di prismi di terra, applicati contro la scarpata e formanti il corpo autostradale, affiancato dalla strada che porta all&#8217;Interporto, il cui terreno, negli anni Ottanta, è stato consolidato con apporto di scarti di porfido.<span id="more-350"></span>L&#8217;argine destro, invece, in caso di inondazione, è soggetto a una bòtta corrosa o corrosione, a una lunata o insenatura, lambendo il piede della montagna, formando un meandro, un polmone di integrazione del volume d&#8217;invaso, con funzione quindi di cassa di espansione: l&#8217;acqua è ivi trattenuta temporaneamente però sufficiente per moderare la piena.</p>
<p>Da Zambana a Trento esiste soltanto, come valvola di sicurezza, la varice in località Ischia Podetti.</p>
<p>Questa è la vocazione della località Ischia Podetti e non certamente quella di una collocazione di un complesso di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, motivando semplicemente che da  decenni è adibita a discarica, dopo essere stata un cava di inerti(ghiaia e sabbia) dismessa.</p>
<p>Basti pensare alla disastrosa piena, detta impropriamente alluvione, che si verificò il 4 novembre 1966: L&#8217;Adige tracimò e fuoriuscì dal suo alveo a Roncafort e, ribellandosi all&#8217;opera dell&#8217;uomo, costruita nel 1858 in concomitanza della linea ferroviaria, riprese il suo vecchio corso naturale, invadendo via Brennero, Torre Verde , Vanga, allagando piazza Dante. Nello stesso modo si verificò l&#8217;evento catastrofico nel settembre 1882.</p>
<p>Con la costruzione dell&#8217;Interporto le condizioni, sotto, l&#8217;aspetto idraulico, sono peggiorate..</p>
<p>Dopo la piena del 1966 fu nominata una commissione interministeriale, presieduta dal compianto Giulio Marchi, la quale ha presentato le proprie conclusioni, approvate nel marzo 1970. Fra l&#8217;altro sono previste, oltre le briglie, la costruzione sul torrente Avisio, in località Valda, di un serbatoio per la regimazione della piena, la sistemazione della confluenza Adige-Avisio, previo studio su modello; né l&#8217;uno né l&#8217;altro intervento venne eseguito.</p>
<p>Durante la piena del 1966, copriva la carica di sindaco di Trento il dott. Edo Benedetti, oggi,  vivo e vegeto presidente dell&#8217;Itas.</p>
<p>In tempi successivi occupò la carica di sindaco di Trento il dott.arch. Adriano Goio, il quale poi per anni fu segretario generale dell&#8217;Autorità di Bacino dell&#8217;Adige.</p>
<p>Sarebbe molto interessante e utile conoscere il loro prezioso parere a questo proposito.</p>
<p>Il terremoto dell&#8217;Abruzzo  e dei precedenti dell&#8217;Umbria, dell&#8217;Irpinia nel 1980, del Friuli nel 1976 e le loro vittime entrano in questi giorni in ogni discorso, a proposito e a sproposito. Sui criteri costruttivi, sui controlli, sulle responsabilità civili e penali, sui  provvedimenti necessari affinché in avvenire si possano evitare crolli degli immobili, talvolta strumentalizzando il terremoto, ai fini politici. Con riferimento ai ritardi di emanazione di speciali norme anti-sismiche.</p>
<p>Dopo il terremoto del Friuli nel 1976 è stata emanata una norma antisismica di carattere generale da applicarsi in tutta la penisola d&#8217;Italia, Trentino-Alto Adige compreso.</p>
<p>Essa dispone:”E&#8217; fatto divieto di costruire fabbricati su terreni sede di frane o valanghe, sul ciglio o al piede di dirupi, su terreni franosi o comunque soggetti a scoscendimenti”</p>
<p>Nel rendering pubblicato sulla stampa, l&#8217;inceneritore, immaginato a Ischia Poletti, di fronte alla stazione di  esazione pedaggio di Trento nord, al quale si accederebbe attraverso un ardito ponte  a una campata, ancora da costruire, sopra il fiume Adige , è rappresentato con a ridosso un massiccio roccioso, “alterato” al computer. Non corrisponde proprio alla condizioni reali; l&#8217;ammasso è fessurato, soggetto a scoscendere e comunque a rischio idrogeologico, al cui piede, in applicazione della citata norma, non sono ammissibili interventi edilizi, neppure adottando misure di prevenzione di pericoli o danni dovuti a eventi naturali.</p>
<p>Resto basito(attonito, sbalordito, impietrito) che colleghi ingegneri, quali Paolo Mayr e Claudio Bortolotti, specializzato pure in idraulica a Bologna, già a capo della Protezione civile provinciale, abbiano l&#8217;ardire di riconoscere l&#8217;area di Ischia Podetti sicuramente adatta alla costruzione del polo integrato per la gestione dei rifiuti.</p>
<p>Coscientemente e responsabilmente?</p>
<p>Renzo Segalla</p>
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		<title>Manifestazione provinciale IO NON MI BRUCIO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[31 ottobre 2009 15.00
Piazza Dante &#8211; Trento
A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.
Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="nonmibrucio" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/nonmibrucio.jpg" alt="nonmibrucio" width="170" height="226" align="left" /><strong>31 ottobre 2009 15.00<br />
Piazza Dante &#8211; Trento</strong></p>
<p>A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.</p>
<p>Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva che la soluzione al problema rifiuti doveva passare, necessariamente, per l&#8217;incenerimento.</p>
<p>E da questa linea ancora oggi gli amministratori non si schiodano, nonostante i ripetuti appelli da parte di medici e ricercatori che confermano la pericolosità delle emissioni, nonostante gli ottimi risultati della raccolta differenziata che rendono antieconomico un simile investimento (a meno di non importare rifiuti da fuori provincia), nonostante le nuove modalità di smaltimento affermatesi in questi anni, meno impattanti e meno costose.</p>
<p>Del resto violare quel patto vincolerebbe sicuramente qualcuno a pagare un prezzo, politico ed economico.</p>
<p>Il rovescio della medaglia è che lo pagheremo noi quel prezzo: la nostra salute, il nostro bel territorio che il mondo ci invidia, le pregevoli colture della valle dell&#8217;Adige ed in ultimo il nostro portafoglio verranno intaccati pesantemente.</p>
<p>C&#8217;è ancora tempo per far sentire la nostra voce, prima che sia troppo tardi.</p>
<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/manifestazione-31-ottobre-2009.pdf">Scarica QUI il volantino!</a></p>
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		<title>Tariffa rifiuti &#8211; richiesta rimborso IVA</title>
		<link>http://www.trentoinforma.com/servizi/2009/1009_tariffa-rifiuti-richiesta-rimborso-iva/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 09:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza 238/09, la tariffa di igiene ambientale (TIA), o più semplicemente “tariffa rifiuti”, non può essere assoggetta ad IVA, in quanto estranea all’ambito di applicazione IVA. Essa, infatti, nonostante sia indicata come “tariffa”, è in realtà un tributo, ovvero una “tassa”. E una tassa non si qualifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-335" title="bidone" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/bidone.jpg" alt="bidone" width="159" height="159" align="left" />Come ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza 238/09, la tariffa di igiene ambientale (TIA), o più semplicemente “tariffa rifiuti”, non può essere assoggetta ad IVA, in quanto estranea all’ambito di applicazione IVA. Essa, infatti, nonostante sia indicata come “tariffa”, è in realtà un tributo, ovvero una “tassa”. E una tassa non si qualifica mai come il corrispettivo della fornitura di un bene o di un servizio, sul quale si paga di solito l’IVA (vedi ad esempio nel caso dell’energia elettrica o del gas), poiché è dovuta in base ad una legge e non in forza di un accordo contrattuale.</p>
<p>Informazioni<br />
<a href="http://www.centroconsumatori.tn.it/download/141dextIvs5IC.doc">http://www.centroconsumatori.tn.it/download/141dextIvs5IC.doc</a></p>
<p>Modulo richiesta rimborso<br />
<a href="http://www.centroconsumatori.tn.it/download/154dext3YLVCy.rtf">http://www.centroconsumatori.tn.it/download/154dext3YLVCy.rtf</a></p>
<p>Fonte informazioni: <a href="http://www.centroconsumatori.tn.it"> http://www.centroconsumatori.tn.it</a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0cm; text-align: justify } 		P.western { font-family: "Tahoma", sans-serif; font-size: 14pt; font-weight: bold } 		P.cjk { font-family: "Times New Roman", serif; font-size: 14pt; font-weight: bold } 		P.ctl { font-family: "Tahoma", sans-serif; font-size: 14pt; font-weight: bold } --></p>
<p class="western"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Come ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza 238/09, la tariffa di igiene ambientale (TIA), o più semplicemente “tariffa rifiuti”, non può essere assoggetta ad IVA, in quanto estranea all’ambito di applicazione IVA.</span></span></span></p>
</div>
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