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	<title>TRENTOinForma &#187; Ambiente</title>
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	<description>la pulce nell'orecchio!</description>
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		<title>L&#8217;Associazione Artigiani di Trento e l&#8217;inceneritore</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei pubblicare la mia risposta alla stizzita replica di Gianni Benedetti alla lettera di tre imprenditori (tra cui il sottoscritto) che ha fatto seguito ad un articolo sull&#8217;inceneritore apparso sul numero di novembre 2009 della rivista dell&#8217;associazione artigiani della provincia di Trento &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;.
Mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera in quanto si parla di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-228" title="inceneritore2.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2007/11/inceneritore2.jpg" alt="" width="210" height="142" align="left" />Vorrei pubblicare la mia risposta alla stizzita replica di Gianni Benedetti alla lettera di tre imprenditori (tra cui il sottoscritto) che ha fatto seguito ad un articolo sull&#8217;inceneritore apparso sul numero di novembre 2009 della rivista dell&#8217;associazione artigiani della provincia di Trento &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;.</p>
<p>Mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera in quanto si parla di un tema attuale ed estremamente importante per la salute dei cittadini, oltre a trattarsi di un punto di vista abbastanza diffuso tra i soci; il CDR (comitato di redazione) ha ritenuto che non era giusto &#8220;monopolizzare&#8221; l&#8217;edizione e pertanto, piuttosto di dare voce ai dissenzienti, ha confermato la posizione dell&#8217;associazione in favore dell&#8217;inceneritore.</p>
<p><strong>Riporto di seguito tutta la documentazione a riguardo.</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_1.pdf">l&#8217;articolo della rivista &#8220;l&#8217;Artigianato&#8221;</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_2.pdf">la lettera dei 3 imprenditori</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_3.pdf">la replica di G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_4.pdf">la mia risposta a G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/artigiani_6.pdf">come l&#8217;associazione ha preferito &#8220;chiudere&#8221; la questione</a></li>
</ul>
<p><strong>Altri documenti relativi alla questione</strong></p>
<ul>
<li><a href="../documenti/artigiani_5.pdf">la risposta di Nimby a G. Benedetti</a></li>
<li><a href="http://www.questotrentino.it/qt/?aid=11581">Artigiani: un direttore che “esterna” troppo</a> -  da QuestoTrentino</li>
</ul>
<p>Bruno Conci</p>
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		<title>Inceneritore, ricorso al TAR del Centro Riciclo Vedelago</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-397" title="riciclo" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/riciclo.jpg" alt="" width="160" height="155" align="left" />Il &#8220;Centro Riciclo Vedelago&#8221;, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell&#8217;inceneritore.<br />
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un certo fatturato, specifica che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori; Non prende in considerazione dunque alternative alla combustione dei rifiuti residui.<br />
Il sindaco di Trento, che fa orecchie da mercante, ha sempre manifestato perplessità sul sistema di Vedelago convinto che il residuo del centro riciclo vada a finire in un inceneritore, forse perchè si è sempre rifiutato di capire il reale ciclo dei rifiuti al centro Vedelago<br />
Il 5% di residuo non riciclabile che rimane, essendo inerte, viene invece trasferito all&#8217;impianto di produzione del granulato &#8220;sabbia sintetica&#8221;, ma potrebbe benissimo essere messo in discarica, al posto del 30% di ceneri tossiche che produrrebbe un inceneritore.</p>
<p>Ne vedremo delle belle!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decalogo per la SLOI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 10:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-391" title="sloi" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2010/02/sloi.jpg" alt="" width="170" height="102" align="left" />In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita a 5.000 euro a mq, biblioteche mega-galattiche, giardini pensili tipo Babilonia, boulevard da sogno, forno crematorio – ops, questo no) e tante “magnifiche sorti e progressive” (Giacomo Leopardi,  La ginestra) dell’umanità trentina che ivi dimorerà, con la miseria ed il degrado che caratterizzano l’ex SLOI.</p>
<p>Da mesi, parecchie decine di persone “invisibili”, donne e uomini, abitano quegli spazi spettrali e carichi di lutti. Hanno occupato l’ex casa degli impiegati (ex anche loro, purtroppo, perché deceduti prematuramente, come tanti iscritti al medesimo libro paga) e vi stendono i panni (lavati con l’acqua che si procurano a taniche presso qualche esercizio vicino o le fontane della città), e vi accendono candele nel buio e fuochi nel freddo dell’inverno. Il piazzale interno – che s’ intravede perché ormai il portone metallico rimane sempre aperto – è una discarica di rifiuti, in cui è probabile che scorazzino topi e ratti.</p>
<p><span id="more-389"></span>La scorsa settimana, qualcosa deve essere andato storto ed il fuoco ha invaso i locali, perché le tapparelle – solitamente abbassate per non dare troppo nell’occhio – sono state alzate ad angolo retto per far uscire la densa coltre nera che, però, ha tappezzato i muri. Passando di là si sente l’odore acre di ciò che viene bruciato: non solo legno di imballaggi recuperati qua e là, ma anche rami di acacie cresciute all’interno dell’area industriale e con probabili concentrazioni di veleni assorbiti dal terreno, oltre a materiali plastici.<br />
Queste persone si sono “procurate” carrelli di supermercato (per rendere meno faticosi i trasporti pesanti), alcune bici (per velocizzare gli spostamenti) ed ispezionano regolarmente i bidoni della spazzatura posti lungo via Maccani e via Lavisotto, per cercare di trarvi qualcosa da vestire e da mangiare.<br />
Al mattino del giovedì (giorno di mercato) salgono a gruppi sull’autobus che porta in città, per andare a mendicare, suscitando lo sdegno di molti passeggeri, perché “puzzano” (e non può essere diversamente, dato che non dispongono di bagni e docce), non pagano il biglietto e qualche volta molestano le ragazze.<br />
Si può immaginare che là, dentro l’ex SLOI, ci siano risse per accaparrarsi i posti migliori, che le donne subiscano violenza, che qualcuno si ammali e forse anche muoia: chi se n’ accorge?<br />
Dire che “vivono da cani” è usare un eufemismo, che fa torto alla lingua italiana; in realtà, gli animali del vicino canile sono meglio seguiti, custoditi, accuditi.<br />
Chi preferisce lasciare le cose come stanno (in primis il Comune, le istituzioni, i cittadini) giustifica la propria inerzia con una parola tanto di moda: tolleranza; in realtà si tratta di connubio tra ipocrisia ed indifferenza.<br />
Come possono coesistere, all’interno della stessa comunità cosiddetta civile, forme di schizofrenia così eclatanti? Da una parte abbiamo un Comune che spende oltre 100.000 euro l’anno per togliere gli avanzi di cicche dal prezioso pavimento del centro storico; appena poco distante troviamo cumuli d’immondizia.<br />
Da una parte abbiamo un’Azienda sanitaria che fa incetta di vaccini contro il fantasma dell’influenza suina (vaccini acquistati con soldi pubblici e che rimarranno inutilizzati); dall’altra, persone che non hanno accesso ai minimi standard d’igiene.<br />
Da una parte abbiamo potenti apparati provinciali e comunali, che insistono a promuovere un Trentino ed una città dal diffuso benessere e con un’alta qualità della vita, sempre suffragati da sondaggi che loro stessi commissionano; dall’altra, persone di cui s’ignora persino l’esistenza.</p>
<p>Forse, qualche provocazione è utile per svegliarsi dal torpore ed indignarsi quel che basta.</p>
<ul>
<li>L’Agenzia delle entrate potrebbe fare irruzione alla ex SLOI, assegnare a tutti coloro che vi risiedono un bel codice fiscale (come si fa per ogni cittadino, anche neonato), renderli edotti del debito pubblico che grava sulla loro testa ed iscriverli immediatamente nelle liste degli evasori totali;</li>
<li>La facoltà di Sociologia potrebbe tenervi un seminario di statistica e far partecipare tutte quelle persone ai prossimi sondaggi;</li>
<li>Il professor Tubino della facoltà di Ingegneria (ndr: incaricato dal Comune di Trento di compiere “ben” 6 rilevazioni tra Terlago e Lavis prima dell’entrata in funzione dell’inceneritore), invece, potrebbe misurare il grado di tossicità dei fumi di cui sopra ed usare i risultati per dimostrare inequivocabilmente che dal camino di Ischia Podetti uscirà aria pulita;</li>
<li>La Trentino Trasporti potrebbe emettere abbonamenti annuali per gli abitanti SLOI, chiedendo un contributo al Comune che, allo scopo, già anticipa (attingendo alla solita cassa di Pantalone) 70 euro annuali per ogni suo dipendente;</li>
<li>I Sindacati, ancora sconvolti – dopo 30 anni – dalla chiusura dello stabilimento (ed ora la storia si ripete con le Acciaierie Valsugana), potrebbero fare le tessere ai nuovi frequentatori dello stesso, con disponibilità a compilare per loro (gratis) le dichiarazioni ICEF;</li>
<li>Il Castello del Buonconsiglio, dopo la fortunatissima mostra sugli Egizi, potrebbe organizzarne una dal titolo “Ghetto mai visto”, con percorso tra rottami, pantegane, mura cadenti e con personaggi in carne ed ossa;</li>
<li>La Commissione per le Pari Opportunità potrebbe discutere in loco un (dis)ordine del giorno con il tema: “Donne dagli occhi blu: botte,  o fascinoso cosmetico orientale?”;</li>
<li>L’architetto Gregotti, per superare in popolarità il suo collega-rivale Piano (che, diciamola tutta, si è preso la parte migliore), potrebbe proporre al sindaco di Trento di utilizzare le “torri” commissionategli sull’area SLOI, come alloggi popolari ITEA, sulla falsariga di quanto ha già combinato a Palermo (quartiere Zen) ed andando così ad incrementare il già cospicuo patrimonio edilizio che l’Istituto vanta in via Maccani;</li>
<li>Il Comune potrebbe utilizzare la sua sala Bingo per ospitarvi gli abitanti SLOI nelle notti più gelide, illustrando loro i vantaggi di un gioco costruttivo e pieno di opportunità come la tombola;</li>
<li>Il vice presidente PAT ed assessore all’ambiente Pacher, invece di andare a Roma a ritirare l’imbarazzante ed immeritato premio “Un bosco per Kyoto, per la riduzione delle emissioni nocive”, potrebbe mandare tutti i dipendenti dell’APPA in ferie e, aiutato dagli studenti dell’ITI (prima che la famigerata riforma scolastica D &amp; D sopprima le ore di laboratorio), fare delle analisi accurate sui terreni inquinati della SLOI: imparerebbe a distinguere i pico- dai nano-grammi, le grandezze matematiche (1000 volte di più non è equivalente a 20 volte di meno: vedere le sue dichiarazioni rispetto alle emissioni delle Acciaierie Valsugana) ed il significato delle concentrazioni di elementi tossici, magari in sinergia tra loro.</li>
</ul>
<p>Insomma, le innumerevoli, benemerite istituzioni di cui la nostra civiltà dispone, potrebbero veramente fare molto per la SLOI, creando contemporaneamente un circolo virtuoso tra: emersione dall’illegalità – ritorno di immagine per il Trentino – business.<br />
Ma resta il fatto che l’intera vicenda del recupero di quell’area, e degli interessi che vi sottostanno, puzza terribilmente: puzza persino di più dell’aria ammorbata che vi si respira, del terreno e dei poveri diavoli che vi abitano.</p>
<p>Maria Giovanna Conci<br />
fonte: A Nord Di Trento</p>
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		<title>Campagna nazionale contro la privatizzazione dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la grande partecipazione alla nostra prima raccolta, il 29 novembre, in cui abbiamo raggiunto la cifra di 360 firme, il giorno 20 dicembre saremo di nuovo in piazza per raccogliere firme nell’ambito della “Campagna Salva l’Acqua”
Chiederemo al Consiglio Comunale di Trento e al Consiglio Provinciale, con una petizione popolare, di riconoscere l’acqua come un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/salvacqua.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="salvacqua" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/salvacqua.jpg" alt="salvacqua" width="170" height="227" align="left" /></a>Dopo la grande partecipazione alla nostra prima raccolta, il 29 novembre, in cui abbiamo raggiunto la cifra di 360 firme, il giorno 20 dicembre saremo di nuovo in piazza per raccogliere firme nell’ambito della “Campagna Salva l’Acqua”</p>
<p>Chiederemo al Consiglio Comunale di Trento e al Consiglio Provinciale, con una petizione popolare, di riconoscere l’acqua come un “Bene pubblico privo di rilevanza economica” e l’inserimento nei propri statuti del “Diritto umano all’acqua”.</p>
<p>L’appuntamento è Domenica 20 dicembre, dalle ore 10, in via Oss Mazzurana angolo via Oriola.</p>
<p>Associazione TrentoAttiva</p>
<p>http://www.trentoattiva.it/</p>
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		<title>Nanopolveri o nanocervelli?</title>
		<link>http://www.trentoinforma.com/ambiente/2009/1214_appa-e-assessore-allambiente-ci-prendono-in-giro/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 14:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>(M)aria Fresca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Vita Trentina del 29 novembre 2009, pag.2, rubrica &#8220;al microfono di radio studio 7&#8243;.
Giancarlo Anderle, Agenzia per l&#8217;Ambiente, dopo l&#8217;avvio dei piani antismog con i blocchi al traffico: &#8220;(testuali parole) La qualità dell&#8217;aria negli ultimi anni è migliorata. Ora vanno ridotte le emissioni di stufe a legna:sono 40.000, ma troppo poche le domande per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-372" title="smog" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/12/smog.jpg" alt="smog" width="170" height="120" align="left" />Da Vita Trentina del 29 novembre 2009, pag.2, rubrica &#8220;al microfono di radio studio 7&#8243;.</p>
<p>Giancarlo Anderle, Agenzia per l&#8217;Ambiente, dopo l&#8217;avvio dei piani antismog con i blocchi al traffico: &#8220;(testuali parole) La qualità dell&#8217;aria negli ultimi anni è migliorata. Ora vanno ridotte le emissioni di stufe a legna:sono 40.000, ma troppo poche le domande per il contributo sui filtri&#8221;</p>
<p>Dalla stampa regionale della settimana successiva.<br />
Giancarlo Anderle è indagato dalla Procura per lo scandalo dell&#8217;inquinamento delle Acciaierie di Borgo.</p>
<p>L&#8217;APPA ci prende in giro, ed è meglio che i suoi dirigenti cambino mestiere, e possibilmente faccia altrettanto l&#8217;assessore all&#8217;ambiente.</p>
<p>E il problema sarebbero le stufe a legna: andate a dirlo agli abitanti della Valsugana!</p>
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		<title>Inceneritore costoso e pericoloso!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 16:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguo da alcuni anni il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;inceneritore di Trento. Come molti cittadini pratico la raccolta differenziata e vorrei proporre alcune considerazioni sulla scelta di incenerire i rifiuti.

L&#8217;inceneritore è un investimento sbagliato.
1a) Sono elevati i costi: di costruzione (110.000.000 di euro), per le infrastrutture previste quali il nuovo ponte sull&#8217;Adige (quanto?), la gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-257" title="inceneritore3.jpg" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/02/inceneritore3.jpg" alt="inceneritore3.jpg" width="170" height="116" align="left" />Seguo da alcuni anni il dibattito sui rifiuti e sull&#8217;inceneritore di Trento. Come molti cittadini pratico la raccolta differenziata e vorrei proporre alcune considerazioni sulla scelta di incenerire i rifiuti.<br />
<strong><br />
L&#8217;inceneritore è un investimento sbagliato.<br />
1a) </strong>Sono elevati i costi: di costruzione (110.000.000 di euro), per le infrastrutture previste quali il nuovo ponte sull&#8217;Adige (quanto?), la gestione (11.330.000 euro/anno da tariffa), di smantellamento e bonifica (quanto?), per eventuali danni;<br />
<strong>1b)</strong> È un investimento senza prospettive: è previsto il suo smantellamento tra vent&#8217;anni per ritrovarci con gli stessi problemi di oggi maggiorati dal problema del recupero di una seconda Sloi;<br />
<strong>1c)</strong> Non risolve il problema dei rifiuti perché ne produce in quantità maggiore e più pericolosi con notevole e sicuro aumento dell&#8217;inquinamento.</p>
<p><span id="more-368"></span><strong>È una scelta priva di scientificità.<br />
2a)</strong> I dati riferiti ai rifiuti da trattare sono vecchi e non attendibili. Non si vuole aggiornare questi dati (per non essere smentiti?);<br />
<strong>2b)</strong> Non si tiene conto dell&#8217;andamento positivo della raccolta differenziata e dei valori raggiunti in questi ultimi anni, con percentuali ufficiali del 75-80% in comprensori come Alta Valsugana e Val di Fiemme;<br />
<strong>2c)</strong> Non si tiene conto che è già possibile una raccolta differenziata ancora più puntuale, con valori intorno al 90%, dimostrabili, pur nelle condizioni attuali. A questi livelli il calcolo di residuo domestico non riciclabile si attesterebbe su valori inferiori alle 10.000 tonnellate/anno su scala Trentino;<br />
<strong>2d)</strong> L&#8217;inceneritore viene presentato con leggerezza, come una qualsiasi opera ordinaria;<br />
<strong>2e)</strong> Non si tiene in debito conto la quantità dei rifiuti inquinanti prodotti dall&#8217;incenerimento. Le ceneri e le scorie residue (che anche Brescia esporta in Germania nelle miniere di salgemma) e l&#8217;anidride carbonica emessa in varie decine di milioni di mc/anno. Vengono ignorate le dichiarazioni allarmatissime degli scienziati in questo senso (riscaldamento globale) come se non valessero per Trento;<br />
<strong>2f)</strong> Non si tiene conto della possibilità, necessità, di recuperare materiali riutilizzabili per risparmiare materie prime ed energia. Non si tiene in nessuna considerazione la sperimentazione effettuata dall&#8217;imprenditrice Carla Poli, con risultati positivi, finalizzata al recupero anche del «secco non riciclabile». (l&#8217;Adige, 22 ottobre a pag. 22). <strong></strong></p>
<p><strong>È un investimento poco democratico.<br />
3a)</strong> Non sono tenuti in considerazione i molti cittadini e i molti comuni contrari, che temono per la salute e offrono controproposte positive, poiché credono e sono impegnati nella raccolta differenziata e che i materiali vadano recuperati anziché bruciati;<br />
<strong>3b)</strong> Per bocciare la richiesta di aggiornare il piano rifiuti si sono richiamati alla legge del partito i consiglieri che l&#8217;avrebbero invece appoggiata;<br />
<strong>3c)</strong> Vengono offerti «dibattiti» per coinvolgere i cittadini su una decisione già presa, immodificabile, promettendo un coinvolgimento sui controlli (costruzione, gestione, emissioni, smantellamento) con l&#8217;unico scopo di condividere le responsabilità e i danni;<br />
<strong>3d)</strong> È un investimento che vuole rallentare la raccolta differenziata e la presa di coscienza dei cittadini rispetto ai consumi, alla distribuzione e alla produzione;<br />
<strong>3e)</strong> È un investimento a vantaggio di pochi e dannoso per il Trentino.</p>
<p><strong>Non sono prese in considerazione tecnologie che prevedono il recupero dei materiali. </strong><br />
<strong>4a)</strong> Si perde l&#8217;occasione per avviare studi, con la possibilità di coinvolgere la facoltà di ingegneria ambientale, non solo per non avere discariche di rifiuti, ma addirittura per recuperare i materiali lavorando su quelle esistenti;<br />
<strong>4b)</strong> Si perde l&#8217;occasione per intervenire sulla produzione e sulla distribuzione, per migliorare gli imballaggi, produrne meno e soltanto di riciclabili;<br />
<strong>4c)</strong> Si perde l&#8217;occasione per educare i cittadini, attraverso la differenziata, a riconoscere ed apprezzare e valorizzare i materiali al posto del loro ignaro spreco;<br />
<strong>4d)</strong> Si perde l&#8217;occasione per dimostrare che il Trentino mette in pratica, e non solo sulla carta, i proclami a favore del territorio e dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Carlo Sevegnani</p>
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		<title>Inceneritore: progetto, sito e calcoli inadatti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:03:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ischia Podetti (“ischia” dal latino”insula”, zona paludosa) era denominata precedentemente Ischia Wolkenstein, come risulta da un disegno del 1896. Infatti l&#8217;alveo naturale del fiume Adige aveva un andamento curvilineo e con l&#8217;insenatura della montagna formava appunto un&#8217;isola. All&#8217;epoca venne eseguito un raddrizzamento dell&#8217;alveo, detto”drizzagno”, probabilmente anche al fine di allontanare la corrente dalla linea ferroviaria.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/ischiapodetti.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-354" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="ischiapodetti" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/ischiapodetti-150x150.jpg" alt="ischiapodetti" width="150" height="150" align="left" /></a>Ischia Podetti (“ischia” dal latino”insula”, zona paludosa) era denominata precedentemente Ischia Wolkenstein, come risulta da un disegno del 1896. Infatti l&#8217;alveo naturale del fiume Adige aveva un andamento curvilineo e con l&#8217;insenatura della montagna formava appunto un&#8217;isola. All&#8217;epoca venne eseguito un raddrizzamento dell&#8217;alveo, detto”drizzagno”, probabilmente anche al fine di allontanare la corrente dalla linea ferroviaria.</p>
<p>La quale, poco a monte, corre sul lungo ponte di Vodi(dal latino vadum=guado) sul, pericoloso in caso di piena, torrente Avisio, affluente, in prossimità dello sbocco nell&#8217;Adige, recipiente.</p>
<p>Il corpo dell&#8217;argine sinistro del drizzagno è stato rafforzato, negli anni Sessanta, mediante la costruzione di prismi di terra, applicati contro la scarpata e formanti il corpo autostradale, affiancato dalla strada che porta all&#8217;Interporto, il cui terreno, negli anni Ottanta, è stato consolidato con apporto di scarti di porfido.<span id="more-350"></span>L&#8217;argine destro, invece, in caso di inondazione, è soggetto a una bòtta corrosa o corrosione, a una lunata o insenatura, lambendo il piede della montagna, formando un meandro, un polmone di integrazione del volume d&#8217;invaso, con funzione quindi di cassa di espansione: l&#8217;acqua è ivi trattenuta temporaneamente però sufficiente per moderare la piena.</p>
<p>Da Zambana a Trento esiste soltanto, come valvola di sicurezza, la varice in località Ischia Podetti.</p>
<p>Questa è la vocazione della località Ischia Podetti e non certamente quella di una collocazione di un complesso di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, motivando semplicemente che da  decenni è adibita a discarica, dopo essere stata un cava di inerti(ghiaia e sabbia) dismessa.</p>
<p>Basti pensare alla disastrosa piena, detta impropriamente alluvione, che si verificò il 4 novembre 1966: L&#8217;Adige tracimò e fuoriuscì dal suo alveo a Roncafort e, ribellandosi all&#8217;opera dell&#8217;uomo, costruita nel 1858 in concomitanza della linea ferroviaria, riprese il suo vecchio corso naturale, invadendo via Brennero, Torre Verde , Vanga, allagando piazza Dante. Nello stesso modo si verificò l&#8217;evento catastrofico nel settembre 1882.</p>
<p>Con la costruzione dell&#8217;Interporto le condizioni, sotto, l&#8217;aspetto idraulico, sono peggiorate..</p>
<p>Dopo la piena del 1966 fu nominata una commissione interministeriale, presieduta dal compianto Giulio Marchi, la quale ha presentato le proprie conclusioni, approvate nel marzo 1970. Fra l&#8217;altro sono previste, oltre le briglie, la costruzione sul torrente Avisio, in località Valda, di un serbatoio per la regimazione della piena, la sistemazione della confluenza Adige-Avisio, previo studio su modello; né l&#8217;uno né l&#8217;altro intervento venne eseguito.</p>
<p>Durante la piena del 1966, copriva la carica di sindaco di Trento il dott. Edo Benedetti, oggi,  vivo e vegeto presidente dell&#8217;Itas.</p>
<p>In tempi successivi occupò la carica di sindaco di Trento il dott.arch. Adriano Goio, il quale poi per anni fu segretario generale dell&#8217;Autorità di Bacino dell&#8217;Adige.</p>
<p>Sarebbe molto interessante e utile conoscere il loro prezioso parere a questo proposito.</p>
<p>Il terremoto dell&#8217;Abruzzo  e dei precedenti dell&#8217;Umbria, dell&#8217;Irpinia nel 1980, del Friuli nel 1976 e le loro vittime entrano in questi giorni in ogni discorso, a proposito e a sproposito. Sui criteri costruttivi, sui controlli, sulle responsabilità civili e penali, sui  provvedimenti necessari affinché in avvenire si possano evitare crolli degli immobili, talvolta strumentalizzando il terremoto, ai fini politici. Con riferimento ai ritardi di emanazione di speciali norme anti-sismiche.</p>
<p>Dopo il terremoto del Friuli nel 1976 è stata emanata una norma antisismica di carattere generale da applicarsi in tutta la penisola d&#8217;Italia, Trentino-Alto Adige compreso.</p>
<p>Essa dispone:”E&#8217; fatto divieto di costruire fabbricati su terreni sede di frane o valanghe, sul ciglio o al piede di dirupi, su terreni franosi o comunque soggetti a scoscendimenti”</p>
<p>Nel rendering pubblicato sulla stampa, l&#8217;inceneritore, immaginato a Ischia Poletti, di fronte alla stazione di  esazione pedaggio di Trento nord, al quale si accederebbe attraverso un ardito ponte  a una campata, ancora da costruire, sopra il fiume Adige , è rappresentato con a ridosso un massiccio roccioso, “alterato” al computer. Non corrisponde proprio alla condizioni reali; l&#8217;ammasso è fessurato, soggetto a scoscendere e comunque a rischio idrogeologico, al cui piede, in applicazione della citata norma, non sono ammissibili interventi edilizi, neppure adottando misure di prevenzione di pericoli o danni dovuti a eventi naturali.</p>
<p>Resto basito(attonito, sbalordito, impietrito) che colleghi ingegneri, quali Paolo Mayr e Claudio Bortolotti, specializzato pure in idraulica a Bologna, già a capo della Protezione civile provinciale, abbiano l&#8217;ardire di riconoscere l&#8217;area di Ischia Podetti sicuramente adatta alla costruzione del polo integrato per la gestione dei rifiuti.</p>
<p>Coscientemente e responsabilmente?</p>
<p>Renzo Segalla</p>
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		<title>Manifestazione provinciale IO NON MI BRUCIO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[31 ottobre 2009 15.00
Piazza Dante &#8211; Trento
A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.
Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="nonmibrucio" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/10/nonmibrucio.jpg" alt="nonmibrucio" width="170" height="226" align="left" /><strong>31 ottobre 2009 15.00<br />
Piazza Dante &#8211; Trento</strong></p>
<p>A brevissimo verrà calato sulle nostre teste il bando per la realizzazione di un progetto a scatola chiusa.</p>
<p>Otto anni fa un patto politico-economico sottoscritto da Pacher (sindaco di Trento), Maffei (sindaco di Rovereto) e Capra (presidente di Asm Brescia) quando Asm entrò in Trentino Servizi (oggi Dolomiti Energia) sanciva che la soluzione al problema rifiuti doveva passare, necessariamente, per l&#8217;incenerimento.</p>
<p>E da questa linea ancora oggi gli amministratori non si schiodano, nonostante i ripetuti appelli da parte di medici e ricercatori che confermano la pericolosità delle emissioni, nonostante gli ottimi risultati della raccolta differenziata che rendono antieconomico un simile investimento (a meno di non importare rifiuti da fuori provincia), nonostante le nuove modalità di smaltimento affermatesi in questi anni, meno impattanti e meno costose.</p>
<p>Del resto violare quel patto vincolerebbe sicuramente qualcuno a pagare un prezzo, politico ed economico.</p>
<p>Il rovescio della medaglia è che lo pagheremo noi quel prezzo: la nostra salute, il nostro bel territorio che il mondo ci invidia, le pregevoli colture della valle dell&#8217;Adige ed in ultimo il nostro portafoglio verranno intaccati pesantemente.</p>
<p>C&#8217;è ancora tempo per far sentire la nostra voce, prima che sia troppo tardi.</p>
<p><a href="http://www.trentoinforma.com/documenti/manifestazione-31-ottobre-2009.pdf">Scarica QUI il volantino!</a></p>
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		<title>Mamme Bionike Trentino contro l&#8217;inceneritore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 11:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vista la discussione in giunta comunale a Trento, il gruppo «Mamme Bionike Trentino» (presente anche &#8211; per praticità &#8211; sul social network facebook) vuole ribadire la sua assoluta contrarietà alla costruzione di un inceneritore per i rifiuti a Trento, e allega il testo del proprio manifesto in proposito: «Non bastasse il costante sforamento delle PM10, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-329" title="ince1" src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2009/09/ince1.jpg" alt="ince1" width="117" height="160" align="left" />Vista la discussione in giunta comunale a Trento, il gruppo «Mamme Bionike Trentino» (presente anche &#8211; per praticità &#8211; sul social network facebook) vuole ribadire la sua assoluta contrarietà alla costruzione di un inceneritore per i rifiuti a Trento, e allega il testo del proprio manifesto in proposito: «Non bastasse il costante sforamento delle PM10, che sta causando epidemie di malattie respiratorie ed allergie soprattutto tra i bambini, ora la Provincia sta progettando di costruire anche un camino gigante al centro della valle (e della Provincia, perché il vento tira un po&#8217; qui un po&#8217; là&#8230;) che sbufferà ceneri tossiche, diossina, pcb e metalli pesanti a tonnellate! Senza contare l&#8217;anidride carbonica, altro che «Trento per Kyoto». Daremmo un bel contributo all&#8217;effetto serra, con tutta la Co2 che sbuffa! Un modo per noi miope (scarica i problemi sui nostri figli: dove lo mettiamo quel 30% di ceneri super-tossiche che avanza?) e dannoso (una volta che hai ben ben bruciato e sparso la monnezza su tutto il territorio, poi come la tiri via?) di risolvere la questione dei rifiuti, e che rischia di colpire per primi i nostri bambini: malformazioni fetali, tumori e leucemie infantili, latte materno inquinato da diossina (la diossina è un potente cancerogeno che si accumula nel latte, non solo quello di mucca!), senza contare asme e bronchiti, eczemi e allergie. L&#8217;inceneritore è una soluzione Anni &#8216;80, suvvia, si può fare di meglio. In giro li smantellano, e noi li costruiamo. L&#8217;alternativa c&#8217;è, non credete a chi dice il contrario. Il problema va risolto alla radice, i materiali sono risorse da recuperare, che razza di soluzione è «un falò e via»? È come se prendessi la polvere della casa e facessi un bel fuocherello al centro della cucina: mica scompare, restano ceneri e si anneriscono i muri. Le Mamme Bionike (Bio come Natura, Nike come Vittoria) ricordano inoltre come i «piccoli» impianti di Brescia a Bolzano &#8211; e molti altri &#8211; si siano regolarmente espansi col passare del tempo, e critica in particolare la scellerata e pericolosa scelta dell&#8217;ubicazione in località Ischia Podetti, zona ad alto rischio idrogeologico a due passi dalla città e dal maggiore fiume regionale.</p>
<p>Cristiana Chiarani, seguono 145 firme&#8230;</p>
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		<title>L’incenerimento non ha futuro, le buone-migliori pratiche, SI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 15:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M@x</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[2° serata informativa
Sabato 18 ottobre 2008 &#8211; ore 20.00
Sala civica &#8211; Municipio di Mezzolombardo
Organizzazione:
Coldiretti Trento &#8211; Comune di Lavis, Assessorato sanità e ambiente
Italia Nostra Onlus, Sezione di Trento &#8211; Nimby trentino Onlus
APERTURA
- Dr. Lorenzoni Lorenzo
Assessore Sanità e Ambiente Comune di Lavis
- Simonetta Gabrielli
Presidente Nimby trentino Onlus

RELATORI
- Ezio Orzes
Assessore all&#8217;ambiente, Comune di Ponte delle Alpi
Il &#8220;porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.trentoinforma.com/wp-content/uploads/2008/06/ricicla.jpg" title="ricicla.jpg" alt="ricicla.jpg" align="left" /><strong>2° serata informativa</strong><br />
Sabato 18 ottobre 2008 &#8211; ore 20.00<br />
Sala civica &#8211; Municipio di Mezzolombardo</p>
<p><strong>Organizzazione:</strong><br />
Coldiretti Trento &#8211; Comune di Lavis, Assessorato sanità e ambiente<br />
Italia Nostra Onlus, Sezione di Trento &#8211; Nimby trentino Onlus</p>
<p><strong>APERTURA</strong><br />
<em>- Dr. Lorenzoni Lorenzo</em><br />
Assessore Sanità e Ambiente Comune di Lavis<em><br />
- Simonetta Gabrielli</em><br />
Presidente Nimby trentino Onlus<br />
<strong><br />
RELATORI</strong><br />
<em>- Ezio Orzes</em><br />
Assessore all&#8217;ambiente, Comune di Ponte delle Alpi<br />
Il &#8220;porta a porta&#8221;<br />
Verso riduzione e valorizzazione del rifiuto, senza incenerimento</p>
<p><em>- Federico Giuntini Antinori Masseti</em><br />
Titolare Fattoria Selvapiana<br />
Agricoltura e incenerimento: matrimonio possibile?</p>
<p><em>- Gianluigi Ceruti</em><br />
Avvocato e ambientalista<br />
Le ragioni del ricorso &#8211; in materia di VIA &#8211; della Fattoria Selvapiana<br />
avverso l&#8217;inceneritore di Rufina (FI)</p>
<p><strong>Moderatore:</strong><br />
<em>Andrea Iannuzzi</em> &#8211; Direttore quotidiano Trentino</p>
]]></content:encoded>
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