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	<description>la pulce nell'orecchio!</description>
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		<title>La ciclabile c&#8217;è ma non si può usare.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 06:31:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viabilità]]></category>

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Facciamo riferimento al precedente articolo &#8220;il mistero della ciclabile fantasma&#8221; nel quale si segnalava l&#8217;interruzione dei lavori del collegamento alla ciclabile in località Spini di fianco al nuovo carcere, collegamento che il Comune dichiarava inesistente!
Dopo ripetute segnalazioni,  tramite il sito del Comune ci è stato risposto &#8211; con tono alquanto “piccato”, forse perché avevamo [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td><span style="color: white;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td width="160px"><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-423 alignleft" title="ciclabilespini3" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini4.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-424 alignleft" title="ciclabilespini4" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/07/ciclabilespini4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Facciamo riferimento al precedente articolo &#8220;il mistero della ciclabile fantasma&#8221; nel quale si segnalava l&#8217;interruzione dei lavori del collegamento alla ciclabile in località Spini di fianco al nuovo carcere, collegamento che il Comune dichiarava inesistente!<br />
Dopo ripetute segnalazioni,  tramite il sito del Comune ci è stato risposto &#8211; con tono alquanto “piccato”, forse perché avevamo segnalato il fatto ai giornali &#8211; che in effetti quel tratto di collegamento è previsto.<br />
Il 30 giugno i lavori sono finalmente terminati, ci sono l&#8217;asfalto, lo steccato in legno, la segnaletica orizzontale e verticale&#8230; peccato, però, che a tutt&#8217;oggi la ciclabile sia chiusa con le transenne e quindi inutilizzabile.<br />
Ci chiediamo se, per aprire il collegamento, occorra aspettare il taglio del nastro da parte di qualche politico libero da impegni e da ferie, oppure se si tratti di un servizio concepito per la stagione invernale, quando – notoriamente – molta gente usa la bicicletta per recarsi al lavoro.</p>
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		<title>Il mistero della ciclabile fantasma</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 07:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità]]></category>

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Siamo due cittadini di Trento che, come tanti, preferiscono usare la bici anziché l&#8217;automobile, anche per raggiungere il posto di lavoro.
Ma pare che raggiungere il posto di lavoro a Spini sia quasi impossibile.
Il percorso ciclabile provinciale costeggia la località, ma non esiste nessun collegamento con la stessa.
Per poterci recare al lavoro ci vediamo costretti [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td><span style="color: white;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td width="160px"><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-423 alignleft" title="ciclabilespini1" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-424 alignleft" title="ciclabilespini2" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/05/ciclabilespini2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Siamo due cittadini di Trento che, come tanti, preferiscono usare la bici anziché l&#8217;automobile, anche per raggiungere il posto di lavoro.<br />
Ma pare che raggiungere il posto di lavoro a Spini sia quasi impossibile.<br />
Il percorso ciclabile provinciale costeggia la località, ma non esiste nessun collegamento con la stessa.<br />
Per poterci recare al lavoro ci vediamo costretti a passare in mezzo alla cava &#8220;Calcestruzzi Atesini&#8221; o in mezzo ai campi coltivati di cittadini privati.<br />
Nel primo caso rischiamo la vita dovendo fare slalom tra ruspe e camion di grosse dimensioni; il percorso tra i campi, invece, è del tutto inagibile dopo una piovuta o durante i trattamenti antiparassitari. Ed è così che siamo costretti ad usare l&#8217;automobile controvoglia.<br />
Due mesi fa, percorrendo la ciclabile, abbiamo notato che, a fianco del nuovo carcere, sono iniziati dei lavori per un collegamento ciclabile… o almeno così sembrava! Dopo 10 giorni i lavori quasi ultimati (mancava solamente l&#8217;asfaltatura) si sono interrotti, deludendo così le aspettative nostre e di chiunque si trova nella nostra stessa condizione.<br />
Abbiamo dunque deciso di segnalarlo al Comune di Trento, chiedendo per quando fosse prevista la fine dei lavori.<br />
Con nostra grande sorpresa ci è stato risposto quanto segue:<br />
&#8212;&#8211; Il Servizio urbanistica e pianificazione della mobilità ha comunicato che al momento nei pressi del nuovo carcere in loc. Spini non è previsto alcun collegamento alla pista ciclabile provinciale. Comunque si terrà conto della segnalazione pervenuta per poter pianificare quanto da lei proposto nei futuri interventi dell&#8217;amministrazione comunale. &#8212;&#8211;<br />
Abbiamo allora inviato al Comune per due volte le foto allegate chiedendo di sapere cosa fosse quella striscia di circa 200m e larga nemmeno 2m che collega la strada principale con la ciclabile provinciale.<br />
Siamo ancora in attesa di risposta.<br />
Siamo ancora costretti a passare in mezzo alla cava e alle proprietà private.<br />
Vi ringraziamo per la collaborazione e vi terremo aggiornati di un&#8217;eventuale risposta dal Comune.<br />
Sara e Massimo<br />
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.</p>
<p><strong>RISPOSTA 1 DEL COMUNE del 28/05/2010</strong><br />
Nell&#8217;ambito dei lavori di realizzazione della Nuova Casa Circondariale e le opere di viabilità la Provincia ha ritenuto opportuno progettare e realizzare un percorso ciclo/pedonale sul lato ovest per permettere un collegamento diretto fra la pista ciclabile e la nuova viabilità. Per maggiori informazioni il riferimento è il Servizio Edilizia Pubblica e Logistica della Provincia autonoma di Trento, tel. 0461496761.<br />
Per quanto riguarda gli interventi dell&#8217;Amministrazione comunale ribadiamo che è stato avviato l&#8217;iter del  Piano Urbano della Mobilità che comprende una serie di interventi sulle ciclabili anche nella zona di Gardolo, per favorire i collegamenti tra Gardolo e le esistenti ciclabili di Trento.  Le suggeriamo di prendere visione del Piano sul sito internet del Comune www.comune.trento.it per individuare i nuovi percorsi: in particolare segnaliamo che è in previsione  una pista ciclabile di collegamento tra loc. Spini e via S.Anna a Gardolo. Attualmente è in fase di realizzazione di una pista ciclabile in via Innsbruck con prossimo collegamento a Roncafort.</p>
<p><strong>RISPOSTA 2 DEL COMUNE del 28/05/2010</strong><br />
&gt;&gt;&gt;Abbiamo oggi letto la sua lettera sul quotidiano &#8220;l&#8217;Adige&#8221; e  vorremmo precisare &#8211; in merito ai tempi di risposta &#8211; che il Comune si è dato il termine di 18 giorni per le risposte nell&#8217;ambito della gestione dell&#8217;ascolto del cittadino. Tale tempo è funzionale al reperimento degli elementi di risposta presso i nostri servizi di riferimento e di merito e, a maggior ragione nel caso di cui trattasi, in quanto è stato necessario reperire le nformazioni presso gli uffici provinciali competenti per la realizzazione del carcere.&lt;&lt;&lt;</p>
<p><strong>LA MIA RISPOSTA DEL 01/06/2010</strong><br />
&gt;&gt;&gt;Vorrei farvi notare che sul sito del Comune non si fa alcun riferimento ai tempi di risposta alle richieste dei cittadini; normalmente, nel mondo lavorativo privato, si risponde al cliente con sollecitudine, comunicando eventuali tempi di attesa e relative motivazioni.<br />
Alla mia prima segnalazione del 4 maggio invece avete risposto in tempi brevissimi,  ma con una dichiarazione completamente errata, e cioè che non è previsto alcun lavoro sulla ciclabile in quella zona.<br />
Non mi è chiaro poi come mai il servizio urbanistica e mobilità non sia al corrente dei lavori, di propria competenza, riguardanti la pista ciclabile provinciale e vi siate dovuti rivolgere agli uffici interessati alla<br />
realizzazione del carcere.&lt;&lt;&lt;</p>
<p><strong>RISPOSTA DEL COMUNE del 01/06/2010</strong><br />
<strong>sembra piu&#8217; un&#8217;arrampicata sui vetri!</strong><br />
&gt;&gt;&gt;Il Comune non ha previsto nuove ciclabili al di fuori di quelle illustrate nel PUM e nei progetti che le abbiamo comunicato. Questa è la risposta al suo quesito, per quanto di competenza del Comune, per conto del quale il nostro ufficio dà informazioni e per conto del quale raccoglie informazioni presso i servizi comunali.<br />
Abbiamo cercato e le abbiamo fornito il riferimento della Provincia, laquale  sta realizzando  il tracciato che lei ci ha illustrato in una fase successiva con le foto, ma per i dettagli il riferimento è ancora la Provincia, referente per il complesso ed articolato progetto del carcere e referente anche per la pista arginale.<br />
Ci rendiamo conto che le competenze dei vari enti non sono spesso facilmente individuabili per il cittadino ed è per questo che abbiamo cercato di approfondire la situazione anche oltre le competenze del Comune.&lt;&lt;&lt;</p>
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		<title>L&#8217;Associazione Artigiani di Trento e l&#8217;inceneritore</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei pubblicare la mia risposta alla stizzita replica di Gianni Benedetti alla lettera di tre imprenditori (tra cui il sottoscritto) che ha fatto seguito ad un articolo sull&#8217;inceneritore apparso sul numero di novembre 2009 della rivista dell&#8217;associazione artigiani della provincia di Trento &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;.
Mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera in quanto si parla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-228" title="inceneritore2.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/11/inceneritore2.jpg" alt="" width="210" height="142" align="left" />Vorrei pubblicare la mia risposta alla stizzita replica di Gianni Benedetti alla lettera di tre imprenditori (tra cui il sottoscritto) che ha fatto seguito ad un articolo sull&#8217;inceneritore apparso sul numero di novembre 2009 della rivista dell&#8217;associazione artigiani della provincia di Trento &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;.</p>
<p>Mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera in quanto si parla di un tema attuale ed estremamente importante per la salute dei cittadini, oltre a trattarsi di un punto di vista abbastanza diffuso tra i soci; il CDR (comitato di redazione) ha ritenuto che non era giusto &#8220;monopolizzare&#8221; l&#8217;edizione e pertanto, piuttosto di dare voce ai dissenzienti, ha confermato la posizione dell&#8217;associazione in favore dell&#8217;inceneritore.</p>
<p><strong>Riporto di seguito tutta la documentazione a riguardo.</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_1.pdf">l&#8217;articolo della rivista &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_2.pdf">la lettera dei 3 imprenditori</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_3.pdf">la replica di G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_4.pdf">la mia risposta a G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_6.pdf">come l&#8217;associazione ha preferito &#8220;chiudere&#8221; la questione</a></li>
</ul>
<p><strong>Altri documenti relativi alla questione</strong></p>
<ul>
<li><a href="../documenti/artigiani_5.pdf">la risposta di Nimby a G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.questotrentino.it/qt/?aid=11581">Artigiani: un direttore che “esterna” troppo</a> -  da QuestoTrentino</li>
</ul>
<p>Bruno Conci</p>
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		</item>
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		<title>Trento, la vigilessa colpisce ancora!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 14:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vigili urbani]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;intolleranza e la rigidità dei vigili urbani a Trento è un problema serio e coinvolge tutti i cittadini. Vi racconto la mia storia.
Ieri mi trovavo in via Muredei a Trento e lasciavo l&#8217;auto in sosta nei parcheggi a disco orario lungo la suddetta via, parcheggiavo intorno alle 11 e apponevo regolare disco orario. Dopo circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/09/vigili2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-177" title="vigili2.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/09/vigili2.jpg" alt="" width="170" height="120" align="left" /></a>L&#8217;intolleranza e la rigidità dei vigili urbani a Trento è un problema serio e coinvolge tutti i cittadini. Vi racconto la mia storia.<br />
Ieri mi trovavo in via Muredei a Trento e lasciavo l&#8217;auto in sosta nei parcheggi a disco orario lungo la suddetta via, parcheggiavo intorno alle 11 e apponevo regolare disco orario. Dopo circa 15minuti tornavo all&#8217;auto e scorgevo una vigilessa intenta nel farmi un verbale, chiedevo quindi spiegazioni rispetto alla sua contestazione, la risposta che ricevo è la seguente: &#8220;Le sto facendo un verbale in quanto il suo disco orario non è posizionato sulle ore 11 ma secondo me intorno alle 12&#8243;.<br />
Faccio notare che si sbaglia e che comunque sto andando via, le chiedo se può farne a meno del verbale. Lei, senza distogliere lo sguardo dal suo taccuino e dalla sua penna, continua a scrivere e mi zittisce dicendo che ormai parte della targa la sta già scrivendo e non ne può fare a meno di farmi tale sanzione.<br />
Preso atto che era inutile discutere salgo in auto per andare via, ma la vigilessa vista la mia reazione e senza alcuna ragione (secondo me), mi chiede: &#8220;Patente e libretto!&#8221;, io le rispondo che la multa può spedirmela a casa e che la patente e il libretto non le servivano. Precipitosamente si affretta a mettersi davanti all&#8217;auto e appone sul mio parabrezza il verbale e si allontana.<br />
Io un po&#8217; indispettito lo prendo e successivamente lo apro per leggerlo e con mio grande stupore oltre all&#8217;assurda sanzione di 39 euro, scorgo nelle note la seguente dicitura: il verbale non è stato consegnato per assenza del trasgressore. Assenza? Ma se abbiamo discusso fino a che lei non se ne è andata! Sarebbe stato piu&#8217; onesto dire che il verbale è stato consegnato in assenza del vigile che si eclissava subito dopo.<br />
A quanto successo hanno assistito delle persone che passavano in quel momento. Ora mi chiedo come i vigili di Trento possano tenere un tale atteggiamento senza tenere mai aperto uno spiraglio al dialogo. E&#8217; questa la preparazione che fornisce la polizia municipale di Trento?<br />
Mi domando anche: prendono una percentuale sotto forma di premio rispetto ai verbali che compilano? Si giustifica il verbale di 39 euro (se pago entro 10 giorni) che ho ricevuto? Io e i cittadini trentini non lo tolleriamo. Ci troviamo già in una città in cui il centro cottadino e non solo è off-limits per quanto riguarda i parcheggi, tempestati da strisce blu e parcheggi fittiziamente non a pagamento, se a questo affianchiamo i vigili urbani appostati in prossimità delle strisce bianche pronti a punirti ad ogni tuo minimo errore allora ci sentiamo succubi dell&#8217;amministrazione comunale, la quale vuole ricavare denaro in tutti i modi più furbescamente consentitegli dalla legge.</p>
<p>Alberto Sicari</p>
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		<title>Inceneritore, ricorso al TAR del Centro Riciclo Vedelago</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-397" title="riciclo" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/riciclo.jpg" alt="" width="160" height="155" align="left" />Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.<br />
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un certo fatturato, specifica che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori; Non prende in considerazione dunque alternative alla combustione dei rifiuti residui.<br />
Il sindaco di Trento, che fa orecchie da mercante, ha sempre manifestato perplessità sul sistema di Vedelago convinto che il residuo del centro riciclo vada a finire in un inceneritore, forse perchè si è sempre rifiutato di capire il reale ciclo dei rifiuti al centro Vedelago<br />
Il 5% di residuo non riciclabile che rimane, essendo inerte, viene invece trasferito all&#8217;impianto di produzione del granulato &#8220;sabbia sintetica&#8221;, ma potrebbe benissimo essere messo in discarica, al posto del 30% di ceneri tossiche che produrrebbe un inceneritore.</p>
<p>Ne vedremo delle belle!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decalogo per la SLOI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 10:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-391" title="sloi" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/sloi.jpg" alt="" width="170" height="102" align="left" />In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita a 5.000 euro a mq, biblioteche mega-galattiche, giardini pensili tipo Babilonia, boulevard da sogno, forno crematorio – ops, questo no) e tante “magnifiche sorti e progressive” (Giacomo Leopardi,  La ginestra) dell’umanità trentina che ivi dimorerà, con la miseria ed il degrado che caratterizzano l’ex SLOI.</p>
<p>Da mesi, parecchie decine di persone “invisibili”, donne e uomini, abitano quegli spazi spettrali e carichi di lutti. Hanno occupato l’ex casa degli impiegati (ex anche loro, purtroppo, perché deceduti prematuramente, come tanti iscritti al medesimo libro paga) e vi stendono i panni (lavati con l’acqua che si procurano a taniche presso qualche esercizio vicino o le fontane della città), e vi accendono candele nel buio e fuochi nel freddo dell’inverno. Il piazzale interno – che s’ intravede perché ormai il portone metallico rimane sempre aperto – è una discarica di rifiuti, in cui è probabile che scorazzino topi e ratti.</p>
<p><span id="more-389"></span>La scorsa settimana, qualcosa deve essere andato storto ed il fuoco ha invaso i locali, perché le tapparelle – solitamente abbassate per non dare troppo nell’occhio – sono state alzate ad angolo retto per far uscire la densa coltre nera che, però, ha tappezzato i muri. Passando di là si sente l’odore acre di ciò che viene bruciato: non solo legno di imballaggi recuperati qua e là, ma anche rami di acacie cresciute all’interno dell’area industriale e con probabili concentrazioni di veleni assorbiti dal terreno, oltre a materiali plastici.<br />
Queste persone si sono “procurate” carrelli di supermercato (per rendere meno faticosi i trasporti pesanti), alcune bici (per velocizzare gli spostamenti) ed ispezionano regolarmente i bidoni della spazzatura posti lungo via Maccani e via Lavisotto, per cercare di trarvi qualcosa da vestire e da mangiare.<br />
Al mattino del giovedì (giorno di mercato) salgono a gruppi sull’autobus che porta in città, per andare a mendicare, suscitando lo sdegno di molti passeggeri, perché “puzzano” (e non può essere diversamente, dato che non dispongono di bagni e docce), non pagano il biglietto e qualche volta molestano le ragazze.<br />
Si può immaginare che là, dentro l’ex SLOI, ci siano risse per accaparrarsi i posti migliori, che le donne subiscano violenza, che qualcuno si ammali e forse anche muoia: chi se n’ accorge?<br />
Dire che “vivono da cani” è usare un eufemismo, che fa torto alla lingua italiana; in realtà, gli animali del vicino canile sono meglio seguiti, custoditi, accuditi.<br />
Chi preferisce lasciare le cose come stanno (in primis il Comune, le istituzioni, i cittadini) giustifica la propria inerzia con una parola tanto di moda: tolleranza; in realtà si tratta di connubio tra ipocrisia ed indifferenza.<br />
Come possono coesistere, all’interno della stessa comunità cosiddetta civile, forme di schizofrenia così eclatanti? Da una parte abbiamo un Comune che spende oltre 100.000 euro l’anno per togliere gli avanzi di cicche dal prezioso pavimento del centro storico; appena poco distante troviamo cumuli d’immondizia.<br />
Da una parte abbiamo un’Azienda sanitaria che fa incetta di vaccini contro il fantasma dell’influenza suina (vaccini acquistati con soldi pubblici e che rimarranno inutilizzati); dall’altra, persone che non hanno accesso ai minimi standard d’igiene.<br />
Da una parte abbiamo potenti apparati provinciali e comunali, che insistono a promuovere un Trentino ed una città dal diffuso benessere e con un’alta qualità della vita, sempre suffragati da sondaggi che loro stessi commissionano; dall’altra, persone di cui s’ignora persino l’esistenza.</p>
<p>Forse, qualche provocazione è utile per svegliarsi dal torpore ed indignarsi quel che basta.</p>
<ul>
<li>L’Agenzia delle entrate potrebbe fare irruzione alla ex SLOI, assegnare a tutti coloro che vi risiedono un bel codice fiscale (come si fa per ogni cittadino, anche neonato), renderli edotti del debito pubblico che grava sulla loro testa ed iscriverli immediatamente nelle liste degli evasori totali;</li>
<li>La facoltà di Sociologia potrebbe tenervi un seminario di statistica e far partecipare tutte quelle persone ai prossimi sondaggi;</li>
<li>Il professor Tubino della facoltà di Ingegneria (ndr: incaricato dal Comune di Trento di compiere “ben” 6 rilevazioni tra Terlago e Lavis prima dell’entrata in funzione dell’inceneritore), invece, potrebbe misurare il grado di tossicità dei fumi di cui sopra ed usare i risultati per dimostrare inequivocabilmente che dal camino di Ischia Podetti uscirà aria pulita;</li>
<li>La Trentino Trasporti potrebbe emettere abbonamenti annuali per gli abitanti SLOI, chiedendo un contributo al Comune che, allo scopo, già anticipa (attingendo alla solita cassa di Pantalone) 70 euro annuali per ogni suo dipendente;</li>
<li>I Sindacati, ancora sconvolti – dopo 30 anni – dalla chiusura dello stabilimento (ed ora la storia si ripete con le Acciaierie Valsugana), potrebbero fare le tessere ai nuovi frequentatori dello stesso, con disponibilità a compilare per loro (gratis) le dichiarazioni ICEF;</li>
<li>Il Castello del Buonconsiglio, dopo la fortunatissima mostra sugli Egizi, potrebbe organizzarne una dal titolo “Ghetto mai visto”, con percorso tra rottami, pantegane, mura cadenti e con personaggi in carne ed ossa;</li>
<li>La Commissione per le Pari Opportunità potrebbe discutere in loco un (dis)ordine del giorno con il tema: “Donne dagli occhi blu: botte,  o fascinoso cosmetico orientale?”;</li>
<li>L’architetto Gregotti, per superare in popolarità il suo collega-rivale Piano (che, diciamola tutta, si è preso la parte migliore), potrebbe proporre al sindaco di Trento di utilizzare le “torri” commissionategli sull’area SLOI, come alloggi popolari ITEA, sulla falsariga di quanto ha già combinato a Palermo (quartiere Zen) ed andando così ad incrementare il già cospicuo patrimonio edilizio che l’Istituto vanta in via Maccani;</li>
<li>Il Comune potrebbe utilizzare la sua sala Bingo per ospitarvi gli abitanti SLOI nelle notti più gelide, illustrando loro i vantaggi di un gioco costruttivo e pieno di opportunità come la tombola;</li>
<li>Il vice presidente PAT ed assessore all’ambiente Pacher, invece di andare a Roma a ritirare l’imbarazzante ed immeritato premio “Un bosco per Kyoto, per la riduzione delle emissioni nocive”, potrebbe mandare tutti i dipendenti dell’APPA in ferie e, aiutato dagli studenti dell’ITI (prima che la famigerata riforma scolastica D &amp; D sopprima le ore di laboratorio), fare delle analisi accurate sui terreni inquinati della SLOI: imparerebbe a distinguere i pico- dai nano-grammi, le grandezze matematiche (1000 volte di più non è equivalente a 20 volte di meno: vedere le sue dichiarazioni rispetto alle emissioni delle Acciaierie Valsugana) ed il significato delle concentrazioni di elementi tossici, magari in sinergia tra loro.</li>
</ul>
<p>Insomma, le innumerevoli, benemerite istituzioni di cui la nostra civiltà dispone, potrebbero veramente fare molto per la SLOI, creando contemporaneamente un circolo virtuoso tra: emersione dall’illegalità – ritorno di immagine per il Trentino – business.<br />
Ma resta il fatto che l’intera vicenda del recupero di quell’area, e degli interessi che vi sottostanno, puzza terribilmente: puzza persino di più dell’aria ammorbata che vi si respira, del terreno e dei poveri diavoli che vi abitano.</p>
<p>Maria Giovanna Conci<br />
fonte: A Nord Di Trento</p>
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		<title>Democrazia dal basso o in basso?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 08:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 27 ottobre, presso la sede di piazzale Groff, si è riunito il Consiglio Circoscrizionale di Gardolo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, era prevista la discussione, con conseguente votazione, di alcune mozioni, presentate dalle minoranze, contrarie alla realizzazione dell’inceneritore ad Ischia Podetti; si tratta di mozioni che, in altre Circoscrizioni (Bondone, Santa Chiara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-386" title="burattini" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/burattini.jpg" alt="burattini" width="170" height="241" align="left" />Martedì 27 ottobre, presso la sede di piazzale Groff, si è riunito il Consiglio Circoscrizionale di Gardolo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, era prevista la discussione, con conseguente votazione, di alcune mozioni, presentate dalle minoranze, contrarie alla realizzazione dell’inceneritore ad Ischia Podetti; si tratta di mozioni che, in altre Circoscrizioni (Bondone, Santa Chiara San Giuseppe, Meano, ecc), sono state approvate a maggioranza o addirittura all’unanimità.</p>
<p>Nelle bacheche preposte, almeno a Roncafort, gli avvisi della convocazione del Consiglio Circoscrizionale non erano esposti, pertanto i cittadini non ne erano informati: forse questo è uno dei motivi per cui il pubblico era ridotto a poche persone, nonostante l’argomento stia a cuore a molti.<br />
<span id="more-385"></span>Dopo aver ascoltato la  discussione dei primi punti all’ordine del giorno, che – in sintesi – riguardavano l’utilizzo residuo dei fondi messi a disposizione dal Comune per l’esercizio 2009 (cifre modeste, investite in altrettanto modeste iniziative, come ad esempio il corso di spada medievale), si è passati al ben più scottante tema del programmato inceneritore ad Ischia Podetti. Come detto, la minoranza si è fatta portavoce di tre distinte mozioni, tutte molto critiche sull’impianto e sulle connesse politiche dei rifiuti e pienamente condivisibili da qualsiasi persona di buon senso. Bisogna pur dire che la mozione presentata dalla Lega (si tratta di tre ragazzi molto giovani, ma questa – beninteso – non è una colpa), sebbene ricca di rimandi storici e tecnici, era esageratamente lunga e chi l’ha letta non era in grado di farlo con la dovuta padronanza; ciò non toglie che, dall’altra parte, ci si sarebbe aspettati un atteggiamento di ascolto e di attenzione. Invece qualcuno dei consiglieri ciondolava la testa in segno di compatimento, qualcuna continuava a ridere (o, meglio, a deridere), qualcuno usciva dalla sala per molto tempo, in totale mancanza di rispetto.</p>
<p>In premessa, il più anziano rappresentante della coalizione di minoranza aveva invitato i presenti a votare secondo la propria testa e non secondo gli ordini impartiti dai rispettivi partiti. La risposta dell’alleanza PD UPT e PATT, invece, era già bell’e confezionata in  cinque pagine e consisteva in un compatto voto contrario alle proposte di moratoria o rinvio del progetto di realizzazione del termovalorizzatore (insistono a chiamarlo così!).</p>
<p>E’ doveroso segnalare che, fra il pubblico, erano presenti alcuni consiglieri circoscrizionali della passata legislatura, uno dei quali è ora assessore in Comune a Trento: dava la netta impressione di essere venuto a riscuotere (in termini di fedeltà di voto) quanto aveva speso per coloro che lo hanno rimpiazzato, accomunati a lui sui santini e sui depliant della recente campagna elettorale. Un signore del pubblico, disgustato anche lui dall’indecente spettacolo, si chiedeva amareggiato cosa fosse venuto a vedere ed ascoltare e se ne è andato via anzitempo. Una ragazza del pubblico era così avvilita che, qualche giorno più tardi, ha espresso il suo disappunto in  una lettera pubblicata  su un quotidiano locale.</p>
<p>E’ stato poi stupefacente sentire chi motivava il proprio voto contrario con le solite giustificazioni: a nessuno piace l’inceneritore, ma  se ne discute da troppi anni, qualcosa bisogna pur fare, è meno inquinante delle automobili ed altre corbellerie del genere. Per non dire delle singolari premesse e richieste indirizzate a Sindaco e Giunta, contenute nella dichiarazione di voto contrario e in particolare:</p>
<p>la certezza che (cito le testuali parole)“tutti i valori di emissione al camino richiesti al gestore privato sono ben al di sotto dei valori dettati dalla normativa vigente” (ma di quali sostanze si parla? Forse delle oltre 250 sostanze tossico nocive riscontrate nelle combustioni ad elevate temperature?);</p>
<p>la distribuzione di tutte le scorie residuanti dall’incenerimento &#8211; anche quelle del comune di Trento, che già sopporta l’impianto &#8211; alle altre municipalità  (ignorando che la Provincia ha già annunciato che  tutte le discariche esistenti dovranno essere chiuse);</p>
<p>la previsione di una politica tariffaria diversificata che tenga conto delle fasce più deboli della popolazione (ignorando che la legge comunitaria prevede che chi più inquina, più paga, indipendentemente dal reddito o – per la nostra amministrazione locale &#8211; dalla dichiarazione ICEF);</p>
<p>la non convenienza a costruire un nuovo ponte sull’Adige per farvi confluire il traffico da e verso l’ipotizzato impianto (dimenticando di  comprendere, nei flussi di traffico citati, quelli relativi a mezzi, materie e maestranze necessari per la costruzione della struttura);</p>
<p>la valutazione positiva sul camino in roccia con uscita in località Doss a Terlago (evidentemente ignorando che trattasi di zona protetta).</p>
<p>Si può essere d’accordo o meno  sulla costruzione dell’inceneritore, ma non si può rinunciare alla propria coscienza e sottomettersi alle direttive di partito, per di più arrampicandosi sugli specchi per cercare di giustificarsi. Non si può criticare la politica nazionale di un  certo colore e poi comportarsi nella stessa, identica maniera. Non si può usare la Circoscrizione come serbatoio di candidati per le prossime elezioni comunali o come casa di riposo per quelli trombati nelle ultime.</p>
<p>Se la Circoscrizione rappresenta l’anello di congiunzione tra i cittadini ed il Comune, è ora che qualcuno si chieda come mai quella catena non ha tenuto. Essa dovrebbe essere il luogo privilegiato per esercitare la  democrazia dal basso, ed invece si va a fare i soldatini obbedienti. Ci si preoccupa che gli interventi avvengano in osservanza formale al regolamento, si redige un verbale che non leggerà nessuno (forse nemmeno il giornalista – non presente in sala – che farà un resoconto sul quotidiano), ma manca un dibattito franco, libero da condizionamenti: ci si auto-censura.</p>
<p>Sembra di capire che alcuni consiglieri facciano pesare il loro ruolo nei confronti di cittadini ed associazioni, ergendosi a dispensatori di  contributi e manifestazioni che, senza il loro intervento, non avrebbero potuto realizzarsi; in realtà si tratta di iniziative limitate, spesso poco originali,  delle quali non c’è proprio tutto questo bisogno  (castagnate, balletti al parco, merende, feste del tasta, magna, bevi, ecc.: panem et circenses, come dicevano i latini) e adatte più che altro a tenersi buono l’elettorato.</p>
<p>A qualcuno l’esperienza in Circoscrizione può servire per riempire un curriculum, soprattutto se  intende intraprendere una carriera politica (“ha dedicato anni della sua vita al Consiglio Circoscrizionale”); qualcun altro &#8211; poiché i posti a sedere,  nelle poltrone che contano,  sono pochi &#8211; potrà utilizzarla solo per scrivere il proprio epitaffio.</p>
<p>Roncafort 19 novembre 2009</p>
<p>Maria Giovanna Conci</p>
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		<title>Campagna nazionale contro la privatizzazione dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la grande partecipazione alla nostra prima raccolta, il 29 novembre, in cui abbiamo raggiunto la cifra di 360 firme, il giorno 20 dicembre saremo di nuovo in piazza per raccogliere firme nell’ambito della “Campagna Salva l’Acqua”
Chiederemo al Consiglio Comunale di Trento e al Consiglio Provinciale, con una petizione popolare, di riconoscere l’acqua come un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/salvacqua.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="salvacqua" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/salvacqua.jpg" alt="salvacqua" width="170" height="227" align="left" /></a>Dopo la grande partecipazione alla nostra prima raccolta, il 29 novembre, in cui abbiamo raggiunto la cifra di 360 firme, il giorno 20 dicembre saremo di nuovo in piazza per raccogliere firme nell’ambito della “Campagna Salva l’Acqua”</p>
<p>Chiederemo al Consiglio Comunale di Trento e al Consiglio Provinciale, con una petizione popolare, di riconoscere l’acqua come un “Bene pubblico privo di rilevanza economica” e l’inserimento nei propri statuti del “Diritto umano all’acqua”.</p>
<p>L’appuntamento è Domenica 20 dicembre, dalle ore 10, in via Oss Mazzurana angolo via Oriola.</p>
<p>Associazione TrentoAttiva</p>
<p>http://www.trentoattiva.it/</p>
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		<title>Nanopolveri o nanocervelli?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 14:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(M)aria Fresca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Vita Trentina del 29 novembre 2009, pag.2, rubrica &#8220;al microfono di radio studio 7&#8243;.
Giancarlo Anderle, Agenzia per l&#8217;Ambiente, dopo l&#8217;avvio dei piani antismog con i blocchi al traffico: &#8220;(testuali parole) La qualità dell&#8217;aria negli ultimi anni è migliorata. Ora vanno ridotte le emissioni di stufe a legna:sono 40.000, ma troppo poche le domande per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-372" title="smog" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/smog.jpg" alt="smog" width="170" height="120" align="left" />Da Vita Trentina del 29 novembre 2009, pag.2, rubrica &#8220;al microfono di radio studio 7&#8243;.</p>
<p>Giancarlo Anderle, Agenzia per l&#8217;Ambiente, dopo l&#8217;avvio dei piani antismog con i blocchi al traffico: &#8220;(testuali parole) La qualità dell&#8217;aria negli ultimi anni è migliorata. Ora vanno ridotte le emissioni di stufe a legna:sono 40.000, ma troppo poche le domande per il contributo sui filtri&#8221;</p>
<p>Dalla stampa regionale della settimana successiva.<br />
Giancarlo Anderle è indagato dalla Procura per lo scandalo dell&#8217;inquinamento delle Acciaierie di Borgo.</p>
<p>L&#8217;APPA ci prende in giro, ed è meglio che i suoi dirigenti cambino mestiere, e possibilmente faccia altrettanto l&#8217;assessore all&#8217;ambiente.</p>
<p>E il problema sarebbero le stufe a legna: andate a dirlo agli abitanti della Valsugana!</p>
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		<title>Inceneritore costoso e pericoloso!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 16:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguo da alcuni anni il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;inceneritore di Trento. Come molti cittadini pratico la raccolta differenziata e vorrei proporre alcune considerazioni sulla scelta di incenerire i rifiuti.

L&#8217;inceneritore è un investimento sbagliato.
1a) Sono elevati i costi: di costruzione (110.000.000 di euro), per le infrastrutture previste quali il nuovo ponte sull&#8217;Adige (quanto?), la gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-257" title="inceneritore3.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/02/inceneritore3.jpg" alt="inceneritore3.jpg" width="170" height="116" align="left" />Seguo da alcuni anni il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;inceneritore di Trento. Come molti cittadini pratico la raccolta differenziata e vorrei proporre alcune considerazioni sulla scelta di incenerire i rifiuti.<br />
<strong><br />
L&#8217;inceneritore è un investimento sbagliato.<br />
1a) </strong>Sono elevati i costi: di costruzione (110.000.000 di euro), per le infrastrutture previste quali il nuovo ponte sull&#8217;Adige (quanto?), la gestione (11.330.000 euro/anno da tariffa), di smantellamento e bonifica (quanto?), per eventuali danni;<br />
<strong>1b)</strong> È un investimento senza prospettive: è previsto il suo smantellamento tra vent&#8217;anni per ritrovarci con gli stessi problemi di oggi maggiorati dal problema del recupero di una seconda Sloi;<br />
<strong>1c)</strong> Non risolve il problema dei rifiuti perché ne produce in quantità maggiore e più pericolosi con notevole e sicuro aumento dell&#8217;inquinamento.</p>
<p><span id="more-368"></span><strong>È una scelta priva di scientificità.<br />
2a)</strong> I dati riferiti ai rifiuti da trattare sono vecchi e non attendibili. Non si vuole aggiornare questi dati (per non essere smentiti?);<br />
<strong>2b)</strong> Non si tiene conto dell&#8217;andamento positivo della raccolta differenziata e dei valori raggiunti in questi ultimi anni, con percentuali ufficiali del 75-80% in comprensori come Alta Valsugana e Val di Fiemme;<br />
<strong>2c)</strong> Non si tiene conto che è già possibile una raccolta differenziata ancora più puntuale, con valori intorno al 90%, dimostrabili, pur nelle condizioni attuali. A questi livelli il calcolo di residuo domestico non riciclabile si attesterebbe su valori inferiori alle 10.000 tonnellate/anno su scala Trentino;<br />
<strong>2d)</strong> L&#8217;inceneritore viene presentato con leggerezza, come una qualsiasi opera ordinaria;<br />
<strong>2e)</strong> Non si tiene in debito conto la quantità dei rifiuti inquinanti prodotti dall&#8217;incenerimento. Le ceneri e le scorie residue (che anche Brescia esporta in Germania nelle miniere di salgemma) e l&#8217;anidride carbonica emessa in varie decine di milioni di mc/anno. Vengono ignorate le dichiarazioni allarmatissime degli scienziati in questo senso (riscaldamento globale) come se non valessero per Trento;<br />
<strong>2f)</strong> Non si tiene conto della possibilità, necessità, di recuperare materiali riutilizzabili per risparmiare materie prime ed energia. Non si tiene in nessuna considerazione la sperimentazione effettuata dall&#8217;imprenditrice Carla Poli, con risultati positivi, finalizzata al recupero anche del «secco non riciclabile». (l&#8217;Adige, 22 ottobre a pag. 22). <strong></strong></p>
<p><strong>È un investimento poco democratico.<br />
3a)</strong> Non sono tenuti in considerazione i molti cittadini e i molti comuni contrari, che temono per la salute e offrono controproposte positive, poiché credono e sono impegnati nella raccolta differenziata e che i materiali vadano recuperati anziché bruciati;<br />
<strong>3b)</strong> Per bocciare la richiesta di aggiornare il piano rifiuti si sono richiamati alla legge del partito i consiglieri che l&#8217;avrebbero invece appoggiata;<br />
<strong>3c)</strong> Vengono offerti «dibattiti» per coinvolgere i cittadini su una decisione già presa, immodificabile, promettendo un coinvolgimento sui controlli (costruzione, gestione, emissioni, smantellamento) con l&#8217;unico scopo di condividere le responsabilità e i danni;<br />
<strong>3d)</strong> È un investimento che vuole rallentare la raccolta differenziata e la presa di coscienza dei cittadini rispetto ai consumi, alla distribuzione e alla produzione;<br />
<strong>3e)</strong> È un investimento a vantaggio di pochi e dannoso per il Trentino.</p>
<p><strong>Non sono prese in considerazione tecnologie che prevedono il recupero dei materiali. </strong><br />
<strong>4a)</strong> Si perde l&#8217;occasione per avviare studi, con la possibilità di coinvolgere la facoltà di ingegneria ambientale, non solo per non avere discariche di rifiuti, ma addirittura per recuperare i materiali lavorando su quelle esistenti;<br />
<strong>4b)</strong> Si perde l&#8217;occasione per intervenire sulla produzione e sulla distribuzione, per migliorare gli imballaggi, produrne meno e soltanto di riciclabili;<br />
<strong>4c)</strong> Si perde l&#8217;occasione per educare i cittadini, attraverso la differenziata, a riconoscere ed apprezzare e valorizzare i materiali al posto del loro ignaro spreco;<br />
<strong>4d)</strong> Si perde l&#8217;occasione per dimostrare che il Trentino mette in pratica, e non solo sulla carta, i proclami a favore del territorio e dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Carlo Sevegnani</p>
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