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	<title>TRENTOinForma &#187; Società</title>
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	<description>la pulce nell'orecchio!</description>
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		<title>Democrazia dal basso o in basso?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 08:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 27 ottobre, presso la sede di piazzale Groff, si è riunito il Consiglio Circoscrizionale di Gardolo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, era prevista la discussione, con conseguente votazione, di alcune mozioni, presentate dalle minoranze, contrarie alla realizzazione dell’inceneritore ad Ischia Podetti; si tratta di mozioni che, in altre Circoscrizioni (Bondone, Santa Chiara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-386" title="burattini" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/burattini.jpg" alt="burattini" width="170" height="241" align="left" />Martedì 27 ottobre, presso la sede di piazzale Groff, si è riunito il Consiglio Circoscrizionale di Gardolo. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, era prevista la discussione, con conseguente votazione, di alcune mozioni, presentate dalle minoranze, contrarie alla realizzazione dell’inceneritore ad Ischia Podetti; si tratta di mozioni che, in altre Circoscrizioni (Bondone, Santa Chiara San Giuseppe, Meano, ecc), sono state approvate a maggioranza o addirittura all’unanimità.</p>
<p>Nelle bacheche preposte, almeno a Roncafort, gli avvisi della convocazione del Consiglio Circoscrizionale non erano esposti, pertanto i cittadini non ne erano informati: forse questo è uno dei motivi per cui il pubblico era ridotto a poche persone, nonostante l’argomento stia a cuore a molti.<br />
<span id="more-385"></span>Dopo aver ascoltato la  discussione dei primi punti all’ordine del giorno, che – in sintesi – riguardavano l’utilizzo residuo dei fondi messi a disposizione dal Comune per l’esercizio 2009 (cifre modeste, investite in altrettanto modeste iniziative, come ad esempio il corso di spada medievale), si è passati al ben più scottante tema del programmato inceneritore ad Ischia Podetti. Come detto, la minoranza si è fatta portavoce di tre distinte mozioni, tutte molto critiche sull’impianto e sulle connesse politiche dei rifiuti e pienamente condivisibili da qualsiasi persona di buon senso. Bisogna pur dire che la mozione presentata dalla Lega (si tratta di tre ragazzi molto giovani, ma questa – beninteso – non è una colpa), sebbene ricca di rimandi storici e tecnici, era esageratamente lunga e chi l’ha letta non era in grado di farlo con la dovuta padronanza; ciò non toglie che, dall’altra parte, ci si sarebbe aspettati un atteggiamento di ascolto e di attenzione. Invece qualcuno dei consiglieri ciondolava la testa in segno di compatimento, qualcuna continuava a ridere (o, meglio, a deridere), qualcuno usciva dalla sala per molto tempo, in totale mancanza di rispetto.</p>
<p>In premessa, il più anziano rappresentante della coalizione di minoranza aveva invitato i presenti a votare secondo la propria testa e non secondo gli ordini impartiti dai rispettivi partiti. La risposta dell’alleanza PD UPT e PATT, invece, era già bell’e confezionata in  cinque pagine e consisteva in un compatto voto contrario alle proposte di moratoria o rinvio del progetto di realizzazione del termovalorizzatore (insistono a chiamarlo così!).</p>
<p>E’ doveroso segnalare che, fra il pubblico, erano presenti alcuni consiglieri circoscrizionali della passata legislatura, uno dei quali è ora assessore in Comune a Trento: dava la netta impressione di essere venuto a riscuotere (in termini di fedeltà di voto) quanto aveva speso per coloro che lo hanno rimpiazzato, accomunati a lui sui santini e sui depliant della recente campagna elettorale. Un signore del pubblico, disgustato anche lui dall’indecente spettacolo, si chiedeva amareggiato cosa fosse venuto a vedere ed ascoltare e se ne è andato via anzitempo. Una ragazza del pubblico era così avvilita che, qualche giorno più tardi, ha espresso il suo disappunto in  una lettera pubblicata  su un quotidiano locale.</p>
<p>E’ stato poi stupefacente sentire chi motivava il proprio voto contrario con le solite giustificazioni: a nessuno piace l’inceneritore, ma  se ne discute da troppi anni, qualcosa bisogna pur fare, è meno inquinante delle automobili ed altre corbellerie del genere. Per non dire delle singolari premesse e richieste indirizzate a Sindaco e Giunta, contenute nella dichiarazione di voto contrario e in particolare:</p>
<p>la certezza che (cito le testuali parole)“tutti i valori di emissione al camino richiesti al gestore privato sono ben al di sotto dei valori dettati dalla normativa vigente” (ma di quali sostanze si parla? Forse delle oltre 250 sostanze tossico nocive riscontrate nelle combustioni ad elevate temperature?);</p>
<p>la distribuzione di tutte le scorie residuanti dall’incenerimento &#8211; anche quelle del comune di Trento, che già sopporta l’impianto &#8211; alle altre municipalità  (ignorando che la Provincia ha già annunciato che  tutte le discariche esistenti dovranno essere chiuse);</p>
<p>la previsione di una politica tariffaria diversificata che tenga conto delle fasce più deboli della popolazione (ignorando che la legge comunitaria prevede che chi più inquina, più paga, indipendentemente dal reddito o – per la nostra amministrazione locale &#8211; dalla dichiarazione ICEF);</p>
<p>la non convenienza a costruire un nuovo ponte sull’Adige per farvi confluire il traffico da e verso l’ipotizzato impianto (dimenticando di  comprendere, nei flussi di traffico citati, quelli relativi a mezzi, materie e maestranze necessari per la costruzione della struttura);</p>
<p>la valutazione positiva sul camino in roccia con uscita in località Doss a Terlago (evidentemente ignorando che trattasi di zona protetta).</p>
<p>Si può essere d’accordo o meno  sulla costruzione dell’inceneritore, ma non si può rinunciare alla propria coscienza e sottomettersi alle direttive di partito, per di più arrampicandosi sugli specchi per cercare di giustificarsi. Non si può criticare la politica nazionale di un  certo colore e poi comportarsi nella stessa, identica maniera. Non si può usare la Circoscrizione come serbatoio di candidati per le prossime elezioni comunali o come casa di riposo per quelli trombati nelle ultime.</p>
<p>Se la Circoscrizione rappresenta l’anello di congiunzione tra i cittadini ed il Comune, è ora che qualcuno si chieda come mai quella catena non ha tenuto. Essa dovrebbe essere il luogo privilegiato per esercitare la  democrazia dal basso, ed invece si va a fare i soldatini obbedienti. Ci si preoccupa che gli interventi avvengano in osservanza formale al regolamento, si redige un verbale che non leggerà nessuno (forse nemmeno il giornalista – non presente in sala – che farà un resoconto sul quotidiano), ma manca un dibattito franco, libero da condizionamenti: ci si auto-censura.</p>
<p>Sembra di capire che alcuni consiglieri facciano pesare il loro ruolo nei confronti di cittadini ed associazioni, ergendosi a dispensatori di  contributi e manifestazioni che, senza il loro intervento, non avrebbero potuto realizzarsi; in realtà si tratta di iniziative limitate, spesso poco originali,  delle quali non c’è proprio tutto questo bisogno  (castagnate, balletti al parco, merende, feste del tasta, magna, bevi, ecc.: panem et circenses, come dicevano i latini) e adatte più che altro a tenersi buono l’elettorato.</p>
<p>A qualcuno l’esperienza in Circoscrizione può servire per riempire un curriculum, soprattutto se  intende intraprendere una carriera politica (“ha dedicato anni della sua vita al Consiglio Circoscrizionale”); qualcun altro &#8211; poiché i posti a sedere,  nelle poltrone che contano,  sono pochi &#8211; potrà utilizzarla solo per scrivere il proprio epitaffio.</p>
<p>Roncafort 19 novembre 2009</p>
<p>Maria Giovanna Conci</p>
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		<title>A San Martino vince la cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-362" title="rileggo" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/rileggo.jpg" alt="rileggo" width="170" height="117" align="left" />All’affermazione “San Martino sta per morire” noi rispondiamo che a San Martino, invece, ci sono giovani che hanno tanta voglia di fare e di muoversi per far rinascere l’anima di questo splendido quartiere in seno alla cultura. Proprio la scorsa settima a Rileggo, Libri e Dischi sono accorse un centinaio di persone per ammirare la mostra d’arte di Flavio Palermo ospitata sul vano scale di una delle case ottocentesche del quartiere. I giovani di San Martino quindi rispondono a porte e finestre murate aprendo i portoni alla cultura!<br />
<span id="more-360"></span></p>
<p>(Trento, 20 ottobre 2009) Con 090909 è nata a San Martino una nuova realtà culturale che si propone di unire diverse realtà sotto uno stesso tetto per promuovere a 360° eventi d’interesse comune tra giovani e meno giovani. Uno studio di architettura, un fotografo e un designer,una scuola di teatro e una libreria dell’usato si danno man forte per dare vita ad equilibri espressivi tra le varie attività. Dalla prossima settimana aprirà a San Martino un vecchio magazzino di giocattoli rimesso a nuovo con un tocco di originalità e competenza architettonica con installazioni adatte a ospitare vari tipi di performance. L’idea è di dare uno spazio ad artisti, scrittori, teatranti, pittori per mettere in mostra quello che sanno fare, dando spazio a tutti senza porre limiti.</p>
<p>Nel frattempo a Rileggo, Libri e Dischi usati, grazie al grande successo ottenuto la settimana scorsa, continua fino a sabato 24 ottobre, la mostra di Flavio Palermo, 40 anni, nato a Trento, architetto di professione con il capriccio e la necessità di esternare le proprie emozioni attraverso la pittura. Come dice delle sue tele lo steso artista, si tratta di campiture di colore, pennellate veloci e istintive, linee imperfette, spazi che si dilatano, pertugi e orizzonti.</p>
<p>Apparentemente quadri senza chiavi di lettura, senza immagini nascoste, senza un motivo concreto, senza un tema preciso, senza titolo, un omaggio a Mark Rodkho, artista americano degli anni &#8216;60, con un&#8217;anima profonda che suscitano nell&#8217;osservatore emozioni contrastanti, basta lasciarsi trasportare dalle onde di colore e dalle linee perturbanti.</p>
<p>Giovedì 22 ottobre alle ore 21.00, con lo sfondo della mostra di Palermo, Barbara Summa presenta a Rileggo il suo libro “Statale 17. Storie minime transumanti”.</p>
<p>Statale 17 è un libro divertente che racconta della popolazione montanara di quei paesi che si stendono lungo il tracciato del Tratturo Magno, la Statale 17 che dà il titolo al libro. È un libro che secondo stessa ammissione dell’autrice è servito a lei come sfogo all’impotenza provata nei giorni e nei mesi successivi al terremoto. È un modo complesso, allegro e personale di ricostruire un mondo e la gente che lo abita, sperando di rivederlo presto come era e, perché no, anche meglio.</p>
<p>Barbara Summa è abruzzese, ma anche olandese. È blogger ma anche traduttrice. È mamma ma anche attrice. Nella vita Barbara Summa è traduttrice e giornalista, membro della fondazione culturale “Quelli di Astaroth” con sede ad Amsterdam, conduce programmi radiofonici presso Radio Onda Italiana.</p>
<p>Orario apertura mostra: giovedì e venerdì dalle 18.00 alle 22.30 – sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00</p>
<p>Tutte le informazioni su Rileggo: http://www.rileggo.it/</p>
<p>Cristina Pucher</p>
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		<title>Grazie SOSAT</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 12:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Pederiva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Vostu venir, Ninetta?  vostu venire con me? Vostu venire in Merica, a travagliare con me ?&#8221;
Così è arrivato l&#8217;invito del coro trentino della SOSAT, improvviso, inaspettato, sorprendente. Ma questa volta non si è trattato di emigrazione, non si è trattato di addii, commiati e dolorose separazioni. L&#8217;America del coro trentino è stata una vibrante emozione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-325" title="sosat" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/06/sosat.jpg" alt="sosat" width="170" height="100" align="left" />&#8220;Vostu venir, Ninetta?  vostu venire con me? Vostu venire in Merica, a travagliare con me ?&#8221;</em></p>
<p>Così è arrivato l&#8217;invito del coro trentino della SOSAT, improvviso, inaspettato, sorprendente. Ma questa volta non si è trattato di emigrazione, non si è trattato di addii, commiati e dolorose separazioni. L&#8217;America del coro trentino è stata una vibrante emozione, è stata commozione, un arcobaleno di voci e anime. È un mondo di colori, sfumature di note e melodie, di incontri ed intrecci di energie, anime e suoni. Questo è la SOSAT dell&#8217;ultimo tour negli Stati Uniti e in Messico.</p>
<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/grazie_sosat.pdf">Clicca qui per scaricare l&#8217;articolo completo in PDF</a></p>
<p>Sara Pederiva</p>
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		<title>Vacanze con &#8220;I VIAGGI DI ATLANTIDE&#8221;, no grazie MAI PIU’ !!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 14:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo quattro amici di Trento: Bruno, Laura, Claudio e Eda. Abbiamo deciso di fare una vacanza a Zanzibar dal 14 al 22 febbraio e ci siamo quindi rivolti ad un&#8217;agenzia viaggi di Trento (Viaggi del Sogno) che rappresenta il Tour Operator &#8220;I VIAGGI DI ATLANTIDE&#8221;.
L&#8217;agenzia ci consiglia l&#8217;Hotel Gemma dell&#8217;Est e ci esalta tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-306" title="zanzibar" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/03/zanzibar.jpg" alt="zanzibar" width="170" height="101" align="left" />Siamo quattro amici di Trento: Bruno, Laura, Claudio e Eda. Abbiamo deciso di fare una vacanza a Zanzibar dal 14 al 22 febbraio e ci siamo quindi rivolti ad un&#8217;agenzia viaggi di Trento (Viaggi del Sogno) che rappresenta il Tour Operator &#8220;I VIAGGI DI ATLANTIDE&#8221;.<br />
L&#8217;agenzia ci consiglia l&#8217;Hotel Gemma dell&#8217;Est e ci esalta tutte le qualità sia dell&#8217;hotel che del posto.<br />
L&#8217;hotel è infatti un vero 5*, si trova nel posto migliore dell&#8217;isola dove la bassa marea non si nota, la spiaggia è privata e offre quello che nessun altro Hotel a  Zanzibar può offrire e questo corrisponde al vero come ci hanno confermato tanto amici e conoscenti quanto nostre ricerche in internet dove dove le recensioni sono tutte positive.<br />
Il prezzo (scontato) propostoci è di 2.330 € a persona e quindi un po&#8217; caro rispetto a tutte le offerte che si trovano in internet che offrono hotel a 4*.<br />
Decidiamo quindi di acquistare il pacchetto che ci viene proposto.<span id="more-307"></span><br />
Qualche giorno prima della partenza veniamo informati che l&#8217;albergo da noi prenotato (Gemma dell&#8217;Est) non ha disponibili le camere (??) e che qualora se ne fossero liberate saremmo stati informati e trasferiti al Gemma dell&#8217;Est. Ci viene quindi consigliato l&#8217;Hotel Neptune che è un 5* della stessa società (PlanoHotel) che ci viene descritto come hotel dalle stesse caratteristiche del Gemma dell&#8217;Est, nelle sue vicinanze ed inoltre ci viene concesso uno sconto di ben 50 € a persona (!!).<br />
Non avendo alternativa dato che avevamo già confermato i voli abbiamo accettato l&#8217;hotel Neptune sperando fino all&#8217;ultimo di essere trasferiti il prima possibile al Gemma dell&#8217;Est.<br />
Arriviamo finalmente all&#8217;Hotel Neptune, che riteniamo un ottimo 4* (come definito da altri operator TUI, Trivago ecc.) dove l&#8217;accoglienza è ottima e tutto è di prima qualità (personale, pulizia, cibo ecc.) ma purtroppo non del tipo di qualità e servizio offerti dal Gemma dell&#8217;Est (che avevamo regolarmente prenotato e pagato!) ed inoltre la bassa marea trasforma il bellissimo mare di Zanzibar in una pozzanghera estesa per ca. 1 Km.<br />
Parlando con altri italiani che si trovavano al Neptune nello stesso periodo,  scopriamo poi che i prezzi della vacanza da loro pagati con altri Tour Operator  (stesso aereo, stessi giorni, prenotati da 10gg a 20gg prima come noi) si aggirano intorno a 1.200€ a persona (addiritura due ragazzi di Mantova prenotando 50gg prima hanno pagato 900 Euro compreso assicurazione ecc). Soltanto una coppia (di siciliani) aveva pagato circa 1850€  a testa ma loro avevano volato in  Business Class.<br />
Siamo rapidamente diventati lo zimbello del villaggio e tutti scherzosamente ci prendevano in giro per avere pagato il doppio per la stessa vacanza. Abbiamo quindi smesso di chiedere dato che il &#8220;giochetto&#8221; del Tour operator per incassare ben 4.000 € extra ci era ormai chiaro.<br />
Perché questo? Forse perchè siamo trentini e normalmente stiamo zitti quando prendiamo le fregature?<br />
Altri Tour Operator hanno a listino questi due Hotel con una differenza di prezzo a persona che varia da 500€ a 700€ e non 50€ a persona come inventatosi da Atlantide.<br />
L&#8217;Hotel Neptune era mezzo vuoto così come pure l&#8217;aereo all&#8217;andata e dobbiamo quindi ringraziare l&#8217;organizzazione &#8220;I VIAGGI DI ATLANTIDE&#8221; che ci ha permesso di fare una buona vacanza facendoci anche risparmiare ben 50€ a testa&#8230;.<br />
Il nostro messaggio è: guardatevi bene dal tour operator &#8220;I VIAGGI DI ATLANTIDE&#8221;&#8230;..ce ne sono sicuramente di migliori (anche più onesti?) da scegliere<br />
Buone ferie a tutti.<br />
Bruno &amp; Laura e Claudio &amp; Eda</p>
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		<title>Elezioni primarie e cittadini secondari</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 07:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si sono moltiplicati gli appelli di consiglieri comunali e provinciali per promuovere i loro candidati alle primarie del PD. In verità gli appelli sono quasi tutti a favore di Andreatta e &#8211; in misura minore &#8211; di Bortolotti. Con l&#8217;aiuto del giornale, poi, il tifo è chiaramente a favore del primo, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-304" title="elezioni" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/02/elezioni.jpg" alt="elezioni" width="170" height="128" align="left" />In questi giorni si sono moltiplicati gli appelli di consiglieri comunali e provinciali per promuovere i loro candidati alle primarie del PD. In verità gli appelli sono quasi tutti a favore di Andreatta e &#8211; in misura minore &#8211; di Bortolotti. Con l&#8217;aiuto del giornale, poi, il tifo è chiaramente a favore del primo, i cui errori compiuti in qualità di assessore all&#8217;urbanistica vengono eufemisticamente definiti &#8220;ingenuità&#8221;.<br />
Ma che primarie sono? Che bisogno c&#8217;è, da parte di questi promotori, di indirizzare il voto del popolo PD? Si tratta forse di cittadini bisognosi di idee, incapaci di giudicare da soli la levatura dei quattro candidati?<br />
Sono rimasta stupita a leggere i commenti di Nardelli, Civico e De Torre, che sembrano fatti con la tecnica del &#8220;copia-incolla&#8221;: chi glieli ha dettati, il &#8220;Veltroni de noantri&#8221;? Tutti e tre proclamano che Trento è ai primi posti nelle classifiche per qualità della vita: non sanno in base a quali criteri vengono stilate queste graduatorie? Ma dove vivono? Evidentemente nel salotto buono della città, oppure in qualche sobborgo dove il padrino politico di turno ha ottenuto che fossero realizzati tutti i servizi degni di una comunità. <span id="more-297"></span>Senza dover risalire agli anni &#8216;70, una qualche responsabilità del degrado urbano per cui molta gente si trova a vivere in &#8220;non luoghi&#8221; &#8211; come li definisce Nardelli &#8211; ce l&#8217;ha proprio l&#8217;amministrazione uscente, il trio Dellai, Pacher, Andreatta. Mai,  come in questi ultimi anni, c&#8217;è stato l&#8217;assalto al territorio ed il Comune ha preferito concedere licenze ai costruttori (in massima parte speculatori edilizi) in cambio di oneri di urbanizzazione, utilizzati &#8211; si badi bene &#8211; non per il miglioramento dei servizi nei quartieri sorti secondo lo stile &#8220;nuove banlieau&#8221;, ma sempre a favore dei soliti fortunati: per fare un esempio, nessuno può negare la differenza tra Povo e Roncafort.<br />
Sono cittadina di Trento da più di 50 anni e devo dire che la qualità della vita, anziché essere migliorata, è peggiorata. Non parliamo di traffico, inquinamento, degrado ambientale e sociale, che già di per sé sarebbero sufficienti a pretendere un esame di coscienza collettivo: parliamo delle relazioni umane e di quanto l&#8217;amministrazione comunale ha fatto per mortificarle.<br />
A Roncafort avevamo una piazza, il luogo d&#8217;incontro privilegiato: è stata sostituita da una &#8220;rotatoria&#8221;, nonostante il parere contrario della popolazione; il cavalcavia adiacente, dalle pendenze che scoraggiano anche i ciclisti volenterosi,  fortemente voluto dal Comune al posto di un meno impattante sottopasso (che sarebbe costato di più, è vero, ma con oneri a carico delle Ferrovie dello Stato), ci ha completamente &#8220;tagliati fuori&#8221; da Gardolo, da cui dipendiamo sia come Circoscrizione, sia per altri sevizi essenziali come poste, farmacia, ecc.<br />
A Roncafort abbiamo avuto uno sviluppo edilizio selvaggio, dove  &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; il rapporto case ITEA / edilizia privata è altissimo, con tutti i problemi di integrazione che ne conseguono e a cui non è corrisposto nessun aumento di servizi. Ricordo che il signor Andreatta, in una pubblica assemblea indetta per protestare contro lo scempio delle nuove case ITEA in via Polo, ci disse testualmente: &#8220;se volete i servizi, dovete prendervi anche le case ITEA&#8221;! Quando eravamo poche centinaia di abitanti, potevamo contare su due negozi di alimentari e generi misti, una macelleria, un panificio, un negozio di frutta e verdura, cartoleria, un bar-tabacchino ed un autobus per la città ogni 15 minuti; ora che siamo migliaia, abbiamo un bar, un tabacchino, una banca, un parco-giochi,  un negozio del pane aperto part-time ed un autobus ogni 14 o 16 o 36 minuti (dipende dalle fasce orarie). Una qualche responsabilità dell&#8217;amministrazione c&#8217;è stata, nel favorire la grande distribuzione a discapito dei piccoli esercizi che tenevano viva la comunità&#8230;. Le istanze firmate da centinaia di cittadini per avere un servizio di trasporto pubblico più idoneo non sono state  prese in considerazione, forse nemmeno lette. La scuola materna l&#8217;abbiamo avuta non per gentile concessione del Comune, ma per merito della benefattrice svedese Margit Levinson, che ce la donò in seguito all&#8217;alluvione del &#8216;66: pochi anni or sono è stata completamente ristrutturata ed ampliata, poiché non era più sufficiente ad accogliere tutti i bambini residenti sul territorio. E qui forse il Comune s&#8217;è speso più del dovuto, almeno per ciò che riguarda l&#8217;illuminazione esterna: decine e decine di inutili lampioni!<br />
Avevamo il campo d&#8217;aviazione, luogo privilegiato per il gioco dei bambini: ora c&#8217;è la zona interportuale, tutta cemento e costruzioni avveniristiche, nessuna delle quali progettata secondo i dettami dell&#8217;edilizia sostenibile o a risparmio energetico (es. la sede di Trentino Trasporti).<br />
Apprendiamo dal primo cittadino che è sua intenzione introdurre l&#8217;obbligo, per i costruttori, di riservare in ogni nuovo palazzo una superficie destinata a cortile: fuori tempo massimo! Le aree edificabili sono state  tutte occupate e fino a oggi, con una semplice DIA, sono stati trasformati dei garages o dei depositi di materiale in abitazioni, bontà sua.<br />
Si parla da anni di una farmacia, di un mercatino di ambulanti almeno un giorno alla settimana, ma la zona a ciò designata è transennata ed invasa dalle erbacce dell&#8217;adiacente area ITEA, dove sarà costruito un altro &#8220;bel&#8221; palazzo. L&#8217;ADSL? Roba per ricchi! Una pista ciclabile in via Maccani? Non è possibile, ci sono dei problemi insormontabili.<br />
Non parliamo della vicina bomba ecologica SLOI, dove vivono &#8211; in condizioni peggiori di animali abbandonati &#8211; persone &#8220;invisibili&#8221;, esattamente come all&#8217;ex Italcementi: il Comune finge di non saperlo, salvo quando avviene una stupro o qualcosa che disturba questo &#8220;quieto vivere&#8221; trentino.<br />
Forse, più che cercare una linea di continuità con l&#8217;amministrazione attuale, occorre cambiare e questo è impossibile se i protagonisti che si candidano per la  trasformazione sono quelli che finora  hanno governato. Forse non sono sufficienti né il pragmatismo, né l&#8217;Andreatta-pensiero. Speriamo, da qui a maggio, di conoscere altri candidati  (Donata Borgonovo Re sarebbe stata uno di questi) per il governo della città: qualcuno che la ami tutta, dal ponte di San Lazzaro ad Acquaviva e che si impegni per ristabilire la rete di relazioni umane, base indispensabile per vincere la reale classifica di un alto tenore di vita.</p>
<p>Maria Giovanna Conci</p>
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		<title>Elezioni provinciali 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 15:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(M)aria Fresca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa costosa, estenuante, prolungata campagna elettorale, si è capito che le compagini in campo, più che puntare sulle proprie idee per amministrare il futuro Trentino, si accontentano di approfittare delle debolezze degli avversari per metterli in ridicolo e guadagnare qualche voto in più, quel che basta per andare al potere. Confidano nella tipica amnesia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/11/schede.jpg' alt='schede.jpg' align='left'/>In questa costosa, estenuante, prolungata campagna elettorale, si è capito che le compagini in campo, più che puntare sulle proprie idee per amministrare il futuro Trentino, si accontentano di approfittare delle debolezze degli avversari per metterli in ridicolo e guadagnare qualche voto in più, quel che basta per andare al potere. Confidano nella tipica amnesia che coglie i cittadini in periodo pre-elettorale, disorientati come sono da sondaggi e proclami sul sesso degli angeli.<br />
Assistiamo a battibecchi tra i vari candidati presidenti fondati più su questioni formali che di merito (come l’”ineleganza” o l’”inopportunità” di certe affermazioni, i toni “beceri” e “minacciosi”, e via dicendo).<br />
Democrazia partecipata? Macchè! Nessuno di loro rinuncia a quei poteri esagerati che la squadra uscente ha deciso di assegnare al governatore, in nome di una presunta maggiore governabilità.<br />
<span id="more-285"></span>I programmi sono vaghi ed addomesticabili: uno, addirittura, termina con l’auspicio che la nostra Provincia ottenga sempre la tripla A dalle agenzie di rating internazionali (le stesse, per intenderci, che hanno garantito fino al giorno prima la solvibilità dei colossi americani falliti all’improvviso).<br />
In nessun ambito vengono elencati progetti precisi con cifre ed obiettivi controllabili, oppure soluzioni ai problemi improntate ad un uso oculato e trasparente del denaro pubblico.<br />
Molti voti vengono dirottati da uno schieramento all’altro, non per le capacità o la superiorità morale di quest’ ultimo, ma con la percezione che si tratti del meno peggio.<br />
Tutto questo entusiasmo per le due super-formazioni io non lo noto: chissà chi intervistano per i sondaggi che ci hanno propinato a ritmo settimanale. Parlando con altri elettori, avverto un comune, profondo senso di nausea e di frustrazione. Si desidera un cambiamento: com’è possibile, se gli attori sono sempre gli stessi da anni a questa parte? Vecchi – non necessariamente all’anagrafe – con idee vecchie, senza la saggezza dei vecchi.<br />
Coloro che si propongono per la moralizzazione (dopo che sono venute a galla le malefatte in salsa nostrana), sono gli stessi che hanno colpevolmente taciuto durante il declino, o che vi hanno partecipato attivamente, o che “non si sono accorti di nulla, ma staranno più attenti la prossima volta”.<br />
Da cittadina del capoluogo, poi, mi domando come sia possibile che il signor Pacher rappresenti la novità in quello che, si dice, sarà il partito di maggioranza relativa. Durante la sua carica di sindaco ha letteralmente consegnato la città in mano agli speculatori edilizi (datele un’occhiata dall’alto); non ha risolto, ma anzi aggravato i problemi del traffico e dell’inquinamento (i 35 giorni annui di sforamento dei limiti imposti dall’Europa per le polveri sottili sono ampiamente superati e Trento è all’ottavo posto in Italia ed al dodicesimo in Europa nella triste classifica dell’inquinamento); ha favorito la grande distribuzione a scapito dei piccoli esercizi commerciali (con domeniche d’oro replicate a iosa e nessun controllo sugli affitti praticati in centro storico), che hanno chiuso a centinaia, lasciando il posto a banche ed agenzie immobiliari (chiuderanno anche queste); non ha opposto nessuna resistenza alle decisioni imposte dalla Provincia (una per tutte, la vergognosa vicenda dell’inceneritore: ricordate quando il 7 settembre 2001 firmò in segreto i patti con ASM, senza che nessuno ne sapesse nulla fino all’anno successivo?). Si scandalizza per le dichiarazioni della Lega di schierare i soldati nelle città, ma lui prepara una caserma da 1600 posti. Si rammarica per il costo del rinvio di queste elezioni provinciali, ma lui lascia il suo posto di sindaco (dopo aver spergiurato che avrebbe concluso il mandato)  anzitempo, costringendoci a dispendiose elezioni anticipate. Ritiene di lasciare una città che “si vuole più bene”: forse perché l’ha dotata di sala Bingo, oppure perché ha fatto prosperare i mercatini di Natale e le feste del “tasta, magna e bevi”? Dice di andarsene in lacrime: ne ha ben donde!<br />
Un granello di malizia fa pensare che lasci il Comune, per il quale gli è preclusa un’ulteriore candidatura, per sistemarsi altri cinque anni in Provincia.<br />
Mio padre ha trascorso sette anni della sua vita tra naja, guerra e prigionia, per colpa di un dittatore &#8211;  da qualcuno ora rievocato come grande statista &#8211; che aveva trascinato l’Italia in un baratro; quando tornò trovò i genitori morti e l’unico fratello caduto, ventenne, sul fronte albanese: non credo che questi sacrifici siano stati fatti per permettermi di andare a votare con la maschera antigas. A furia di turarsi il naso, la gente soffoca. Non voglio votare i meno peggio, ma i migliori: dove sono? Non dubito che nelle varie liste ci siano anche persone degne, oneste, di buona volontà: ma quanto contano, e che fine faranno? Avranno il coraggio di opporsi al nostro”piccolo dittatore”?</p>
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		<title>A proposito di ICEF&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 06:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Pederiva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa, in un&#8217;importante Cassa Rurale della città, ho assistito sbigottita alle istruzioni impartite da un impiegato ad un cliente, su come &#8220;addomesticare&#8221; la dichiarazione di disponibilità finanziarie a fine anno richiesta ai fini ICEF. Consiglio  numero 1: chiedere espressamente alla banca di certificare le disponibilità finanziarie al 31 dicembre su un solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa, in un&#8217;importante Cassa Rurale della città, ho assistito sbigottita alle istruzioni impartite da un impiegato ad un cliente, su come &#8220;addomesticare&#8221; la dichiarazione di disponibilità finanziarie a fine anno richiesta ai fini ICEF. Consiglio  numero 1: chiedere espressamente alla banca di certificare le disponibilità finanziarie al 31 dicembre su un solo conto tra quelli posseduti (ad es. quello utilizzato per l&#8217;accredito di stipendio/pensione e addebito di utenze) tralasciando altri, magari cointestati con familiari e/o i libretti di risparmio. Consiglio numero 2: negli ultimi giorni dell&#8217;anno prelevare tutta o quasi la disponibilità dal (dai) c/c e farsi rilasciare per il controvalore un assegno circolare, da riversare nei primi giorni dell&#8217;anno nuovo: in questo modo il saldo al 31 dicembre appare nullo o quasi.<br />
Al di là della scarsa deontologia professionale dimostrata dall&#8217;impiegato di banca (che ha pure ribadito più volte che la cosa è &#8220;normale&#8221; e che la fanno tutti), mi chiedo se chi ha ideato il metodo ICEF (se non ricordo male il professor Cerea dell&#8217;Università di Trento), i sindacati e CAF che fanno da mediatori,  e gli enti pubblici che lo richiedono per l&#8217;erogazione di servizi (es. Trentino Trasporti per l&#8217;abbonamento al trasporto pubblico; ITEA per l&#8217;assegnazione di alloggi e calcolo degli affitti; Ateneo di Trento per le tasse universitarie; PAT per sovvenzioni varie, dalle mense scolastiche all&#8217;erogazione dei contributi per il riscaldamento, alle borse di studio per giovani atleti, ecc.) sono proprio soddisfatti di questa &#8220;creatura&#8221; o se ritengono che vada sostituita con mezzi più idonei a certificare il reddito delle famiglie. Tutti sanno, infatti, che i controlli per quanto riguarda le dichiarazioni degli istituti di credito sono pressoché impossibili, poiché essi sono tenuti al segreto bancario, a meno di richieste provenienti dagli uffici giudiziari o finanziari dello Stato.<br />
Nel metodo di elaborazione dell&#8217;ICEF c&#8217;è poi da chiedersi se sia giusto che lo stesso reddito, già tassato alla fonte, venga considerato due volte (la prima dal mod. 730, la seconda dalla dichiarazione di disponibilità finanziarie) solo perché risparmiato anziché speso.<br />
Mi piacerebbe che i candidati alle prossime elezioni provinciali si esprimessero su questa procedura, da cui dipendono molti investimenti di denaro pubblico. Ma mi piacerebbe ancor di più che i miei conterranei (che si vantano di essere onesti e laboriosi) non ricorressero a dichiarazioni &#8220;taroccate&#8221; per aver accesso alle agevolazioni pubbliche: chissà, forse in mezzo a tanti politici ed imprenditori corrotti e corruttori, fatte le debite proporzioni, pure loro si sentono &#8220;sereni&#8221; e &#8220;tranquilli&#8221; e con la coscienza a posto. Che tristezza!</p>
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		<title>Al mercato&#8230;Stamattina!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 13:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 12 Giugno  Giovedì ore 12 ,10 circa
sono appena tornato a casa dal mercato dove ho comprato della verdura e poco altro, quando un assembramento di persone davanti al Duomo 20mt attirava la mia attenzione: una persona che al telefono imprecava pregando di far presto ad una ambulanza che la teneva all&#8217;apparecchio facendo perdere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/06/ambulanze2.jpg" title="ambulanze2.jpg" alt="ambulanze2.jpg" align="left" />Oggi, 12 Giugno  Giovedì ore 12 ,10 circa<br />
sono appena tornato a casa dal mercato dove ho comprato della verdura e poco altro, quando un assembramento di persone davanti al Duomo 20mt attirava la mia attenzione: una persona che al telefono imprecava pregando di far presto ad una ambulanza che la teneva all&#8217;apparecchio facendo perdere a lei e agli astanti che si preoccupavano di dare i primi soccorsi ad un uomo, anziano che stava visibilmente male.<br />
L&#8217;uomo è stato fatto sedere su una sedia del bar di fronte, ma non si riprendeva.<br />
Un filo di sangue compariva sul lato sinistro della bocca del signore che continuava a strabuzzare gli occhi e a rantolare.<br />
Altre persone si univano e cercavano ognuna col proprio cellulare a chiamare il 113,  vigili urbani,  114 e altro: invano eppure è giovedì e c&#8217;è mercato e dovrebbero esserci vigili, poliziotti di quartiere ecc., dall&#8217;atro capo del telefono la persona interpellata continuava a fare domande inutili e chiedere con precisione dove fosse il moribondo.<br />
Arrivato a casa, in lacrime, ho raccontato ai miei l&#8217;accaduto e ho telefonato dal telefono di casa al 113: Mi sono qualificato con cognome e nome e numero di telefono urlando che io non avevo niente da nascondere e che per me la privacy e le intercettazione non erano importanti davanti a qualcuno che stava morendo! Ho chiesto dove erano i vigili, i poliziotti di quartiere, quelle belle persone in uniforme della festa dell&#8217;Arma, &#8230;poi sono scoppiato a piangere mentre, nel frattempo mia moglie mi dava da bere e mi diceva di calmarmi.</p>
<p>Chi sono i responsabili e dove sono?<br />
Il Sindaco è responsabile in primis dell&#8217;ordine pubblico&#8230;<br />
Può darmi una risposta?</p>
<p>E&#8217; ora di cambiare! &#8230;e fare piazza pulita di tutti questi politici di professione!</p>
<p>Di questi dipendenti pubblici inetti che non sono mai dove dovrebbero essere!</p>
<p>La Lega ha preso una montagna di voti&#8230;ma se delude &#8230;durerà il tempo di una &#8230;.ega!</p>
<p>Ho perso altri 50 minuti per trovare un sito mail a cui inviare questo mio scritto:<br />
e&#8230; ancora non lo trovo!</p>
<p>Nessun sito dove scrivere: polizia, comune, vigili!</p>
<p>Alla faccia dell&#8217;efficienza  della città o provincia dove tutto funziona!!!!</p>
<p>Nessun sito!!!!</p>
<p>Neanche il sito di Beppe Grillo funziona&#8230;</p>
<p>A chi &#8230;.lo mando adesso?</p>
<p>Vincenzo Iorio</p>
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		<title>OMOFOBIA IN TRENTINO: l&#8217;ennesimo caso di ignoranza o espressione di un razzismo dilagante?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 07:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 31 maggio 2008 si è tenuta la ormai classica festa universitaria di Mesiano, moltissimi sono stati i giovani partecipanti e, per il primo anno, ho deciso anch&#8217;io di prendere parte a quest&#8217;iniziativa.
Il pomeriggio ho assistito al concerto di un gruppo esibitosi sul palco centrale: lo speaker per incitare la folla a scatenarsi grida al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/06/omofobia.jpg" title="omofobia.jpg" alt="omofobia.jpg" align="left" />Il 31 maggio 2008 si è tenuta la ormai classica festa universitaria di Mesiano, moltissimi sono stati i giovani partecipanti e, per il primo anno, ho deciso anch&#8217;io di prendere parte a quest&#8217;iniziativa.<br />
Il pomeriggio ho assistito al concerto di un gruppo esibitosi sul palco centrale: lo speaker per incitare la folla a scatenarsi grida al microfono: &#8221; chi non salta è frocioooo &#8221; e subito sale dentro di me una rabbia che cade subito in dispiacere. Perché? perché non rido come lui?<br />
Perchè sono un ragazzo gay che studia ingegneria ed ero lì alla festa con il mio ragazzo ed altri amici gay.<br />
Nel sentire la frase ci siamo guardati negli occhi: era inevitabile non leggere l&#8217;amarezza per lo slogan utilizzato e pensare a quanto sia radicato il luogo comune di deridere e offendere chi appartiene ad un&#8217;altra sfera sessuale.<br />
Subito per compensare lo sconforto e l&#8217;imbarazzo, quasi automaticamente dico con un&#8217;amara ironia &#8220;guardiamo chi non salta&#8221;, accennando un sorriso. Dentro però la delusione era grande.<br />
E pensare che solo pochi giorni fa c&#8217;è stata la giornata mondiale contro l&#8217;omofobia che ovviamente i media non menzionano.<br />
La gente non sa che il 10% della popolazione è omosessuale e se ne frega, probabilmente pensando agli omosessuali come delle persone perverse a causa degli stereotipi che ogni giorno ci vengono inculcati.<br />
Perchè il cantante non ha detto: &#8220;chi non salta è un ebreo&#8221; oppure &#8221; chi non salta è un negro&#8221; ?<br />
No quello non si può più dire (per fortuna), allora meglio continuare con i froci.<br />
Il nostro bel Trentino, sempre avanti ad altre regioni in termini di leggi, infrastrutture e altro, purtroppo è razzista.</p>
<p>Anonimo</p>
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		<title>Chiesa e Italia: ristagno di un moralismo sterile</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 06:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[La Chiesa di Ratzinger sta, negli ultimi anni, esacerbando le sue posizioni per cercare di sopravvivere al terzo millennio ponendosi come custode di precisi valori morali.
Tuttavia io ravviso in questo orientamento integralista due vizi principali:
il primo: la Chiesa trascura che negli ultimi 50 anni il mondo e la società hanno subito un cambiamento radicale: le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/12/chiesa.jpg" title="chiesa.jpg" alt="chiesa.jpg" align="left" />La Chiesa di Ratzinger sta, negli ultimi anni, esacerbando le sue posizioni per cercare di sopravvivere al terzo millennio ponendosi come custode di precisi valori morali.<br />
Tuttavia io ravviso in questo orientamento integralista due vizi principali:<br />
il primo: la Chiesa trascura che negli ultimi 50 anni il mondo e la società hanno subito un cambiamento radicale: le nuove frontiere della scienza come le biotecnologie e le relative questioni etiche, la globalizzazione della società, l&#8217;aumento vertiginoso della popolazione, le nuove culture multirazziali, i problemi ambientali e la fame nel mondo sono questioni che impongono una riflessione e che sicuramente incidono sulla mentalità e il pensiero di ogni uomo. Come è possibile, quindi, continuare ad assumere posizioni di rigido conservatorismo davanti a questi sconvolgimenti? <span id="more-246"></span> Con questo non voglio sostenere che la dottrina cristiana dovrebbe essere &#8220;relativizzata&#8221; (termine così caro al pontefice) penso solo che sarebbe opportuno cercare delle soluzioni che si pongano realmente l&#8217;obiettivo di rispettare ed amare il prossimo (vera essenza del messaggio cristiano) anziché condannarlo come sta facendo la Chiesa vietando di ricorrere all&#8217;eutanasia in situazioni al limite del disumano o negando l&#8217;utilizzo dei contraccettivi in società dilaniate dalla fame e dalle malattie oppure discriminando e perseguitando coloro che compiono scelte diverse dai principi cristiano-cattolici (es. ingerenze della Chiesa in tema di unioni civili). In sostanza, fingendo di vivere ancora nel Medioevo o peggio, ai tempi di Cristo, la Chiesa rischia di fare la fine dei dinosauri estinguendosi al mutare delle ere (la crisi delle vocazioni e le esigue presenze alle celebrazioni eucaristiche ne sono un indice molto eloquente).<br />
Il secondo vizio di questa condotta ecclesiastica sta nel porre l&#8217;Italia come destinatario privilegiato delle proprie invettive: perché la Chiesa, vessillo del mondo cristiano cattolico, pastore di oltre un miliardo di anime in tutto il globo si accanisce con il nostro piccolo stato soprattutto su questioni laiche come questa dell&#8217;obiezione di coscienza per i farmacisti o quella sui DICO? In Europa siamo gli ultimi in tema di diritti civili soprattutto a causa delle ingerenze cattoliche. Perché proprio a noi questo grave fardello? Forse ci considera ancora il suo piccolo stato-feudo? Oppure perché l&#8217;Italia ha una particolare vocazione al moralismo sterile e bigotto? Probabilmente è così e la manifestazione del family-day ne è un esempio eclatante: in tanti sono scesi in piazza per sostenere la famiglia tradizionale ma tra queste persone vi erano molti conviventi e divorziati (soprattutto politici). Allora, italiani, un minimo di coerenza! Le statistiche parlano chiaro: in Italia il 50% dei matrimoni si concludono nel divorzio entro i primi anni, la stragrande maggioranza dei divorziati ha originato una seconda famiglia, le cosiddette famiglie allargate, ma allora perché andare a manifestare a sostegno di principi che nella vita concreta non sono stati perseguiti? Questa si chiama ipocrisia, superficie che nasconde una diversa realtà. Ecco perchè ci vuole coerenza e soprattutto buon senso! Questo manca alla Chiesa e agli Italiani del nuovo millennio. Se invece di insistere sull&#8217;ideologia, su come &#8220;vorremmo&#8221; che andassero le cose ci sforzassimo di osservarle e di migliorarle nella loro complessità reale avremmo già fatto un grande passo avanti verso un cristianesimo più umano e meno di facciata.</p>
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