Rifiuti in piazza Battisti

bozze.jpgLeggendo l’articolo di I.V. sul giornale di lunedì: “Vini a teatro, vuoti in piazza”, viene - persino a me che sono quasi astemia - un po’ di tristezza. Non solo per il fatto in sé, cioè per quella montagna di rifiuti abbandonati in piazza Cesare Battisti, ma anche per l’interpretazione che ne ha dato il responsabile della mostra dei vini per conto di Trentino Spa: una questione di immagine.
Sono state buttate bottiglie che contenevano ancora vino, al punto che s’era formata una grossa pozza appiccicaticcia accanto ai cassonetti che le contenevano; era vino di qualità, prodotto con sapienza e fatica, pubblicizzato con dispendio di denaro, imbottigliato, confezionato, imballato, commercializzato e trasportato con un bel consumo di energia e materiali e……è stato buttato! Per quanto fastidio abbiano procurato quei ragazzi che hanno giocato con scatoloni ed imballi in polistirolo e che hanno vuotato fino in fondo le bottiglie del prezioso contenuto, tanto da richiedere l’intervento dei vigili del fuoco e di una pattuglia dei carabinieri, non c’è paragone con l’amarezza suscitata dalla reazione generale: timore per il danno all’immagine (non sia mai che finiamo paragonati ai napoletani!); dispiacere per il mancato sincronismo produzione dei rifiuti/loro immediata sottrazione alla vista (occhio non vede, cuore non duole); preoccupazione per eventuali critiche in un “momento particolarmente caldo in tema di rifiuti” (il momento è - in verità - particolarmente caldo, ma in tutti gli ambiti, a cominciare dal clima).
Provocatoriamente, ma non troppo, sarebbe stato meglio che il mucchio di rifiuti fosse rimasto lì ancora per qualche giorno, come monumento, accanto al fiore lunare e alla facciata post moderna del teatro Sociale: una testimonianza di quanto spreco comportino certe manifestazioni; un monito per il nostro modo di vivere, incentrato su un consumo esagerato e sull’illusione che le risorse siano illimitate. Un modo di vivere al di sopra delle nostre possibilità.
Che ottima occasione per gli organizzatori della mostra, o per un gruppo di famiglie, o per un condominio o classe scolastica o gruppo ambientalista “adottare” quel mucchio di rifiuti per separare, riciclare, riusare, recuperare e soprattutto valutare se, attorno a del semplice, antico, ottimo vino era proprio necessario tutto quel contorno!

(M)aria Fresca, 24 Maggio 2007 in Ambiente

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