Cancelliamo l’inceneritore

inceneritore1.jpgLa soluzione del «problema rifiuti» per il Trentino, tramite un inceneritore a Ischia-Podetti, è sempre stata fonte di notevole perplessità. Anche se buona parte di tossicità e polveri sottili verranno intercettate da complicati e costosi filtri con elaborati lavaggi, non è che detti veleni scompariranno nel nulla od andranno a finire sulla Luna. Resteranno nell’ambiente che, prima o poi, li restituirà al mittente. E il 70% di peso del combusto (con filtri o senza filtri) verrà comunque scaricato in atmosfera sotto forma di gas-serra. Ma prima di disperdersi e raggiungere gli strati alti, lo smog avvolgerà ogni tanto la città e la valle. Questo aspetto è stato considerato poco dall’Amministrazione pubblica che, oltretutto, è in possesso dello Studio di impatto ambientale (v. cap. IV pag. 63) nel quale è previsto in zona un possibile impatto, nel punto massimo di media annua, da 5 a 10 volte maggiore di quello ordinario, che si avrebbe in un sito orograficamente più aperto o di pianura. Vale a dire che Ischia Podetti è la scelta adatta a moltiplicare i danni ad ambiente e salute. Del resto, a Trento e dintorni, in certi mesi invernali, l’aria è già quasi irrespirabile anche senza il supplemento delle emissioni di un inceneritore. E l’Ente pubblico non può sbrigativamente concorrere a peggiorarla, nel contempo lanciando strali contro i piccoli inquinatori. Da alcuni giorni poi c’è la novità dei limiti vincolanti posti all’Italia dall’Unione Europea, per le emissioni di anidride carbonica, onde rispettare il protocollo di Kyoto, e così cercare di evitare le catastrofi climatiche incombenti. C’è poco da stare allegri. Se non si vorranno penalizzare industrie e centrali elettriche bisognerà, tra il resto, lasciar perdere il sistema di incenerimento dei rifiuti (grande produttore di CO2). Il che è ben possibile usando, vantaggiosamente, il nuovo trattamento meccanico-biologico (in sigla Tmb o Mbt). Esso avviene essenzialmente a freddo, mediante separazione per qualità (metalli, vetro, ecc.) dei rifiuti indifferenziati, che così possono essere riciclati in qualche modo. La parte prevalentemente organica viene invece trattata per fermentazione in contenitori appositi di grande capienza. Se ne ricava molto biogas, che va utilizzato bene e non disperso. Residua materiale da compost e inertizzato, usufruibile in vari modi. Il poco che ancora avanza, ben stabilizzato a norma CE, va a finire in discarica. Tale sistema di Tmb, che in Italia è ancora poco conosciuto nella sua ampia flessibilità, sarebbe assai meno inquinante di quello a incenerimento e costerebbe pure meno. Per questo il Tmb si sta rapidamente affermando in molti paesi avanzati, primo fra tutti la Germania dove a fine 2005, come comunicato dal Ministero dell’ambiente tedesco, erano già in funzione 64 impianti con una capacità complessiva di trattamento di 6,1 milioni di tonnellate annue. Resta ovvio poi che il miglior rifiuto è quello non prodotto e che bisognerebbe comunque arrivare presto al 75% di raccolta differenziata. Percentuale certo non facile, ma già raggiunta e superata dal Consorzio Priula nel Trevigiano (214.000 abitanti), nonché nell’alta Valsugana tramite Amnu e in Val di Fiemme con Fiemme Servizi. Cancelliamo quell’ormai superato programma di inceneritore a Ischia-Podetti e puntiamo al Tmb e alla raccolta differenziata spinta. Con adeguate campagne informative e sensibilizzatrici dei cittadini, perché collaborino tutti. È una scelta di civiltà!

Giovanni Battista Dallabrida – da l’Adige del 01/06/07

8 Commenti »

M@x, 1 giugno 2007 in Ambiente

8 Risposte su “Cancelliamo l’inceneritore”

  1. CartaVetrata ha risposto il 1 giugno 2007 alle 19:36 #

    Sacrosanto!

  2. Sp4rr0W ha risposto il 4 giugno 2007 alle 15:44 #

    Ma informatevi prima di dire baggianate… inquinano più 10 trattori che l’inceneritore… ma avete idea che tecnologia ci sia dietro?

    Meglio una sana raccolta differenziata abbinata all’inceneritore (l’umido mica si brucia) o le discariche puzzolenti che ci sono adesso? (che inquinano molto di più il terreno?)

  3. M@x ha risposto il 4 giugno 2007 alle 16:42 #

    Forse dovresti informarti meglio tu!
    La tecnologia è così avanzata che le polveri sono talmente sottili che non c’è filtro che tenga! quindi la diossina se ne va tutta su per il camino!

  4. Sp4rr0W ha risposto il 4 giugno 2007 alle 22:38 #

    meglio la monnezza per strada tipo napoli vero?

    informati te o pensi che si riesca a riciclare il 100%???

  5. (M)aria Fresca ha risposto il 5 giugno 2007 alle 23:02 #

    finalmente una persona informata della tecnologia dell’inceneritore che verrà (dovrebbe venire) a Trento. Con tutto il rispetto, ho un pò di difficoltà a dialogare con uno che si chiama Sp4rrOW: sembra una delle oltre 250 sostanze che escono dal camino di un inceneritore!
    Comunque lo aspetto ad uno dei prossimi incontri pubblici, dove potrà liberamente esprimere le sue certezze, a sostegno di quelle della PAT, che in quanto a pericoli per la salute ha dovuto commissionare lo studio al Politecnico di Milano ed in particolare ad un ingegnere che risulta anche essere consulente di ASM Brescia. Non è stato acquisito nessun parere medico sui pericoli per la salute rappresentati dall’inceneritore.
    L’intervento del singor Dallabrida, invece, mi sembra molto equilibrato.

  6. Sp4rr0W ha risposto il 6 giugno 2007 alle 10:14 #

    OK continuate a pensare col paraocchi allora.

    Sembri un politico blateri blateri. Allora dimmi quali sono le alternative? Spariamo l’immondizia nello spazio?

    Fatti un giro all’inceneritore di Bolzano e vedrai che la stragrande maggioranza di quello che esce è vapore acqueo: e attualmente lavora 24 ore su 24.

    Nella vita non si può essere sempre e comunque contro tutto!

    Io sento solo gente anti-questo anti-quell’altro, ma nessuna proposta concreta. Approfittate dell’ignoranza delle persone per spaventarle. Io credo che se ci fosse una corretta informazione da parte della provincia, molti movimenti “ambientalisti” non avrebbero vita facile.

    Basta vedere che casino hanno combinato con il cavalcavia sull’adige e la galleria di loppio!!! Ci son voluti 30 anni di ricorsi per costruire la circonvallazione di Mori.

    PS: Io mi metto il nickname che voglio, si chiama libertà. Un concetto che forse ti è estraneo.

  7. Paolo ha risposto il 8 novembre 2007 alle 22:13 #

    Comunque sia, il quadro resta incompleto. Abbiamo diversi problemi da affrontare, tra cui quello delle fonti energetiche, problema politico oltre che ambientale (chi pensa di andare avanti col petrolio ? Lo sapete che – premesso che l’Italia ha già un notevole deficit energetico – la domanda di energia e’ previsto raddoppiera’ nei prossimi 30 anni ?). Pure la produzione di rifiuti e’ in costante crescita. Se si elimuinassero un sacco di fonti di inquinamento (automobili, caldaie etc..) il termovalorizzatore non sarebbe un problema. La California produce ormai dei veicoli elettrici (ex: Tesla motors, phoenix motorcars..) a zero emissioni, ma che hanno bisogno di grandi quantità di energia elettrica per ricaricare le batterie.. sarebbe un buon uso dell’energia del termovalorizzatore, senza contare che lo smog del termovalorizzatore si disperderebbe molto di più di quanto non si disperda quello del traffico (i termovalorizzatori hanno un camino alto oltre 100 metri), ricordando la vicinanza pedoni- automobili….
    Perchè la gente lotta contro il termovalorizzatore, ma non vuole rinunciare all’automobile (altrettanto inquinante) ?? Pure i volantini del nimby trentino erano stampati su carta plastificata ne’ riciclata ne’ riciclabile..

  8. Paolo ha risposto il 8 novembre 2007 alle 22:21 #

    E’ un’ottima idea anche trasferire merci dalla gomma al treno, ma questo richiede sempre energia elettrica per muoversi… io, ad esempio, uso sempre l’autobus, mi piacerebbe si usassero mezzi elettrici, ma richiedono sempre energia elettrica………..

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