Inceneritore: progetto, sito e calcoli inadatti

ischiapodettiIschia Podetti (“ischia” dal latino”insula”, zona paludosa) era denominata precedentemente Ischia Wolkenstein, come risulta da un disegno del 1896. Infatti l’alveo naturale del fiume Adige aveva un andamento curvilineo e con l’insenatura della montagna formava appunto un’isola. All’epoca venne eseguito un raddrizzamento dell’alveo, detto”drizzagno”, probabilmente anche al fine di allontanare la corrente dalla linea ferroviaria.

La quale, poco a monte, corre sul lungo ponte di Vodi(dal latino vadum=guado) sul, pericoloso in caso di piena, torrente Avisio, affluente, in prossimità dello sbocco nell’Adige, recipiente.

Il corpo dell’argine sinistro del drizzagno è stato rafforzato, negli anni Sessanta, mediante la costruzione di prismi di terra, applicati contro la scarpata e formanti il corpo autostradale, affiancato dalla strada che porta all’Interporto, il cui terreno, negli anni Ottanta, è stato consolidato con apporto di scarti di porfido.L’argine destro, invece, in caso di inondazione, è soggetto a una bòtta corrosa o corrosione, a una lunata o insenatura, lambendo il piede della montagna, formando un meandro, un polmone di integrazione del volume d’invaso, con funzione quindi di cassa di espansione: l’acqua è ivi trattenuta temporaneamente però sufficiente per moderare la piena.

Da Zambana a Trento esiste soltanto, come valvola di sicurezza, la varice in località Ischia Podetti.

Questa è la vocazione della località Ischia Podetti e non certamente quella di una collocazione di un complesso di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, motivando semplicemente che da decenni è adibita a discarica, dopo essere stata un cava di inerti(ghiaia e sabbia) dismessa.

Basti pensare alla disastrosa piena, detta impropriamente alluvione, che si verificò il 4 novembre 1966: L’Adige tracimò e fuoriuscì dal suo alveo a Roncafort e, ribellandosi all’opera dell’uomo, costruita nel 1858 in concomitanza della linea ferroviaria, riprese il suo vecchio corso naturale, invadendo via Brennero, Torre Verde , Vanga, allagando piazza Dante. Nello stesso modo si verificò l’evento catastrofico nel settembre 1882.

Con la costruzione dell’Interporto le condizioni, sotto, l’aspetto idraulico, sono peggiorate..

Dopo la piena del 1966 fu nominata una commissione interministeriale, presieduta dal compianto Giulio Marchi, la quale ha presentato le proprie conclusioni, approvate nel marzo 1970. Fra l’altro sono previste, oltre le briglie, la costruzione sul torrente Avisio, in località Valda, di un serbatoio per la regimazione della piena, la sistemazione della confluenza Adige-Avisio, previo studio su modello; né l’uno né l’altro intervento venne eseguito.

Durante la piena del 1966, copriva la carica di sindaco di Trento il dott. Edo Benedetti, oggi, vivo e vegeto presidente dell’Itas.

In tempi successivi occupò la carica di sindaco di Trento il dott.arch. Adriano Goio, il quale poi per anni fu segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Adige.

Sarebbe molto interessante e utile conoscere il loro prezioso parere a questo proposito.

Il terremoto dell’Abruzzo e dei precedenti dell’Umbria, dell’Irpinia nel 1980, del Friuli nel 1976 e le loro vittime entrano in questi giorni in ogni discorso, a proposito e a sproposito. Sui criteri costruttivi, sui controlli, sulle responsabilità civili e penali, sui provvedimenti necessari affinché in avvenire si possano evitare crolli degli immobili, talvolta strumentalizzando il terremoto, ai fini politici. Con riferimento ai ritardi di emanazione di speciali norme anti-sismiche.

Dopo il terremoto del Friuli nel 1976 è stata emanata una norma antisismica di carattere generale da applicarsi in tutta la penisola d’Italia, Trentino-Alto Adige compreso.

Essa dispone:”E’ fatto divieto di costruire fabbricati su terreni sede di frane o valanghe, sul ciglio o al piede di dirupi, su terreni franosi o comunque soggetti a scoscendimenti”

Nel rendering pubblicato sulla stampa, l’inceneritore, immaginato a Ischia Poletti, di fronte alla stazione di esazione pedaggio di Trento nord, al quale si accederebbe attraverso un ardito ponte a una campata, ancora da costruire, sopra il fiume Adige , è rappresentato con a ridosso un massiccio roccioso, “alterato” al computer. Non corrisponde proprio alla condizioni reali; l’ammasso è fessurato, soggetto a scoscendere e comunque a rischio idrogeologico, al cui piede, in applicazione della citata norma, non sono ammissibili interventi edilizi, neppure adottando misure di prevenzione di pericoli o danni dovuti a eventi naturali.

Resto basito(attonito, sbalordito, impietrito) che colleghi ingegneri, quali Paolo Mayr e Claudio Bortolotti, specializzato pure in idraulica a Bologna, già a capo della Protezione civile provinciale, abbiano l’ardire di riconoscere l’area di Ischia Podetti sicuramente adatta alla costruzione del polo integrato per la gestione dei rifiuti.

Coscientemente e responsabilmente?

Renzo Segalla

1 Commento »

M@x, 14 ottobre 2009 in Ambiente

1 risposta su “Inceneritore: progetto, sito e calcoli inadatti”

  1. Serena ha risposto il 10 dicembre 2009 alle 09:55 #

    Il link corretto è

    http://www.centroconsumatori.tn.it/154d333.html

    Lo trovi in “Lettere tipo” (Homepage in basso a destra) o nelle NEWS sulla Homepage

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