Contro lo smog manca un progetto

smog.jpgNon sono uno scienziato, quindi non so se - in tema di ambiente e inquinamento - abbiano ragione i catastrofisti o i minimizzatori. So però quattro cose: 1. camminando per via Rosmini o piazza Venezia, c’è un puzzo insopportabile di «fumo»; 2. dalla cima dei monti che circondano Trento, la città appare coperta da una cappa a volte rossastra e a volte grigia; 3. Trento è una città chiusa tra le montagne; 4. uno dei mezzi migliori per suicidarsi, a quanto ne so, è accendere un’automobile in un luogo chiuso. E respirare a fondo. Detto questo, a me quello che inquieta è che non vedo nessuna prospettiva di cambiamento, nessun progetto di miglioramento. Ci dicessero, per esempio, che in dieci anni il traffico privato in via Degasperi sarà dimezzato; che i camion sulla A22, tra cinque anni, dovranno essere 5.000 anzichè 10.000 al giorno; che aumenterà del 30% il traffico ferroviario per le merci; che tra sei anni tutti gli autobus funzineranno a metano, a biodiesel, ad aria compressa o a polenta di Storo; che tutte le nuove abitazioni dovranno essere fornite di pannelli solari…. Insomma, sarebbe bello se ci dicessero che si sta facendo qualcosa per migliorare una situazione che non sarà catastrofica ma che ai miei polmoni e al mio cervello non pare delle migliori. A che serve una ciclabile in via Brennero se chi la percorre è come se pedalasse in una camera a gas?

Federico Petri

M@x, 17 Settembre 2007 in Ambiente

4 Risposte su “Contro lo smog manca un progetto”

  1. Miki ha risposto il 17 Settembre 2007 alle 18:00 #

    Finchè esiste gente malata che pensa di risolvere il problema rifiuti bruciandoli…
    o pensa a fare la terza corsia sull’A22 anzichè puntare sul trasporto ferroviario…
    il mondo andrà in rovina!

  2. nonnoenio ha risposto il 18 Settembre 2007 alle 00:53 #

    la sfiga e che trento è un grosso canalone percorso da strade da nord a sud e viceversa e quantunque si faccia d’inverno si è soggetti a inquinamento e a superare la soglia dei PM10. Questo non tanto per la circolazione delle macchine ma per il grosso contributo che da il riscaldamento domestico. Si dovrebbe risolvere il problema in maniera più drastica di come si fa adesso: quando si superano i valori consentiti si lascia a casa la macchina tutti indistintamente euro 0, 1, 2, 3 e chi ne ha più ne metta, finchè i valori non rientrano.

  3. Mattia ha risposto il 24 Settembre 2007 alle 20:03 #

    Il problema, imho, è che non c’è grande interesse a muoversi verso una reale diminuzione del traffico. Le auto garantiscono troppe entrate ai comuni, mentre i trasporti pubblici sono solo una spesa. Questi andrebbero potenziati, altrimenti come si fa a dire alla genti di prendere gli autobus o le corriere se queste sono strapiene solo per gli studenti?

  4. albert ha risposto il 2 Ottobre 2007 alle 16:59 #

    Non credo che ci sia la volontà politica di risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento. La mobilità è stata gestita negli ultimi anni in modo a dir poco ridicolo: un esempio per tutti: a Pergine è stata costruita una stazione intermodale con l’obiettivo di convogliare tutto il trasporto pubblico proveniente dalle valli sul tratto ferroviario Pergine-Trento in modo da ridurre drasticamente il traffico privato diretto a Trento. Nello stesso tempo si stava costruendo una nuova galleria che da Pergine porta a Trento in pochi minuti. Il risultato lo stanno vedendo tutti in questi giorni: un aumento del traffico automobilistico su Trento dell’8% nel mese di settembre. E tutti si stanno domandando perché… (sicuramente servirà un consulente per capire il motivo). Lo stesso assessore che da una parte investiva sul trasporto pubblico e dall’altra riempiva il Trentino di asfalto adesso è presidente della A22 e da pochi giorni ha avuto l’idea di incentivare mediante sconti l’uso dell’autostrada per i pendolari. Non sono barzellette!
    Per concludere consiglio di tenere sempre controllato il sito dell’agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (http://www.appa-agf.net/). Sono pubblicati i dati quotidiani sull’inquinamento. Noterete che lo sforamento dei limiti di PM10 avviene anche quando gli impianti di riscaldamento non sono attivi e soprattutto anche durante i mercatini di Natale, quando di inquinamento è vietato parlare!
    PS: c’è da dire che non è solo colpa della politica: i trentini sono ricchi e viziati: lasciare a casa l’auto costa un po’ di fatica e pochi sono disposti a farlo anche se ne va della salute delle generazioni future.

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