Archivio categoria 'Ambiente'

L’incenerimento non ha futuro, le buone-migliori pratiche, SI

ricicla.jpg2° serata informativa
Sabato 18 ottobre 2008 - ore 20.00
Sala civica - Municipio di Mezzolombardo

Organizzazione:
Coldiretti Trento - Comune di Lavis, Assessorato sanità e ambiente
Italia Nostra Onlus, Sezione di Trento - Nimby trentino Onlus

APERTURA
- Dr. Lorenzoni Lorenzo
Assessore Sanità e Ambiente Comune di Lavis
- Simonetta Gabrielli

Presidente Nimby trentino Onlus

RELATORI

- Ezio Orzes
Assessore all’ambiente, Comune di Ponte delle Alpi
Il “porta a porta”
Verso riduzione e valorizzazione del rifiuto, senza incenerimento

- Federico Giuntini Antinori Masseti
Titolare Fattoria Selvapiana
Agricoltura e incenerimento: matrimonio possibile?

- Gianluigi Ceruti
Avvocato e ambientalista
Le ragioni del ricorso - in materia di VIA - della Fattoria Selvapiana
avverso l’inceneritore di Rufina (FI)

Moderatore:
Andrea Iannuzzi - Direttore quotidiano Trentino

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M@x, 7 Ottobre 2008 in Ambiente

Alternative all’incenerimento: possibili e praticabili

ricicla.jpgSerata informativa
Venerdì 27 giugno 2008 - ore 20.00
Sala consiliare del Comune di S. Michele all’Adige

Organizzazione:
Comune di Lavis - Assessorato sanità e ambiente

APERTURA
- Dr. Lorenzoni Lorenzo
Assessore Sanità e Ambiente Comune di Lavis

RELATORI
- Massimo Cerani
Associazione EnergEtica - Brescia
“Il porta a porta e la tariffa puntuale: come valorizzarli”

- Eugenio Baronti
Assessore Ricerca, Università e Tutela del consumatore - Regione Toscana
“Le buone pratiche per l’ecoefficienza ed il risparmio”

- Carla Poli
Direttrice del “Centro Riciclo Vedelago” - Treviso
“Il rifiuto come risorsa”

- Patrizia Gentilini
Spec. in oncologia medica - Associazione Medici per l’Ambiente
“Incenerire i rifiuti: una ‘cura’ peggiore del male”

Moderatore:
Domenico Sartori - caposervizio quotidiano l’Adige

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M@x, 12 Giugno 2008 in Ambiente

Latte in bottiglia, quale strategia di marketing?

latte.jpgQualche giorno fa con mio grande stupore, vado in panificio per comprare pane e latte e scopro che le bottiglie in vetro del latte trentino alta qualità non sono più da litro, ma da 750 ml. Chiedo al panettiere spiegazioni che non sa ovviamente dare. Non so quale strategia di marketing stia dietro tale decisione della Latte Trento Sca, ma ciò mi ha indispettito un po’. Siamo 4 in famiglia e compro dai 6 agli 8 litri di latte a settimana. Cercando di non produrre immondizia per niente, ho deciso di comprare le bottiglie con vuoto a rendere. Lo spazio dove tengo le bottiglie in vetro è sotto il lavello che non è uno spazio immenso visto che ci sono anche i due bidoni della differenziata (umido e residuo). Sono quindi costretta da ora in poi ad avere circa 8 - 10 bottiglie in vetro sotto il lavello a settimana? Oppure devo fare la spola con il panificio 4 volte in settimana? E lo spazio in frigo che occupano? Nessuno ci ha pensato? Ma chi me lo fa fare? E poi parlano di cercare di non produrre inutilmente plastica e immondizia in genere! Che cosa ne ha fatto la Latte Trento Sca delle bottiglie da litro comprate qualche anno fa? Le ha buttate visto che sono riutilizzabili? Una volta tanto che qualcuno va un po’ contro corrente e azzarda il riutilizzo, ecco che dopo poco tempo si cambia strategia! Non era meglio concentrare soldi ed energie nel cercare di abbassare il prezzo al litro per fare concorrenza al latte proveniente dalla pianura? L’unica spiegazione che posso trovare è che così la bottiglia da 750 ml non è facilmente utilizzabile nei distributori di latte crudo. E allora? Questa cosa giustifica tutto il cambiamento? Con rammarico penso proprio che d’ora in poi comprerò il latte della concorrenza a euro 1,15 in tetrapack in barba ai prodotti trentini che ho sempre cercato di privilegiare: dal burro, al latte, ai formaggi, agli yogurt, alla mozzarella ecc ecc. Se qualche responsabile della Latte Trento Sca volesse dare qualche spiegazione, ne sarei grata.
Alessandra Osele

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M@x, 31 Maggio 2008 in Ambiente

Raccolta differenziata e inceneritore, le ragioni

smile1.png8 RAGIONI PER IL SI ALLA VERA RACCOLTA DIFFERENZIATA

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA SPINTA CON TARIFFA PUNTUALE” inalizzata alla RIDUZIONE, al RIUSO, al RICICLAGGIO e al RECUPERO di materia UN METODO FLESSIBILE E MIGLIORABILE NEL TEMPO

  1. PORTA A UNA DIMINUZIONE DEI COSTI E DELLE TARIFFE A CARICO DEI CITTADINI E FAVORISCE UN AUMENTO DELL’OCCUPAZIONE. PREMIA I CITTADINI E LE ATTIVITÀ CHE LO PRATICANO.
  2. EDUCA ALLA CURA DELLA SELEZIONE FINALIZZATA AL RICICLAGGIO E ALLA DIMINUZIONE DELLA QUANTITA’ DI RIFIUTI PRODOTTI. E’ SEMPLICE DA PRATICARE. IN POCHI ANNI, O MESI, SI POSSONO RAGGIUNGERE LIVELLI DI ECCELLENZA (70-80%), MANTENENDO LA POSSIBILITA’ DI ANDARE VERSO IL GRADUALE MIGLIORAMENTO.
  3. RISPETTA IL TERRITORIO, L’AMBIENTE, IL PAESAGGIO E NE MIGLIORA L’IMMAGINE TURISTICA.
  4. OTTIMIZZA L’IMPIEGO DELLE RISORSE. IL RICICLAGGIO REALIZZA UN RITORNO ECONOMICO DEL 45%, L’INCENERIMENTO SOLO DEL 9%.
  5. INCENTIVA LA RICERCA E L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER PROCESSI PRODUTTIVI A BASSO CONSUMO ENERGETICO E CICLI DI LAVORAZIONE PULITI.
  6. RIDUCE LA DIPENDENZA ENERGETICA DAI PAESI PRODUTTORI DI PETROLIO.
  7. PORTA ALL’AUTONOMIA PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI NELL’AMBITO DEL TERRITORIO. EVITA LE DISCARICHE SPECIALI PER LE SCORIE PERICOLOSE E TOSSICO - NOCIVE PRODOTTE DALL’INCENERIMENTO.
  8. TUTELA LA SALUTE PUBBLICA ED INCENTIVA LA CULTURA AMBIENTALE. COSTITUISCE UN’ATTIVITA’ DI ALTO VALORE CULTURALE, SOCIALE ED ECONOMICO.

smile2.png8 RAGIONI PER IL NO ALL’INCENERITORE

L’INCENERITORE È UNA MACCHINA RIGIDA VINCOLATA ALLA NECESSITA’ DELL’EFFICIENZA IMPIANTISTICA

  1. È INCOMPATIBILE CON LA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI E LA RACCOLTA DIFFERENZIATA. NECESSITA DI UNA PRODUZIONE ELEVATA E COSTANTE DI RIFIUTI (infatti, il 3° aggiornamento al piano rifiuti della Provincia di Trento “impone” una produzione di rifiuto indifferenziato pari a 175kg/a pro capite limitando al 65% la raccolta differenziata).
  2. GRAVEREBBERO SULLE TASCHE DEI CITTADINI E LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE (TASSA SUI RIFIUTI E BOLLETTA DELL’ENERGIA) GLI INGENTISSIMI INVESTIMENTI PER LA COSTRUZIONE E I SOLDI PER LA GESTIONE E LA MANUTENZIONE.
  3. EMETTE PIU’ DI 200 SOSTANZE INQUINANTI. SOLO 4 DI QUESTE SONO STATE CONSIDERATE NELLO STUDIO D’IMPATTO AMBIENTALE SENZA VALUTARE LE LORO INTERAZIONI CON I DIVERSI INQUINANTI GIÁ PRESENTI SUL TERRITORIO.
  4. NON COSTITUISCE UN’ALTERNATIVA ALLA DISCARICA. INFATTI LE SCORIE PRODOTTE, PERICOLOSE E/O TOSSICHE, SONO CIRCA IL 30% DEI RIFIUTI INCENERITI E LE DISCARICHE CHE DOVE DEVONO ESSERE STOCCATE HANNO COSTI ELEVATISSIMI.
  5. VERREBBE COSTRUITO IN UNA ZONA GIA’ INQUINATA (A POCA DISTANZA DA EX SLOI E CARBOCHIMICA) AL CENTRO DI QUATTRO SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) PROTETTI DALLE NORME EUROPEE PER LA LORO BIODIVERSITÀ, DENSAMENTE ABITATA E COLTIVATA, A SOLI 5 KM IN LINEA D’ARIA DA PIAZZA DUOMO. I SUOI VELENI RAGGIUNGEREBBERO NON SOLO LA CITTÀ E I SOBBORGHI DI TRENTO, DA CADINE A MEANO, MA ANCHE TUTTA LA VALLE DELL’ADIGE, DALLA PIANA ROTALIANA ALLA VALLAGARINA, AGGRAVANDO I PROBLEMI SANITARI CAUSATI DALLE POLVERI SOTTILI E ULTRASOTTILI. EMETTE NOTEVOLI QUANTITA’ DI PM10, PM2,5 E POLVERI ULTRASOTTILI NON FILTRABILI DA ALCUNA TECNOLOGIA. COMPORTA UN SENSIBILE INCREMENTO DEL TRAFFICO DOVUTO AL TRASPORTO DI RIFIUTI E SCORIE.
  6. FRENA L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA PER PROCESSI PRODUTTIVI A BASSO CONSUMO ENERGETICO PER CICLI DI LAVORAZIONE PULITI E PROVOCA LA RIDUZIONE DELL’OCCUPAZIONE.
  7. E’ INCOMPATIBILE CON L’AGRICOLTURA DI QUALITA’ COME NORMATO DAL D.L. N 228, 18 MAGGIO 2001, ART 21.
  8. BRUCIA CONSUMANDO MATERIA RIUTILIZZABILE, PRODUCE UNA BASSA QUANTITÀ DI ENERGIA (9%), INGIUSTAMENTE SOSTENUTA ED INTEGRATA ECOMOMICAMENTE CON FINANZIAMENTO STATALE MEDIANTE LA BOLLETTA DELL’ENERGIA.

Nimby Trentino Onlus

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M@x, 6 Maggio 2008 in Ambiente

L’inceneritore serve solo a Dellai!

inceneritore3.jpgNelle prossime settimane il consiglio comunale di Trento tornerà a occuparsi del piano rifiuti, compreso l’aspetto dell’impianto dell’inceneritore. Perchè entro il 2008 il sindaco intende far partire il bando di gara per la costruzione. Ma quale inceneritore? E perciò quale bando? Come si può discutere e decidere, se ogni mese la raccolta differenziata migliora e cambia la situazione? Tutta questa questione soffre dall’inizio di profonde ambiguità. La differenziata spinta fa paura. Ma a chi? Da non credere. È la differenziata a dover obbedire all’inceneritore o il contrario? Moltissimi Comuni sono arrivati spesso agli eccellenti risultati sulla differenziata spinta che tutti leggiamo quasi ogni giorno sulla stampa. Molti sono già passati a un intervento che affronta un ulteriore nodo della questione: ridurre i rifiuti, senza di che le difficoltà non si risolvono. A Trento il percorso, che nei sobborghi dà già buoni risultati e così contribuisce con i paesi ad alzare velocemente la percentuale provinciale di differenziata, in città non è ancora iniziato. Per ridurre i rifiuti è risultato evidente che è essenziale un contatto e accordo con i negozi e le imprese. Questo è un altro nodo irrisolto. Alcuni supermercati, dove il fenomeno è più vistoso, cominciano a ridurre in proprio imballaggi e confezioni, ed è interessante, ma occorre l’intervento dell’ente pubblico su scala più generale. Perché le multinazionali distribuiscono gli stessi prodotti in Germania confezionati con materiale biodegradabile e in Italia no? Abbiamo bisogno di interventi nazionali, ma possiamo avviarne anche a livello locale. Si sta facendo davvero qualcosa? Perché non interessare i cittadini, creare dibattito e collaborazione, come era già stato chiesto? Ci sarebbe bisogno di molta più comunicazione. A Cles ho visto nei giorni scorsi una montagna di scheletri di alberi abbattuti e lì vicino un camion carico di questo materiale ridotto in frammenti, almeno così pareva. Forse lo triturano sul posto, come fanno a Parigi.

Carla Grandi

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M@x, 21 Febbraio 2008 in Ambiente

Fioretti moderni

traffico.jpgParlare di ambiente e della sua tutela, fare gli impegnati, i responsabili, è diventato di moda.Spesso di facciata. Facile riempirsi la bocca di generiche affermazioni ed intenti. Da Al Gore con il suo (discutibile) “documentario”, volàno di ritrovata fama politica e di Premio Nobel, alla Commissione giustizia e pace, troviamo un interesse trasversale per l’ambiente e una sollecitazione a ridurre il nostro impatto su di esso. Benissimo. Proprio la Commissione giustizia e pace, (che mica lo so chi è, ma siccome il giornalista de L’Adige non me lo spiega, la lacuna dev’essere mia) propone per il 6 febbraio, mercoledì delle ceneri il “digiuno dall’auto in quaresima”: l’anno scorso riflettevamo su come l’uso dell’auto nella situazione attuale è (sic) fonte di stress, e, ciò che è peggio, strumento per sentirci persone importanti, che sanno affrontare la vita, che riescono ad essere davanti agli altri (…)”.

Dunque l’auto come fonte e strumento di peccato, superbia, autodeterminazione, gratificazione, soddisfazione e vanagloria del nostro super-io. Evidentemente, rifletto, se la preoccupazione centrale è un uso smodato dell’auto, tutto il resto è a posto. Penso all’amore per il prossimo, la fame nel mondo, la lotta allo sfruttamento, un aiuto ai senza dimora…. Da un giorno all’altro, vivo nel migliore dei mondi possibili, circondata di anime pure e belle …. tutto è risolto e manco me ne ero accorta! Evidentemente lavoro troppo e non sempre seguo il TG.

Vado oltre, e trovo nell’articolo un altro spunto interessante: l’astinenza dall’auto viene proposta anche come strumento di salvaguardia dell’ambiente; nel nome dell’amore per le future generazioni.

E qui, a dire il vero, “mi perplimo”: sarà, ma se mi guardo intorno, a volte tanta ciancia sulla salvaguardia delle generazioni future mi sembra una scusa, un’astrazione e un modo per svicolare dall’amore e concordia con i vicini di casa, i concittadini stranieri, la responsabilità sociale della morte di un senza-tetto, l’aberrazione degli stupri di gruppo e dei neonati nei cassonetti, degli anziani turlupinati e rapinati in casa. Tutto contemporaneo, simultaneo alle nostre esistenze; pulsanti disagio e sofferenza proliferano, sono fra noi.

Mi sorge il dubbio; forse una riflessione più seria della rinuncia all’auto fino al 23 marzo potrebbe indurre a volgere lo sguardo verso l’altro. E la vista sarebbe insostenibile. Dopo aver visto, guardato, conosciuto, toccato, ascoltato indigenza-sofferenza-disadattamento-povertà, non puoi chiudergli la porta in faccia, sciacquarti la coscienza prendendo l’autobus. Le future generazioni che erediteranno il pianeta, invece, forse non le incontreremo mai: facce anonime, vite future, presenze meno scomode. Insomma, sospetto che risalendo in auto per ripararci dalle piogge di fine marzo, il ronzio del traffico ci aiuterà a dimenticarle.

Un saluto perplesso,

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Donna cannone, 11 Febbraio 2008 in Ambiente

Ridurre i rifiuti è una “missione possibile”!

rifiuti.jpgHo letto in data 13/01 l’articolo su l’Adige riguardante l’impossibilità di ridurre gli imballi dei prodotti venduti nei supermercati, ma non sono d’accordo sul fatto che ciò sia irraggiungibile. Io stesso utilizzo da 3 anni borse in stoffa per fare la spesa (raggiungendo così 3 obiettivi: 1. non produco rifiuti, 2. impiego borse piu’ comode e resistenti, 3. risparmio denaro) ma se queste borse non vengono pubblicizzate, spostate dai ripiani più nascosti a quelli più in vista e accessibili sarà difficile indurre le persone ad usarle. Altra cosa: evito di acquistare acqua in bottiglie di plastica dato che quella del rubinetto è migliore e costantemente controllata, inoltre evito quei prodotti confezionati in vaschette di polistirolo che, oltre al danno ambientale, creano un danno a noi stessi poiché liberano sostanze nocive negli alimenti.
Sono convinto che precise disposizioni in materia di imballaggi dovrebbero essere elaborate e imposte a livello politico (prima che l’emergenza rifiuti diventi un problema irrisolvibile) e, in secondo luogo, che sia importante stimolare la coscienza del singolo cittadino verso un comportamento virtuoso e attento fin dai piccoli gesti di ogni giorno. Se tutti mettessimo un po’ più di impegno si giungerebbe ad una maggiore riduzione dei rifiuti e si eviterebbe questa assurda brama del nostro principe e del nostro sindaco di voler bruciare i rifiuti a tutti i costi! Partendo dal principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge dove pensate che finiscano i rifiuti bruciati? Nell’atmosfera! contribuendo a peggiorare l’effetto serra, a inquinare l’aria che respiriamo e la frutta e la verdura che mangiamo. Ricordiamoci che l’inceneritore non sarà la panacea, ma il modo più veloce e meno efficace per cercare di risolvere il problema dei rifiuti!

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M@x, 13 Gennaio 2008 in Ambiente

All’ospedale non si può bere l’acqua del rubinetto!

rubinetto2.jpgIn occasione del ricovero di un parente all’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto ho constatato che i vari reparti mettono a disposizione dei pazienti acqua minerale naturale in bottiglie da mezzo litro. Io, volendo offrire a mia madre dell’acqua fresca, l’ho prelevata direttamente dal lavandino, ogni camera ne è fornita, ma lei allarmata mi ha spiegato che quell’acqua non è buona. Trovando la cosa molto strana ho chiesto al personale e mi è stato confermato che è meglio non berla. L’ho trovato alquanto strano: l’acqua degli acquedotti è più controllata di quella in bottiglia, più fresca se si considera che l’acqua minerale prima di arrivare alle nostre tavole subisce vari tipi di trattamento, dall’imbottigliamento, allo stoccaggio, al trasporto, alla ridistribuzione per non parlare dei costi ecologici: spreco di materie prime, di energia, l’inquinamento che ne deriva, non si capisce perché essendo forniti di un ottimo acquedotto le strutture pubbliche non diano il buon esempio promuovendone l’uso. In alcuni comuni italiani viene distribuita ai cittadini, da prese pubbliche, acqua gasata (addizionata di anidride carbonica), per soddisfare anche i maniaci delle bollicine. Mi sembra una proposta intelligente da imitare.

Luciana Crosara

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M@x, 12 Dicembre 2007 in Ambiente

Bottiglie di vetro per il latte coop

latte.jpgIn questi giorni sulle pagine dell’Adige appaiono due interessanti pubblicità che sembrano lanciare messaggi contradditori. Mentre da un lato la Provincia di Trento si impegna in una lodevole campagna promozionale (una sorta di «pubblicità progresso») a favore dell’acqua di rubinetto e della riduzione delle bottiglie di plastica, dall’altro il «polo bianco» della cooperazione trentina lancia il Latte Fresco del Trentino con una poco ecologica… bottiglia di plastica. La bottiglia di vetro, più sostenibile, in effetti c’è, ma piccola piccola. Balza subito all’occhio l’evidente diversità dei messaggi lanciati dalla due pubblicità. Conclusione: sarebbe auspicabile che il «vuoto a rendere» fosse maggiormente tenuto in considerazione dalla cooperazione trentina nell’ambito della produzione e promozione del latte fresco. Un primo obiettivo concreto potrebbe essere quello di aumentare fino al 50% la percentuale di latte fresco imbottigliato nel vetro a rendere. I consumatori sono oggi sensibilizzati per bene sull’importanza di ridurre la produzione dei rifiuti e sarebbe comportamento miope non tenerne conto.

Michele Brugnara

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M@x, 6 Ottobre 2007 in Ambiente

Meno minerale, meno rifiuti

bottiglie.jpgPer l’acqua del rubinetto la Provincia Autonoma di Trento si impegna con tutta la sua autorità. E con centomila euro. Come preannunciato, è partita la campagna pubblicitaria che invita i cittadini a bere «l’acqua del sindaco» perché è cinque volte buona e perché così si può tentare di far diminuire l’enorme quantità di bottiglie di plastica che finisce nella spazzatura. Infatti, per essere cittadini civili e avere un occhio di riguardo verso il mondo che ci circonda, non basta fare la raccolta differenziata. Bisogna anche ridurre la produzione dei rifiuti. È ben vero che la plastica delle bottiglie è uno di quegli elementi che si possono riutilizzare, ma il fatto che diventino quel particolare tessuto per caldi indumenti chiamato «pile», non giustifica la smisurata montagna che per intanto quei contenitori formano. Quindi il messaggio che si vuole mandare è duplice: trentini, date un taglio ai rifiuti, e non buttate soldi per l’acqua minerale che tanto quella del vostro rubinetto è ottima. E ottima è l’idea di questa campagna che si potrebbe definire una specie di pubblicità progresso. Ma per far rendere meglio i non pochi soldi impegnati, andrebbe adeguatamente completata. Prima di tutto, Alberto Pacher deve ordinare che nelle adunanze comunali si beva solo la «sua» acqua, magari provvedendo che sia sempre ben fresca. E poi, visto che l’iniziativa parte dalla Provincia, per fugare ogni possibile malevola insinuazione di incoerenza, il presidente Dellai dovrebbe predisporre che in tutte le riunioni, i convegni, i congressi, nonché nei ricevimenti ufficiali, sui banchi dei convenuti e sui tavoli apparecchiati siano sistemate delle belle brocche di acqua del rubinetto. Potrebbe perfino distinguersi facendovi apporre il glorioso stemma dell’aquila, oltre ad un opportuno coperchio per ragioni di igiene. Dovrebbe poi farsi vedere e fotografare mentre, per lo meno nelle occasioni pubbliche, egli sorseggia un bicchiere di acqua del rubinetto. Come «testimonial» sarebbe formidabile. La stessa cosa ovviamente devono fare tutti i suoi assessori: noblesse obblige.

Maria Teresa Fossati

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M@x, 4 Ottobre 2007 in Ambiente

No inceneritore