I cip6, truffe semantiche.
“Cip”, non è un il canto di un canarino ma una sigla che, come molte altre, hanno orami perso di significato.
Dietro queste sigle e parole ci sono cambiamenti epocali: benzina bianca, gasolio pulito, nucleare sicuro …
Truffe semantiche. Cambi una parola e cambi un mondo. E allora cominci a capire che vivi in un incantesimo.
La legge cip6 del ‘92 fu presentata come una legge innovativa. Prima di presentarla ecco però l’incantesimo: finanziamenti per energie rinnovabili “e assimilate”!
Deviando cosi circa 35 miliardi di euro a favore delle solite industrie pretrolifere.
Altra truffa semantica è la legge Bersani sulle biomasse. Bio-masse, materiale organiaco! … ma prima di presentare la legge, qualcuno – si pensa Bersani – ha aggiunto “e inorganico”. Ora si può bruciare di tutto!
La nostra battaglia è sacrosanta. Se non ci opponiamo finiamo per finanziare con i nostri soldi invece della qualità della vita, i tumori che avranno i nostri nipoti tra vent’anni!
Un abbraccio a tutti. Sono con voi!
Beppe Grillo
info su http://ambientefuturo.interfree.it
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M@x, 24 settembre 2007 in Ambiente
Non sono uno scienziato, quindi non so se – in tema di ambiente e inquinamento – abbiano ragione i catastrofisti o i minimizzatori. So però quattro cose: 1. camminando per via Rosmini o piazza Venezia, c’è un puzzo insopportabile di «fumo»; 2. dalla cima dei monti che circondano Trento, la città appare coperta da una cappa a volte rossastra e a volte grigia; 3. Trento è una città chiusa tra le montagne; 4. uno dei mezzi migliori per suicidarsi, a quanto ne so, è accendere un’automobile in un luogo chiuso. E respirare a fondo. Detto questo, a me quello che inquieta è che non vedo nessuna prospettiva di cambiamento, nessun progetto di miglioramento. Ci dicessero, per esempio, che in dieci anni il traffico privato in via Degasperi sarà dimezzato; che i camion sulla A22, tra cinque anni, dovranno essere 5.000 anzichè 10.000 al giorno; che aumenterà del 30% il traffico ferroviario per le merci; che tra sei anni tutti gli autobus funzineranno a metano, a biodiesel, ad aria compressa o a polenta di Storo; che tutte le nuove abitazioni dovranno essere fornite di pannelli solari…. Insomma, sarebbe bello se ci dicessero che si sta facendo qualcosa per migliorare una situazione che non sarà catastrofica ma che ai miei polmoni e al mio cervello non pare delle migliori. A che serve una ciclabile in via Brennero se chi la percorre è come se pedalasse in una camera a gas?
Federico Petri
M@x, 17 settembre 2007 in Ambiente
Nel pieno della pausa estiva si rispolvera la questione rifiuti-inceneritore. Malgrado a Trento il «porta a porta» sia appena partito, si ripropongono le vecchie percentuali di raccolta differenziata, ancora effettuata tramite la vecchia raccolta «multiutente». Come se fosse diventato il solo metro di valutazione, assieme a quelli, contrapposti, sui non immediati reperimenti di finanze e appetiti legati alla rinviatissima realizzazione dell’inceneritore. È il riproposto conflitto di interessi e convenienze; come se da un lato le buone e migliorabili pratiche gestionali fossero costrette a stentare, mentre per quelle rigide degli investitori si programmano le più remunerative scadenze dei bandi. Un ristretto panorama se si guarda a come si affronta sommessamente, invece, la cruciale e omessa questione sanitaria. Non è una novità che il «Piano provinciale di tutela della qualità dell’aria» dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, di cui alla delibera della giunta provinciale del 4 maggio scorso, sia stato spedito alla chetichella ai comuni trentini. Difficile prevedere sostanziali osservazioni, da parte di sindaci e comuni, a quelle 1.200 pagine. Come se l’aria non fosse un «bene comune» e, in attesa dell’imminente ripresa dei ripetuti sforamenti da Pm10 e inferiori, la sua «gestione» debba rimanere una formalità, ancor più tale aggiungendovi i carichi inquinanti di un inceneritore. Articolo completo »
M@x, 24 agosto 2007 in Ambiente
In Trentino l’acqua del rubinetto è la migliore d’Italia ma nonostante questo molti trentini comprano acqua in bottiglia.
Forse ciò è dovuto agli svariati spot pubblicitari che tentano di persuaderci che l’acqua in bottiglia sia più controllata e ricca di sostanze oligominerali… tuttavia recenti analisi comparate dimostrano chiaramente che a Trento l’acqua del rubinetto è migliore della maggior parte delle acque in commercio.
Quindi, oltre a non essere la migliore, l’acqua in bottiglia incide anche sulle nostre tasche direttamente, quando la acquistiamo, e indirettamente, sotto forma di rifiuti da smaltire (senza considerare il danno ambientale).
A questo punto una domanda sorge spontanea:
Tu bevi l'acqua del rubinetto?
- Si, da sempre (81%, 48 Voti)
- No, il sapore è sgradevole (10%, 6 Voti)
- No, non mi fido (7%, 4 Voti)
- No, ma ora lo farò (2%, 1 Voti)
Totale votanti: 59

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M@x, 31 luglio 2007 in Ambiente
L’acqua di rubinetto bevuta dai trentini, secondo Legambiente, è tra le migliori in Italia. Trentino Servizi, che gestisce il servizio idrico a Trento, Rovereto e in un’altra ventina di comuni trentini per un totale di circa 178.000 abitanti, è andato oltre. Ha sviluppato un’analisi comparativa sui principali parametri di giudizio della qualità tra l’acqua di Trento e alcune delle principali e più note marche di acqua minerale in bottiglia circolanti in Italia. Risultato: dal rubinetto del capoluogo esce fuori un’acqua «oligominerale» ampiamente competitiva con le minerali vendute dai più grandi gruppi nazionali e internazionali. Al costo di molto meno di un centesimo di euro al litro. Per il confronto è stata utilizzata l’acqua del Campo pozzi Trento nord, a Spini di Gardolo, da cui arriva il 55% dell’acqua utilizzata in città. Articolo completo »
M@x, 30 luglio 2007 in Ambiente
Il dottor Cristofolini si impegna giustamente contro il cancro da fumo e altrettanto giustamente viene ascoltato. Ci sono voluti molti anni per giungere alla conclusione che il fumo è la causa di molti malanni per la nostra salute e ci sono volute molte morti e chissà quante altre ce ne saranno. Ora, finalmente, e ripeto giustamente, il fumo viene vietato ovunque nonostante le proteste. Tutti sanno che la medicina migliore è la prevenzione. Ma le cause dell’insorgenza del cancro possono essere anche altre. Tra queste, quelle provocate da un inceneritore di rifiuti urbani che sono state ampiamente studiate, dimostrate e descritte da molti studiosi, e perciò la prevenzione è in questo caso possibile e doverosa. Si sa che diversi sistemi di gestione dei rifiuti esistono, anche se si tratta di un percorso più difficile di quello rappresentato dall’inceneritore. Sono stati spesi fiumi di parole per cercare di evitare una simile ipotesi di smaltimento, che è dannosa in modo particolare per gli abitanti di Trento, città che si trova incuneata fra le montagne, soggetta al fenomeno dell’inversione termica che farebbe ricadere le emissioni gassose (non dimenticando i «residui» solidi e liquidi) sulla città, e più lontano, e sui cittadini. Purtroppo gli effetti sarebbero evidenti solo nelle prossime generazioni quando sarebbe troppo tardi. L’Ordine dei medici di Trento, il cui compito e dovere principale è la tutela della salute dei cittadini, non ha saputo escludere che gli effetti negativi ci sarebbero, ma purtroppo non sa, o non può prendere posizione, e le risposte finora date sono state assai evasive e deludenti. Tra le più inverosimili ho sentito anche quella secondo cui non ci sarebbe da farsene un problema perché nella Valle dell’Adige aggiungere un altro «po’» d’inquinamento non peggiorerebbe granché quello già esistente, e in aumento, del traffico automobilistico. Penso che, anziché procedere verso il degrado del nostro ambiente e il peggioramento del nostro stato di salute, e visti i ritardi dell’iter del progetto dell’inceneritore di Ischia Podetti, abbiamo tutto il tempo e le possibilità per prevenire questo certo ulteriore danno, evitando questa scelta sbagliata e decisamente poco rispettosa della volontà dei cittadini.
Dottoressa Luisa Pontillo
M@x, 27 giugno 2007 in Ambiente
La soluzione del «problema rifiuti» per il Trentino, tramite un inceneritore a Ischia-Podetti, è sempre stata fonte di notevole perplessità. Anche se buona parte di tossicità e polveri sottili verranno intercettate da complicati e costosi filtri con elaborati lavaggi, non è che detti veleni scompariranno nel nulla od andranno a finire sulla Luna. Resteranno nell’ambiente che, prima o poi, li restituirà al mittente. E il 70% di peso del combusto (con filtri o senza filtri) verrà comunque scaricato in atmosfera sotto forma di gas-serra. Ma prima di disperdersi e raggiungere gli strati alti, lo smog avvolgerà ogni tanto la città e la valle. Questo aspetto è stato considerato poco dall’Amministrazione pubblica che, oltretutto, è in possesso dello Studio di impatto ambientale (v. cap. IV pag. 63) nel quale è previsto in zona un possibile impatto, nel punto massimo di media annua, da 5 a 10 volte maggiore di quello ordinario, che si avrebbe in un sito orograficamente più aperto o di pianura. Vale a dire che Ischia Podetti è la scelta adatta a moltiplicare i danni ad ambiente e salute. Articolo completo »
M@x, 1 giugno 2007 in Ambiente
Leggendo l’articolo di I.V. sul giornale di lunedì: “Vini a teatro, vuoti in piazza”, viene – persino a me che sono quasi astemia – un po’ di tristezza. Non solo per il fatto in sé, cioè per quella montagna di rifiuti abbandonati in piazza Cesare Battisti, ma anche per l’interpretazione che ne ha dato il responsabile della mostra dei vini per conto di Trentino Spa: una questione di immagine.
Sono state buttate bottiglie che contenevano ancora vino, al punto che s’era formata una grossa pozza appiccicaticcia accanto ai cassonetti che le contenevano; era vino di qualità, prodotto con sapienza e fatica, pubblicizzato con dispendio di denaro, imbottigliato, confezionato, imballato, commercializzato e trasportato con un bel consumo di energia e materiali e……è stato buttato! Articolo completo »
(M)aria Fresca, 24 maggio 2007 in Ambiente
Da due giorni, transitando su viale Verona, all’altezza del nuovo Centro dei servizi sanitari, si può notare lato collina il taglio di sette alberi di Celtis Australis, in dialetto «bagolari», i cui ceppi sono lì a dimostrare l’ennesimo scempio al patrimonio verde del Comune di Trento. Si trattava di alberi maturi, di oltre 20 anni, nel pieno vigore tipico di questa specie e perfettamente sani, come testimoniano ancora il legno bianchissimo dei capitozzi e gli altri alberi vicini che hanno avuto la ventura (per ora) di salvarsi dalle motoseghe.
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M@x, 3 aprile 2007 in Ambiente
Sono una ventunenne trentina, studentessa a Forlì, dove è in funzione – da parecchi anni -un inceneritore per rifiuti ed il cantiere per la costruzione di un secondo impianto lavora a pieno ritmo. Vivendo in casa con altre ragazze mie coetanee, ho l’occasione di constatare quotidianamente quanto la cultura-pratica della raccolta differenziata sia poco diffusa e conosciuta. Risulta molto difficile per le persone non abituate a differenziare i rifiuti cominciare a farlo da un giorno all’altro, soprattutto se adulte e con abitudini ormai consolidate, per cui è più semplice gettare la spugna e demandare agli inceneritori il compito di sbarazzarsi di ciò che chiamiamo rifiuto.
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Sara Pederiva, 20 marzo 2007 in Ambiente