Il “Centro Riciclo Vedelago”, azienda che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali, ha presentato ricorso al Tar contro il bando del Comune di Trento per la realizzazione dell’inceneritore.
Il bando di gara del comune ne ostacola la partecipazione in quanto, oltre a prevedere un certo fatturato, specifica che le aziende in gara devono avere cinque anni di esperienza nel campo dei termovalorizzatori; Non prende in considerazione dunque alternative alla combustione dei rifiuti residui.
Il sindaco di Trento, che fa orecchie da mercante, ha sempre manifestato perplessità sul sistema di Vedelago convinto che il residuo del centro riciclo vada a finire in un inceneritore, forse perchè si è sempre rifiutato di capire il reale ciclo dei rifiuti al centro Vedelago
Il 5% di residuo non riciclabile che rimane, essendo inerte, viene invece trasferito all’impianto di produzione del granulato “sabbia sintetica”, ma potrebbe benissimo essere messo in discarica, al posto del 30% di ceneri tossiche che produrrebbe un inceneritore.
Ne vedremo delle belle!
M@x, 26 febbraio 2010 in Ambiente
In questi giorni, in cui la stampa ci aggiorna sui fantastici (e fantasiosi) disegni e piani (e Piani) della futura cittadella ex Michelin e dà la parola agli entusiasti propugnatori della stessa, noi, della periferia nord di Trento, figli di un dio minore, non possiamo fare a meno di confrontare tanto sfarzo (appartamenti in vendita a 5.000 euro a mq, biblioteche mega-galattiche, giardini pensili tipo Babilonia, boulevard da sogno, forno crematorio – ops, questo no) e tante “magnifiche sorti e progressive” (Giacomo Leopardi, La ginestra) dell’umanità trentina che ivi dimorerà, con la miseria ed il degrado che caratterizzano l’ex SLOI.
Da mesi, parecchie decine di persone “invisibili”, donne e uomini, abitano quegli spazi spettrali e carichi di lutti. Hanno occupato l’ex casa degli impiegati (ex anche loro, purtroppo, perché deceduti prematuramente, come tanti iscritti al medesimo libro paga) e vi stendono i panni (lavati con l’acqua che si procurano a taniche presso qualche esercizio vicino o le fontane della città), e vi accendono candele nel buio e fuochi nel freddo dell’inverno. Il piazzale interno – che s’ intravede perché ormai il portone metallico rimane sempre aperto – è una discarica di rifiuti, in cui è probabile che scorazzino topi e ratti.
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M@x, 26 febbraio 2010 in Ambiente