Camilla’s Eyes
Non stenteremmo a immaginare un romantico brano degli Eagles intitolato ” Camilla’s Eyes”. “Gli occhi di Camilla”, invece, sono l’ultimo libro di Alessandra Sartori scritto per bambini (grandi e piccoli) e presentato ieri sera alla biblioteca di Pergine.
Stretti fra “Giudicarie Ieri” e raccolte di immagini votive della Val dei Mocheni, credo che sia i bimbi in sala che gli adulti avrebbero preferito che questa splendida e dolce fanciulla amante dei gatti cedesse all’immodestia e si concedesse una posizione di maggior spicco, sottraendo spazio alla conduzione della signora Frizzera. Non v’è motto più arguto delle parole di Spartaco, che l’ ha liquidata (ehm…. definita ?) “più bella che brava”.
Di Alessandra, invece, non sappiamo dire se sia più bella o brava, perché il libro ancora non lo abbiamo letto. Del resto, non sarebbe opportuno togliervi il gusto di scoprirlo da soli: seguiranno altre presentazioni, a Cavalese e a Trento.
Alessandra, se ti serve una mano, ti imbavaglio la Frizzera!
Donna cannone, 27 Novembre 2007 in Attualità





Massimo ha risposto il 3 Dicembre 2007 alle 23:29 #
“Se questa è una scrittrice”: la morte della cultura.
Critico aspramente lo stile superficiale e scolastico, con il quale l’autrice ha già connotato i suoi precedenti lavori.
Per dare un dignitoso livello alla letteratura, gli autori dovrebbero avere una minima cultura di livello elevato.
Curcu&Genovese: grave errore.
Giorgio ha risposto il 6 Dicembre 2007 alle 15:37 #
Concordo anch’io nel ritenere privi di alcun valore i lavori di Sartori; infatti la trama degli stessi sembra ricalcare quella del Piccolo Principe o dei Viaggi di Gulliver…
Alessandra ha risposto il 12 Dicembre 2007 alle 14:03 #
Caro Massimo, prendo in considerazione il tuo parere e ne faccio tesoro, ma ti rivolgo una domanda rapida a cui pretendo una risposta altrettanto rapida: conosci tu il mio livello di cultura?
Non è una cosa banale da sottolineare, credimi. Vorrei entrare nel dettaglio di questa tua giudiziosa affermazione.
Grazie.
Massimo ha risposto il 12 Dicembre 2007 alle 23:41 #
Da quanto si legge nell’ultima recensione apparsa sull’Adige, relativa al tuo ultimo “libro”, è possibile rilevare che, il titolo di studio in tuo possesso dovrebbe essere quello di ragioneria e non una laurea in materie letterarie.
Quello che voglio dire è che ti mancano le basi su cui costruire un sistema organico, su cui sviluppare un lessico e una forma degna di un vero libro.
Alessandra ha risposto il 13 Dicembre 2007 alle 11:07 #
E tu prendi come riferimento l’articolo di un giornale per giudicare il livello di cultura di una persona? E’ vero che ho fatto ragioneria e il percorso di una persona è dettato da tante necessità, credimi. Ma quello che è venuto poi non lo puoi conoscere.
Ti do ragione per quanto riguarda le mie immense lacune, la mia eterna ignoranza, ne sono cosciente, non mi ritengo assolutamente la persona che si vende per letterata. Giuro che ti sto parlando sinceramente. Inizialmente non volevo partecipare a questa discussione, poi però ho pensato che la mia persona (per quanto dannatamente non laureata) potesse provare a difendere le cose in cui crede. Bello o brutte che siano. Non discuto su questo.
Però, vedi, alle volte le persone bisogna conoscerle prima di giudicarle PER INTERO. Vedi, massimo, non sono neppure una dipendente provinciale (rif. al tuo post su trentinario) e non capisco cosa ti porta a trarre una serie di conclusioni che non fanno di me la persona che immagini.
Ripeto, non è il parere su un testo che metto in discussione, ma quello sulla persona e se posso provare a farti cambiare idea mi metto a tua disposizione in carne ed ossa. Sul serio.
Credo fermamente che ci si possa fermare, guardarsi in faccia e parlare, 10 minuti. Non di più. Così io posso capire il tuo parere e magari costruirci su un qualcosa e tu magari puoi provare a capire il mio.
La Donna Cannone ha risposto il 13 Dicembre 2007 alle 12:13 #
da che pulpito e da quali qualifiche di presunzione vengono i dardi del signor Massimo? Si vada a sfogliare le biografie di autori grandi e minori che hanno fatto la storia della letteratura e saggistica, ci dica in base a quali criteri la validità di uno scritto si giudica con il titolo di studio dell’autore, e infine, abbia la compiacenza di dirci qual è il SUO titolo di studio.
Sospetto in Lei una certa rabbiosa invidia, forse un po’ di frustrazione. Senta, Signor Massimo, se ha bisogno di sfogarsi un po’, lo faccia volentieri su queste pagine. Io e Alessandra saremo anche liete di raccogliere la Sua testimonianza di vita.
Infine, non ci faccia perdere tempo con illazioni e critiche che nulla hanno di costruttivo. Conosciamo un sufficiente numero di spocchiosi, è di gente matura e in gamba che abbiamo bisogno!
Un cordiale saluto,
La Donna Cannone
La Donna Cannone ha risposto il 13 Dicembre 2007 alle 15:41 #
Gentile Massimo, Le segnalo questo articolo di Nick Hornby sull’Internazionale di qta settimana, che capita a fagilo:
Grandi sì pallosi no
Evitare i libri per ragazzi solo perché non si è più ragazzi è come sostenere che i gialli andrebbero letti solo da poliziotti e criminali
http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=17775
Saluti
Massimo ha risposto il 13 Dicembre 2007 alle 20:24 #
Primo: le locuzioni contenute in quell’articolo di giornale mi hanno fatto capire, in parte, il suo livello. Eviti di scrivere certe “cose” e forse cambierò opinione nei suoi confronti.
Secondo: mi scoccia il fatto che una come Lei possa scrivere delle assurdità sul giornale l’Adige (evidentemente ha qualche persona compiacente all’interno della redazione)
Terzo: Mi può dire come ha fatto a pubblicare i suoi libri quando molti e molti (tra cui costui che scrive), laureati in lettere moderne, vengono scacciati dalle collaborazioni giornalistiche e dalle case editrici come degli appestati?
Alessandra ha risposto il 14 Dicembre 2007 alle 10:16 #
Ripeto l’invito e lo faccio veramente in tutta serenità. Di persona le posso raccontare tutte le mie vicende personali, anche come ho fatto a finire su questo blog a discutere con lei. Dalla prima lettera all’ultima. Mi farebbe piacere perchè non mi va che si ragioni così sulla mia persona. E le assicuro che sono seria e completamente serena nel rivolgerle nuovamente l’invito. Di persona però. Così non è logico farlo.
La Donna Cannone ha risposto il 14 Dicembre 2007 alle 10:35 #
Mi compiaccio del mio acume - come leggo dal commento del sig. Massimo, laureato in lettere moderne, si vede rifiutato da case editrici e dunque si scaglia contro persone in cui proietta la propria frustrazione. Questa conferma delle mie percezioni mi allieta l’inizio della giornata.
La Sua presunzione, sig. Massimo, davvero non ha confini: Alessandra ed io NON siamo la stessa persona.
Noto che non ha avuto la lucidità nè la serenità per replicare alle osservazioni che Le ho scritto.
Infine, La Donna Cannone è laureata, conosce 5 lingue, ha frequentato corso di specializzazione post laurea in terminologia, ha un premio di laurea su targa d’argento di un centro studi internazionale, svolto l’Erasmus presso una università britannica che - si prevede - entro il 2015 sarà una delle 50 più prestigiose università del pianeta.
Cordiali saluti,
la Donna Cannone
PS: sono lieta di comunicarLe che sto tornando in forma smagliante
Massimo ha risposto il 14 Dicembre 2007 alle 11:14 #
Complimenti Donna Cannone lei sì che potrebbe permettersi di scrivere Opere! Riconosco con piacere il suo impegno e il suo risultato nell’ottenere così rilevanti risultati accademici. Veramente complimenti. (Mi scusi quindi se l’ho offesa)
Massimo ha risposto il 14 Dicembre 2007 alle 11:19 #
Quanto a Lei Alessandra, non guardi, non intendo perdere tempo in incontri sicuramente non proficui. Lei continui pure a scrivere ciò che ritiene più opportuno, con il suo personale stile…
Quello che voglio dire è questo: se scrivere è un hobby per la persona, sicuramente questa viene arricchita volta per volta. Ma quando lo scrivere è finalizzato al mercimonio della propria merce con tanto di sponsorizzazioni e presentazioni e all’esaltazione personale bhe, in quel caso la cultura diventa mercato e palcoscenico. Lei lo dovrebbe sapere meglio di me che nella storia della letteratura arte e mercato non sono mai andate d’accordo.
La Donna Cannone ha risposto il 14 Dicembre 2007 alle 11:36 #
Che pesantezza!
Abbandono la diatriba, che non è più molto divertente.
Sono perplessa dai Suoi sfoghi, sig. Massimo, e ancor più delle Sue reazioni da “medioman”, (i.e. così mediocramente italiane): si inchina e si scusa come un usciere velenoso dinnanzi ai miei titoli accademici, presumendo da essi un maggior valore della mia persona? Non mi servono le Sue scuse.
Io non mi ritengo superiore per qualifiche di studio e/o professionali. Ci tenevo a “metterLa al suo posto” come meritava - (occasioni di spocchia e supponenza altrui sono le uniche in cui sfoggio i titoli come un poker d’assi sul tavolo verde).
La smetta di accanirsi contro Alessandra, che non fa mercimonio delle sue scritture, bensì si rivolge, come ogni editore e molti autori, in pubbliche presentazioni, a chi interessato a conoscerla.
Si è altresì dimostrata disponibile a mettersi in discussione, cosa che Lei non ha accettato. Mi pare che decada qui il Suo diritto di ulteriore replica, dunque.
Guardi, ci faccia un favore: si goda il sole e la natura del Trentino smetta di sparare sentenze e si compri un “pungiball” o - ancor meglio - vada a farsi una camminata sull’Altissimo per sfogare tanta cattiva digestione e non appestare i vicini.
Le sarò grata se - messo in atto questo semplice ma sano consiglio - ci vorrà poi raccontare dei giovamenti tratti.
Un cordiale saluto,
La Donna Cannone
Stefania ha risposto il 15 Dicembre 2007 alle 19:18 #
Vorrei entrare in questa accesa discussione facendo delle sincere considerazioni:
- i due precedenti libri di Alessandra, che ho letto, sono adatti ai più piccoli e quindi, di conseguenza, non c’è bisogno di nessuna “formalità eccelsa”.
- per quanto riguarda il titolo di studio, questo è certamente importante e, sicuramente, forma la persona in maniera più completa. Tuttavia non è possibile fare riferimento a grandi autori del passato in quanto le condizioni di vita e benessere non erano quelle attuali. Chi aveva lo spirito letterario ma non i mezzi per studiare…bhe diventava quel che poteva diventare. Oggi le cose sono ben diverse: chi ha talento e vuole crescere ed affermarsi non ha questi problemi.
- per quanto concerne il fatto che gli editori rifiutano talune persone questo è vero. Talvolta i lavori molto complessi e frutto di una profonda riflessione personale non vengono compresi fino in fondo. E’ più facile infatti pubblicare un lavoro destinato al pubblico indistinto rispetto che un lavoro destinato ad un pubblico specialistico. Ciò è dettato da ragioni di tipo economico: infatti quanti volumi possono essere stampati e venduti? E questo è un peccato perchè la cultura di livello settoriale non viene valorizzata.
Vi ringrazio dell’attenzione alle mie riflessioni Saluti a tutti!
La Donna Cannone ha risposto il 17 Dicembre 2007 alle 12:33 #
Gentile Stefania,
sono stupita dei Suoi commenti, che trovo davvero ingenui:
“Oggi le cose sono ben diverse: chi ha talento e vuole crescere ed affermarsi non ha questi problemi” - forse negli USA? Non certo in questo Paese, guardi, dove gli incarichi sono assegnati per entrature politiche, raccomandazioni, non certo per meritocrazia!
- per quanto concerne il fatto che gli editori rifiutano talune persone questo è vero. Talvolta i lavori molto complessi e frutto di una profonda riflessione personale non vengono compresi fino in fondo. E’ più facile infatti pubblicare un lavoro destinato al pubblico indistinto rispetto che un lavoro destinato ad un pubblico specialistico. Ciò è dettato da ragioni di tipo economico: infatti quanti volumi possono essere stampati e venduti? E questo è un peccato perchè la cultura di livello settoriale non viene valorizzata.
Poche idee e ben confuse: il mondo dell’editoria è molto più complesso, ed esistono settori distinti di narrariva/saggistica/tsti tecnici e molto altro.
Non siamo andati molto avanti…. Veda Lei….
Cordiali saluti,
La Donna Cannone.
Stefania ha risposto il 17 Dicembre 2007 alle 20:21 #
Credevo di poter fare delle sincere considerazioni sul dibattito in corso ma lei, donna cannone, è forse peggio del sig. Massimo: io non ho attaccato nessuno (come ha fatto lui) e ancora mi da della stupida bambina ingenua? Lo so come va il mondo e come funziona il sistema…d’altronde sono proprio le persone come lei che contribuiscono all’affermarsi dello stesso. Grazie ancora di cuore.
Massimo ha risposto il 17 Dicembre 2007 alle 21:49 #
Cara Stefania, vedo che anche tu sei oggetto di aspre critiche da parte della donna cannone! D’altronde sai, lei si sente il soggetto che discerne il giusto dall’ingiusto, il bene dal male, l’onore dal disonore e appunto, come nel tuo caso, l’ingenuo dal saggio…
Infatti lei sa molto bene come vanno le cose nel mondo della politica (lei ha studiato pure quello!) e nel modo degli editori (scusa ma hai mai pubblicato qualche cosa?!?)…
Stefania, fossi in te sarei onorata di essere stata criticata dalla donna cannone!
P.S. Per curiosità, la donna cannone quanti anni avrà?
Massimo ha risposto il 17 Dicembre 2007 alle 21:51 #
…sono mancato sabato e domenica ma sul blog di Alessandra nessun segno…magari sta preparando un nuovo Romanzo!?!
La Donna Cannone ha risposto il 18 Dicembre 2007 alle 10:26 #
Chiudo questo dibattito piuttosto insulso.
La Donna Cannone si attenderebbe un dibattito online di livello, non luoghi comuni e chiacchiera da mercato di nessuna utilità alla propria riflessione e accrescimento culturale.
Signora Stefania illustrissima, neppure nel Suo caso, mi duole, ho colto considerazioni di stimolo.
Ribadisco quanto scritto e cordialmente La saluto
paolo ha risposto il 23 Febbraio 2008 alle 16:22 #
Molto interessante e illuminante la serie di commenti.
Ho assistito alla presentazione del libro alla biblioteca di Trento (ero li’ a studiare e si e’ sentito un acuto nella sala delle presentazioni che ho poi scoperto far parte dei vari momenti della presentazione).
La presentazione del libro e’ stata simpatica, creativa, intelligente, accattivante e … molto emozionante.
Non penso che leggero’ il libro a breve perche’ ne ho almeno altri cento da leggere.
Pero’ mi dispiace molto vedere nei commenti come ci siano persone che giudicano gli altri dai loro titoli. Cio’ e’ qualcosa che mi rende veramente sfiduciato sul futuro della nostra piccola piccola nazione.